Incarichi, favori e procedure condizionate: Pallaria, Oliverio e altri 21 a processo
Il dibattimento inizierà il 10 novembre. Tra gli imputati anche Dattolo, Incarnato e Stillitani. Prosciolto il finanziere Paladino, separata la posizione di Fulini

CATANZARO Il presunto sistema di favori, incarichi e procedure condizionate all’interno della Regione Calabria approda al dibattimento. Il gup di Catanzaro Teresa Lidia Gennaro ha disposto il rinvio a giudizio di 23 persone, tra dirigenti pubblici, politici, imprenditori e appartenenti alle forze dell’ordine. Il processo inizierà il prossimo 10 novembre davanti al Tribunale di Catanzaro. Al centro dell’inchiesta c’è Domenico Maria Pallaria, dirigente generale della Regione ed ex responsabile della Protezione civile calabrese. Tra gli imputati figurano anche l’ex presidente della Regione Mario Oliverio, gli ex assessori regionali Alfonso Dattolo e Francescantonio Stillitani e l’ex commissario liquidatore della Sorical Luigi Incarnato. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di corruzione, falso, peculato, truffa, concussione e accesso abusivo ai sistemi informatici. Secondo l’impostazione della Procura, gli indagati avrebbero dato vita a una rete capace di condizionare procedure amministrative e concessorie, affidamenti e incarichi, ottenendo vantaggi economici e favori personali.
Il posto di lavoro
Uno dei principali filoni riguarda l’incarico assegnato a Giovanna Belvedere. Pallaria, secondo l’accusa, si sarebbe attivato per favorirne l’assunzione da parte di Azienda Calabria Lavoro e il successivo impiego presso la Protezione civile regionale, nonostante la presenza di candidati con qualifiche superiori. In cambio avrebbe ricevuto la promessa di favori sessuali. Nella vicenda è coinvolto anche Giovanni Forciniti, all’epoca dirigente generale di Azienda Calabria Lavoro. Nel decreto di conferimento dell’incarico sarebbe stata attestata l’assenza di personale interno utilizzabile senza che fosse stata effettuata una reale ricognizione.
I contributi, il resort e la diga del Menta
Un altro capitolo riguarda i rapporti tra Pallaria e Francescantonio Stillitani. Il dirigente regionale avrebbe agevolato l’iter per l’ottenimento di un contributo di quasi dieci milioni di euro destinato alle attività turistico-alberghiere riconducibili alla famiglia dell’ex assessore. In cambio avrebbe ottenuto soggiorni gratuiti in un resort, condizioni di favore per amici e conoscenti e la disponibilità ad assumere persone da lui segnalate. Nel fascicolo rientrano anche le vicende relative all’impianto per il trattamento dei rifiuti di Alli, a Catanzaro, e alla gestione della diga del Menta. Pallaria e Luigi Incarnato avrebbero favorito, secondo la Procura, gli interessi dell’imprenditore Sergio Vittadello, anche attraverso un meccanismo che avrebbe consentito di evitare una gara pubblica.
Le proroghe alla Protezione civile
L’ex governatore Mario Oliverio è coinvolto nel filone relativo alla proroga dei contratti di quattro collaboratori impegnati nel sistema regionale di monitoraggio e prevenzione dei rischi. Nel decreto sarebbero state indicate condizioni tecniche imprevedibili che, secondo l’accusa, non corrispondevano alla realtà. Un ulteriore segmento dell’inchiesta riguarda l’ex finanziere Ercole D’Alessandro, accusato di concussione insieme ad Alfonso Dattolo in relazione ai lavori della metropolitana di Catanzaro. D’Alessandro risponde anche di presunti accessi abusivi alle banche dati delle forze dell’ordine effettuati per finalità estranee al servizio.
I 23 rinviati a giudizio
A processo andranno Domenico Maria Pallaria, Giovanna Belvedere, Ercole D’Alessandro, Luciano D’Alessandro, Alfonso Dattolo, Giovanni Forciniti, Franco Albano Formoso, Odeta Hasaj, Luigi Incarnato, Gregorio Lillo Odoardi, Salvatore Madia, Matteo Magni, Giovanni Marra, Angelina Molinaro, Antonio Nisticò, Gerardo Mario Oliverio, Cristian Pancotti, Salvatore Rotundo, Nazzareno Giuseppe Rudi, Alessandro Rugolo, Luigi Russo, Francescantonio Stillitani e Sergio Vittadello. Il gup ha disposto il non luogo a procedere per Marco Paladino, finanziere in servizio al Goa di Catanzaro. Per Pallaria è stato inoltre dichiarato prescritto un capo di peculato relativo all’utilizzo di un’auto istituzionale. La posizione di Giada Fulini, dipendente della società Intercantieri Vittadello, era stata separata dopo la richiesta di essere giudicata con rito abbreviato. Nel procedimento si sono costituite parti civili la Regione Calabria, il ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate. Le contestazioni dovranno ora essere verificate nel corso del processo. (redazione@corrierecal.it)
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