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Reggio, Castore infiamma il debutto del Consiglio, via libera al Museo della Rivolta

La prima seduta si apre con il ricordo di Borsellino e si accende sulla proroga dei servizi della partecipata. Approvato anche l’avvio del progetto museale dedicato ai moti di Reggio

Pubblicato il: 20/07/2026 – 15:15
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA C’è chi si guarda intorno, chi cerca con lo sguardo il proprio posto, chi si sistema la giacca prima di sedersi: per molti dei nuovi consiglieri comunali è la prima volta tra quei banchi, nell’Aula Battaglia di Palazzo San Giorgio, la sede che la città riconosce come casa del proprio Consiglio. Quei banchi hanno ascoltato decenni di voci, di battaglie politiche vere e di silenzi altrettanto pesanti: sedersi lì, per la prima volta, significa entrare davvero nella responsabilità di governare la città, non più soltanto rappresentarla. La festa dell’insediamento, con la folla dell’Arena dello Stretto a fare da cornice, appartiene già al passato: da questa mattina, in prima convocazione, il sindaco Francesco Cannizzaro e la sua giunta si misurano con il luogo che la retorica non tocca, dove ogni delibera diventa vita reale per chi la città la abita ogni giorno.

Un minuto di silenzio per la strage di via D’Amelio

Prima ancora delle delibere, l’Aula si è fermata per un minuto di silenzio in memoria della vittime di mafie e della strage di via D’Amelio, nell’anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta. Un gesto che ha aperto, con il giusto raccoglimento, la prima seduta ordinaria della consiliatura guidata da Cannizzaro, eletto sindaco alla guida di un’ampia coalizione di centrodestra. Sei, in tutto, i punti che scandiscono la seduta odierna: dopo gli interventi preliminari, l’Aula li affronta uno dopo l’altro ma l’emozione, quella della prima seduta in Aula Battaglia, dura però poco: basta il primo punto all’ordine del giorno perché il clima si accenda. Al centro, l’affidamento a Castore, società che si occupa di manutenzioni stradali e degli immobili comunali – di fatto una proroga al 31 dicembre dei contratti in scadenza – che apre quasi un’ora di scontro serrato tra maggioranza e opposizione, con lo stesso Cannizzaro protagonista della replica più dura.

La discussione

Ad aprire le ostilità è il consigliere Versace, che contesta la scarsa presenza dei dirigenti in Aula, definendola un problema di burocrazia ereditato dalla passata consiliatura. Sul merito, sia Versace sia il capogruppo Carmelo Romeo rivolgono alla maggioranza la stessa accusa: due mesi fa, da opposizione, chiedevano una soluzione definitiva per Castore; oggi, al governo della città, si limitano a un’altra proroga.
«Noi dalla parte di Castore ci siamo sempre stati, anche quando eravamo i soli ad esserci», dice Romeo, ricostruendo la storia della partecipata: nata dal fallimento della ex Multiservizi, salvata dall’amministrazione Falcomatà, con un contratto decennale scaduto lo scorso 21 aprile e prorogato di tre mesi in attesa di una soluzione più stabile che i Revisori dei Conti non avallarono. «Sono passati 60 giorni – attacca il capogruppo de La Svolta -, non hanno mosso un dito e si presentano oggi con una proroga camuffata da nuovo affidamento, facendo esattamente quello che avevamo proposto noi prima del voto».
Il consigliere Colella liquida gli interventi dell’opposizione come una polemica sterile: su Castore, dice, bastava votare sì. Quartuccio annuncia voto favorevole ma ricorda gli anni della protesta degli operai sui tetti della ex Multiservizi. Daniele Romeo, di Reggio Futura, condivide lo spirito bipartisan ma ricorda che i dirigenti li nomina la maggioranza. Giuseppe Marino accoglie l’invito del sindaco a un tavolo di lavoro, a nome del Pd e della minoranza.
A chiudere il dibattito è Cannizzaro, che si dice sorpreso dai toni su un punto che pensava di poter far approvare “in un minuto”.

Commissioni consiliari, sì al ritorno in presenza dopo anni di smart working

Superato il primo scoglio, l’Aula affronta il secondo punto all’ordine del giorno: la modifica del regolamento delle commissioni consiliari, che punta a riportare i lavori in presenza dopo la lunga stagione delle sedute a distanza. Un tema che lo stesso Cannizzaro aveva già annunciato in campagna elettorale.
Ad aprire il confronto è Giuseppe Marino, che pur non contestando il principio del ritorno in presenza chiede prudenza: pensando al lavoro già gravoso di alcune commissioni e per questo chiede di rinviare la discussione, per affrontarla direttamente nella commissione competente, una volta istituita.
Gli risponde il consigliere De Blasio, che pur riconoscendo la propria preferenza personale per le sedute online ammette che alcuni temi richiedono necessariamente un confronto diretto, in presenza: meglio partire su questa strada, sostiene, correggendo eventualmente il tiro in un secondo momento se dovessero emergere criticità.
Diverso l’angolo di visuale portato da Saverio Pazzano, che rivendica il lavoro fatto in questi mesi sul nuovo regolamento: il vero nodo, per il consigliere, non riguarda la possibilità per i consiglieri di collegarsi da remoto, quanto piuttosto il diritto dei cittadini di seguire i lavori delle commissioni, oggi trasmessi in streaming solo per l’Aula. Pazzano ricorda di essersi già battuto, senza successo, per garantire ai cittadini l’accesso alle sedute registrate delle commissioni, con indicazioni chiare su orari e argomenti trattati: un traguardo che, ammette, resta ancora da raggiungere.
Dopo un breve scambio tra Imbalzano e Quartuccio, prende la parola Delfino, che porta la propria esperienza da ex assessore per difendere i vantaggi delle commissioni a distanza: la possibilità di coinvolgere in diretta un dirigente per rispondere a un quesito, o la situazione di un genitore che, con un figlio malato a casa, non potrebbe altrimenti partecipare ai lavori.
A chiudere il dibattito è ancora una volta il sindaco Cannizzaro, con un intervento che ripercorre gli anni della pandemia e rivendica adesso il valore del guardarsi negli occhi in Aula, ricordando gli anni in cui i confronti politici avvenivano anche fuori dalle sedi istituzionali, mentre le commissioni proseguivano online. Cannizzaro racconta di aver assistito, in quegli anni, a partecipazioni ai lavori consiliari tutt’altro che consone – persone collegate in auto, appena uscite dalla doccia, sdraiate in spiaggia – segno di un coinvolgimento più legato al gettone di presenza che al reale interesse per il dibattito. Il sindaco confessa il disagio che prova nel vedere Palazzo San Giorgio semivuoto nei giorni di seduta, e chiude condividendo la posizione di Pazzano: se qualcuno ha il diritto di seguire i lavori da remoto, anche dall’altra parte del mondo, quello è il cittadino, non l’amministratore chiamato a rappresentarlo in Aula.
Al termine della discussione, l’Aula approva il nuovo regolamento sulle commissioni consiliari, con il ripristino delle sedute in presenza: voto favorevole della maggioranza, astensione dell’opposizione, nessun contrario. Via libera anche al punto successivo, l’istituzione delle Commissioni Consiliari permanenti, previste dall’articolo 1 del regolamento appena modificato.

Commissione elettorale comunale, Bilardi e Colica per la maggioranza, Delfino per la minoranza

Il Consiglio passa poi al quarto punto all’ordine del giorno, l’elezione dei componenti della Commissione Elettorale Comunale. Con un voto a scrutinio segreto, ogni consigliere esprime la propria preferenza su un’apposita scheda, per l’assegnazione dei tre seggi effettivi previsti, due riservati alla maggioranza e uno alla minoranza.
Per la maggioranza vengono eletti Paolo Bilardi, di Fratelli d’Italia, e Vanessa Colica, della Lega, entrambi con 11 preferenze. Per l’opposizione, la scelta converge compatta – con il voto di tutti e nove i consiglieri di minoranza – su Demetrio Delfino. Completano il quadro i membri supplenti: per la maggioranza vengono indicati Miriam Pitasi e Paolo Paviglianiti, mentre per la minoranza il ruolo va a Francesco Catalano.
Approvata anche la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il Museo della Rivolta di Reggio Calabria

Si arriva così all’ultimo punto in agenda: l‘avvio dell’iter per il Museo della Rivolta di Reggio Calabria, progetto per custodire la memoria di uno dei momenti più significativi e controversi della città. A presentarlo in Aula è Daniele Romeo (Reggio Futura), che lo definisce prima di tutto “la casa di tutti i reggini”, un luogo di studio e memoria per far conoscere alle nuove generazioni i fatti degli anni Settanta, non la celebrazione di una parte politica.
Dall’opposizione arriva la richiesta di rinviare il punto per discuterne più ampiamente, ma Cannizzaro replica che oggi si approva solo un atto di indirizzo, arricchibile in seguito con contributi bipartisan: un tema, dice, che appartiene al popolo e alla storia di Reggio – e dell’Italia – non a una parte politica. Il sindaco condivide anche la proposta di Delfino di valutare il coinvolgimento di una struttura organizzata, se ce ne saranno le condizioni, e annuncia una possibile inaugurazione per il 14 luglio 2027. Un emendamento per inserire questa data viene approvato con i voti della maggioranza. Il punto passa poi con 23 voti favorevoli, 6 astenuti e 3 contrari. (redazione@corrierecal.it)

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