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Le proiezioni demografiche

Famiglie sempre più piccole, il Sud si avvicina al Nord: la fotografia dell’Istat

Crescono persone sole e coppie senza figli

Pubblicato il: 13/09/2026 – 14:35
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ROMA Nel giro di 25 anni il modo di vivere in famiglia potrebbe cambiare sensibilmente, soprattutto nel Mezzogiorno. Le proiezioni demografiche dell’Istat indicano infatti una progressiva riduzione delle famiglie composte da almeno un nucleo, cioè quelle formate da coppie con o senza figli e da genitori soli. Nel Sud e nelle Isole la loro incidenza dovrebbe scendere dal 62,3% del 2025 al 57,2% nel 2050, avvicinando sempre di più la struttura familiare meridionale a quella già diffusa nelle regioni settentrionali.
È uno degli elementi che emerge dalle nuove previsioni dell’Istituto sulla popolazione residente, sulle famiglie e sulle forze di lavoro. Le stime tengono conto dell’incertezza legata ai principali fenomeni demografici: numero delle nascite, aumento della sopravvivenza e movimenti migratori.

Il modello familiare si uniforma

Le differenze tra Nord, Centro e Mezzogiorno sono ancora evidenti, ma la distanza tende a ridursi. A spingere il cambiamento sono soprattutto la diminuzione della fecondità, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento di separazioni e scioglimenti delle unioni.Il fenomeno più evidente riguarda le coppie con figli. Il Mezzogiorno continuerà ad avere nel 2050 la percentuale più alta, ma il calo sarà significativo: dal 31,2% del 2025 al 22,4%. Nel Nord la quota passerà dal 26,8% al 21%, mentre nel Centro scenderà dal 26,2% al 19,4%. La fotografia restituisce quindi un Paese nel quale la presenza di figli all’interno delle famiglie diventa progressivamente meno frequente, con un avvicinamento dei comportamenti tra le diverse aree geografiche.

Crescono le persone sole

Parallelamente aumenteranno le famiglie senza nucleo. Si tratta soprattutto di persone che vivono da sole, come single, vedovi, separati e divorziati, ma anche di persone che condividono un’abitazione senza essere legate da una relazione di coppia, per esempio coinquilini o amici. Anche qui il Nord e il Centro manterranno i valori più elevati: nel 2050 le famiglie senza nucleo arriveranno rispettivamente al 45,2% e al 46,4%. Ma la crescita più marcata sarà nel Mezzogiorno, dove la quota passerà dal 37,7% del 2025 al 42,8%.
A determinare l’aumento sono soprattutto l’invecchiamento e la maggiore frequenza delle separazioni. Se si guarda esclusivamente alle persone sole, nel Nord la loro incidenza arriverà al 42,7% nel 2050, con 4,1 punti in più rispetto al 2025. Nel Centro raggiungerà il 43,8%, in aumento di 4,6 punti. Nel Mezzogiorno arriverà invece al 39,6%, con una crescita di 4,9 punti: è l’incremento più consistente tra le tre aree.

Più coppie senza figli

Un altro elemento destinato a modificare la composizione delle famiglie riguarda le coppie senza figli. La loro presenza aumenterà in tutte le zone d’Italia, ma resterà particolarmente significativa al Nord, dove nel 2050 potrebbe rappresentare il 22,4% delle famiglie.
Nel Mezzogiorno la quota dovrebbe arrivare al 20,4%, mentre nel Centro si attesterebbe al 20,2%. È un ulteriore segnale della trasformazione in corso: meno famiglie con figli e più nuclei composti da persone sole o da coppie senza figli.

Nel Sud la famiglia resta più numerosa, ma il divario si riduce

Tutti questi cambiamenti avranno una conseguenza diretta anche sulle dimensioni dei nuclei. Secondo le proiezioni Istat, nei prossimi decenni diminuirà infatti il numero medio di componenti per famiglia in tutto il Paese.
Nel Nord si passerà da 2,15 componenti per famiglia nel 2025 a poco meno di due nel 2050. Nel Mezzogiorno la riduzione sarà ancora più evidente: da 2,29 a 2,00 componenti.
Il Sud continuerà dunque ad avere, mediamente, famiglie più numerose rispetto al resto d’Italia, ma la distanza sarà molto più contenuta. La tendenza generale è quella di una progressiva convergenza: meno figli, più persone sole, più coppie senza figli e nuclei complessivamente più piccoli. Le proiezioni non descrivono un futuro inevitabile, ma uno scenario costruito sulla base delle tendenze demografiche attuali. E indicano con chiarezza una trasformazione già in corso: il modello familiare italiano diventa sempre più simile nelle diverse aree del Paese, mentre la famiglia numerosa perde progressivamente peso.

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