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l’intervista

Pollino nella morsa degli incendi, il dg di Calabria Verde Oliva: «Un vero e proprio attacco»

Il dirigente al Corriere della Calabria: «Situazione in miglioramento su Monte Pallone e La Manfriana. La concomitanza delle azioni fa sospettare la mano dell’uomo»

Pubblicato il: 22/07/2026 – 13:51
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COSENZA Il Pollino continua a combattere contro gli incendi, ma nelle ultime ore arriva qualche segnale di miglioramento. Il fronte più delicato, quello che ha interessato il versante orientale del massiccio del Pollino, nell’area di Monte Pallone e La Manfriana, è in fase di contenimento grazie al massiccio impiego di uomini e mezzi.
A fare il punto con il Corriere della Calabria è Giuseppe Oliva, direttore generale di Calabria Verde, che sta seguendo da vicino le operazioni di spegnimento e bonifica.
«In questo momento – spiega Oliva – la situazione tende al miglioramento. Siamo sufficientemente fiduciosi e stiamo portando avanti le ulteriori operazioni di bonifica. Abbiamo in campo tre elicotteri, uno regionale e due del Parco nazionale, oltre a un Canadair del dispositivo nazionale e a circa 50 operai forestali di Calabria Verde impegnati nelle attività di bonifica».
L’intervento, però, resta complesso e richiede un lavoro continuo sul territorio.
«Abbiamo messo in campo anche diversi mezzi meccanici per realizzare i viali parafuoco e isolare completamente il fronte, così da evitare ulteriori propagazioni. Si è lavorato in maniera incessante nelle ultime 24 ore. In questo momento stiamo effettuando le ultime operazioni di bonifica, ma l’incendio non è ancora stato dichiarato concluso e chiuso. Siamo comunque a buon punto e fiduciosi di poterlo contenere».

Gli altri fronti: Morano verso il contenimento, Saracena e San Basile chiusi

Il Pollino resta sotto osservazione anche per altri incendi che hanno interessato il territorio. Un altro fronte importante è quello di Morano Calabro, dove le squadre sono ancora impegnate. «L’altro fronte che abbiamo su Morano Calabro – racconta Oliva – è in via di contenimento. Anche lì sta operando un mezzo aereo, una squadra di terra e un ulteriore mezzo di Calabria Verde che sta coordinando l’operazione. Per quanto riguarda invece la parte di Saracena e San Basile, l’incendio è stato già dichiarato chiuso». Una fase complessa, quella vissuta negli ultimi giorni, che ha riportato l’attenzione sulla fragilità di un territorio particolarmente delicato dal punto di vista ambientale.

Il sospetto della mano dell’uomo: «Un vero e proprio attacco»

Giuseppe Oliva, forte anche dell’esperienza maturata negli anni nella gestione delle emergenze ambientali, invita alla prudenza in attesa degli accertamenti ufficiali, ma non nasconde le preoccupazioni per la dinamica degli eventi. «Queste valutazioni le trarremo anche alla luce delle attività di accertamento e approfondimento che gli organi competenti stanno svolgendo. Non c’è dubbio, però, che la concomitanza delle azioni e delle attività che hanno generato gli inneschi ci porta a sospettare, in maniera molto verosimile, che ancora una volta la mano dell’uomo abbia colpito e abbia colpito duramente, in maniera significativa. Un vero e proprio attacco».
Nelle ultime ore sono arrivati rinforzi anche da fuori provincia per fronteggiare l’emergenza. Oliva sottolinea il ruolo degli operatori impegnati sul campo. «Gli operai stanno lavorando in maniera encomiabile, incessante. Non si stanno fermando da molte ore, proprio per contenere l’avanzamento del fuoco. Grazie a questi lavoratori e al rafforzamento della capacità operativa che abbiamo messo in campo, siamo riusciti a impiegare oltre 50 unità, oltre naturalmente alle associazioni di volontariato che hanno dato supporto».Un lavoro reso possibile anche dalla collaborazione con altri enti.«Anche l’Anas ci ha fornito un mezzo autobotte per l’approvvigionamento di due vasche mobili che abbiamo dovuto allestire in prossimità dell’incendio. Questo ci ha permesso di ridurre i tempi di rotazione dei mezzi aerei: siamo arrivati a un minuto e mezzo, consentendo ai velivoli di effettuare lanci frequenti sul fronte del fuoco e limitare ulteriormente la propagazione delle fiamme». (redazione@corrierecal.it)

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