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L’asse Alecci, Lo Schiavo e Mammoliti lancia l’alternativa: «Occhiuto narra una Calabria che non esiste»

Summit nella sede del Pd a Vibo per il trio del centrosinistra. Affondo su emergenza incendi, sanità, LEA e Pnrr: «Uniti per non farci trovare impreparati»

Pubblicato il: 24/07/2026 – 11:36
di Marco Russo
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VIBO VALENTIA Un trio inedito, una “collaborazione” (l’hanno definita, per ora, così) all’insegna della continuità tra un mandato al Consiglio regionale e un altro. Nella sede vibonese del Pd a Corso Umberto I, a Vibo Valentia, Raffaele Mammoliti, Antonio Lo Schiavo e il capogruppo dem in Regione Ernesto Alecci hanno lanciato la loro “alternativa”, ufficialmente, alla destra che ormai da quasi un decennio governa la Regione. «Il presidente Occhiuto narra una Calabria che non esiste» è il leitmotiv dell’incontro che attraversa diversi temi, alcuni più locali di altri: dalla delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina al discorso Sacal e Ryanair, toccando ovviamente il campo della sanità e dei recenti incendi.

Un’alternativa alla destra “populista” e ad Occhiuto

«Vogliamo costruire e rafforzare l’alternativa al centrodestra che attualmente governa la regione e il paese. E che sta assumendo una torsione populista man mano che si avvicinano le elezioni politiche» è l’esordio dell’ex consigliere regionale Raffaele Mammoliti, che critica la narrazione del governatore calabrese. «I dati occupazionali, sociali, economico-produttivi sono sotto gli occhi di tutti». La lieve crescita – accusa – è dovuta alla quantità delle risorse del Pnrr che però ormai stanno per scadere. «Abbiamo una Calabria che arranca e che brucia, una Calabria in difficoltà» continua l’ex consigliere, sfiorando anche il tema degli incendi e citando le iniziative intraprese durante il suo mandato regionale. Oggi invece, «registriamo una discrasia tra la narrazione del centrodestra e la società reale che vive i problemi quotidianamente». Lo Schiavo rincara la dose: «Abbiamo voluto dare un segnale di collaborazione da posizioni differenti, un segnale di chi non vuole più farsi trovare impreparato» afferma l’esponente di Avs, che parla delle imminenti elezioni politiche ma anche per quelle regionali, nel caso in cui ci fosse una chiusura anticipata della legislatura. «Occhiuto ci ha abituato a questi suoi colpi di teatro».

Da Alecci parole di “miele” per i nuovi alleati

Da parte di Ernesto Alecci, capogruppo dem in Consiglio, parole di miele per i “nuovi” alleati: «Ho imparato tanto da loro: la passione e la difesa dei diritti dei lavoratori da Raffaele, la capacità di entrare nelle pieghe delle proposte normative da Antonio. Questo è un lavoro che si vuole portare avanti tra amici e colleghi che fanno parte del centrosinistra, dando la dimostrazione che siamo uniti e compatti, che vogliamo lavorare per migliorare la situazione in cui versa la nostra regione». Poi passa all’attacco di Occhiuto, a partire dagli ultimi incendi: «Parlava di tolleranza zero e di droni, si mostrava salendo sugli elicotteri, poi però i fatti lo smentiscono. I dati del 2025 parlano di un anno orribile rispetto a quelli precedenti». Sulla sanità, Alecci, annunciando un accesso agli atti per approfondire il dossier, intende smontare anche «la narrazione secondo cui la Calabria sta crescendo secondo i Lea, dati gonfiati da quelle che sono le Case di comunità e dalle Cot, spesso ex ambulatori già presenti a cui è solo stata cambiata l’insegna».

La scarsa rappresentanza di Vibo Valentia nel Consiglio regionale

E nel mirino dei tre finisce anche la legge elettorale regionale, la causa principale – a loro dire – della scarsa rappresentanza del territorio vibonese. Se da una parte Alecci si fa portatore delle istanze, Mammoliti e Lo Schiavo ricordano i tentativi di portare avanti una proposta di legge che garantisse almeno un consigliere per provincia: «Eravamo in quattro consiglieri alla scorsa legislatura, questa volta ce n’è solo uno. Mi sembra chiaro che la legge elettorale vada modificata» obietta Mammoliti. «Noi avevamo proposto il ripristino dei collegi provinciali: Vibo Valentia, in base alla propria dimensione demografica, dovrebbe eleggere dei propri rappresentanti. Oggi abbiamo solo un consigliere, ahimè, di maggioranza, ma non c’è un consigliere di opposizione. E questo secondo me si sente molto». (m.russo@corrierecal.it)

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