Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 11:44
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

l’analisi

Difesa del suolo: in Calabria resilienza e investimenti crescono, ma la capacità amministrativa resta il vero nodo 

Report della Corte dei Conti nazionale: criticità ma anche passi avanti sul piano della programmazione, soprattutto nel settore idrico

Pubblicato il: 25/07/2026 – 10:54
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

CATANZARO Criticità e ritardi ma anche esperienze positive e «una progressiva evoluzione dell’impostazione programmatoria». Sul piano della difesa del suolo e della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico la Calabria presenta ombre ma anche luci: è quanto emerge dall’ultimo referto stilato dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, che fa il punto sulle azioni messe in campo in tutt’Italia e da tutte le regioni.

Il punto della situazione

Per quanto riguarda la Calabria la magistratura contabile anzitutto segnala, a fronte di «significativi investimenti nei settori della resilienza territoriale, della prevenzione del rischio idrogeologico e della gestione sostenibile delle risorse idriche», ancora «un insieme di criticità gestionali e procedurali che continuano a incidere sull’efficacia degli interventi programmati». Un focus specifico viene dedicato  al settore idrico: qui – si legge nel referto – «la Corte dei Conti evidenzia il superamento della condizione abilitante europea a seguito dell’approvazione, nel settembre 2024, dell’aggiornamento del Piano d’Ambito del Servizio Idrico Integrato da parte dell’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (ArriCal), ma evidenzia come la programmazione finanziaria, nonostante risulti coerente con gli obiettivi europei di sostenibilità e adattamento climatico, presenti criticità riconducibili al ritardo nell’adeguamento della pianificazione di settore, alla necessità di consolidare la capacità amministrativa dell’ente di governo del servizio e alla presenza di interventi ancora non completati». Si rimarca poi che «dal confronto tra il Defr 2025-2027 e il Defr 2026-2028 emerge una sostanziale continuità delle priorità regionali in materia di tutela del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico e gestione sostenibile delle risorse idriche, accompagnata da una progressiva evoluzione dell’impostazione programmatoria. Se il Defr 2025- 2027 colloca prevalentemente tali interventi nell’ambito degli strumenti della programmazione europea 2021-2027, il successivo Defr2026-2028 – spiega la Corte dei Conti – delinea una strategia maggiormente orientata al lungo periodo e al rafforzamento delle infrastrutture strategiche e della governance settoriale».

Idrico e difesa del suolo

In tale prospettiva – prosegue la Corte dei Conti – «il settore idrico assume una funzione centrale attraverso l’attuazione del Piano d’Ambito del Servizio Idrico Integrato, stimato in circa 2,2 miliardi di euro, volto alla riduzione delle perdite di rete, al miglioramento della depurazione e al consolidamento di una gestione unitaria del ciclo idrico. Analogamente, sul versante della difesa del suolo, la Regione prevede l’attuazione di un ampio programma di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, affiancato dall’adozione di una nuova disciplina regionale finalizzata al riordino delle competenze e al miglior coordinamento degli interventi. Tali iniziative evidenziano il tentativo di superare un approccio prevalentemente finanziario e progettuale, inserendo gli investimenti in un quadro più organico di rafforzamento della resilienza territoriale e della capacità amministrativa».

Le conclusioni

Nel complesso – conclude il referto – «i controlli della Corte dei conti restituiscono l’immagine di un sistema nel quale la disponibilità delle risorse finanziarie non sempre si accompagna a un’analoga capacità di attuazione degli interventi. Accanto a esperienze positive, persistono infatti criticità relative alla programmazione, alla gestione contabile, al monitoraggio e all’esecuzione delle opere, che possono determinare ritardi nell’utilizzo dei finanziamenti e ridurre l’efficacia delle politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico. Le risultanze esaminate confermano pertanto come il rafforzamento della capacità amministrativa degli enti costituisca una condizione essenziale per tradurre le risorse stanziate in effettivi interventi di tutela e messa in sicurezza del territorio». (a. c.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x