Furgiuele a Scopelliti: «Futuro Nazionale non lo ha mai cercato. Reggio sarà la nostra Sassonia»
Il deputato e responsabile calabrese del partito smentisce le trattative con l’ex governatore: «Se qualcuno lo ha chiamato, faccia nome e cognome»
CATANZARO «C’è un atteggiamento che in politica diventa particolarmente evidente quando il tempo passa, quello di chi continua a considerarsi al centro della scena anche quando la politica è già andata avanti. Giuseppe Scopelliti continua a raccontare di essere stato sondato da Futuro Nazionale e di avere respinto chissà quale proposta. Siamo costretti, ancora una volta, a ribadire quanto abbiamo già chiarito pubblicamente più volte. Prima di parlare, mi sono confrontato personalmente con il generale Roberto Vannacci e con il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni. Nessuno dei soggetti autorizzati a parlare e trattare per conto di Futuro Nazionale ha mai formulato a Scopelliti alcuna proposta ufficiale. Se qualcuno lo ha chiamato, Scopelliti faccia finalmente nome e cognome». Così il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Domenico Furgiuele, responsabile regionale in Calabria sulle dichiarazioni di Scopelliti. «Perché – prosegue il deputato – se davvero qualcuno si è presentato a nome di Futuro Nazionale senza averne titolo, siamo di fronte semplicemente a qualcuno che ha millantato un ruolo che non possedeva. E francamente mi sorprende che un politico con l’esperienza di Scopelliti possa attribuire autorevolezza al primo che passa e sostiene di poter parlare a nome di Vannacci. In Calabria le interlocuzioni politiche che impegnano Futuro Nazionale passano attraverso chi ne ha titolo e responsabilità. Il resto sono conversazioni private, desideri personali o millanterie che non possono essere trasformate, a posteriori, in trattative politiche. Capisco però che continuare a raccontare di essere stato corteggiato da Vannacci possa fare piacere e possa servire a restituirsi quella centralità politica che evidentemente si ritiene ancora di possedere. Ma la politica non vive di autocelebrazioni. Quanto alla rappresentazione di un centrodestra compatto e granitico, viene quasi da sorridere. Dietro l’unità esibita davanti alle telecamere esiste un mondo molto diverso, aspettative per assessorati, promesse, primi dei non eletti che attendono di essere ripescati, candidature promesse e poi negate, accordi, malumori e ambizioni personali. Scopelliti conosce bene queste dinamiche. Conosce anche la storia recente dei suoi rapporti con la Lega e con Claudio Durigon, tra ipotesi di candidature, interlocuzioni e percorsi che poi non si sono concretizzati. È questo il centrodestra che oggi vorrebbe impartire lezioni di coerenza a Futuro Nazionale? Noi siamo nati proprio perché una parte crescente dell’elettorato di destra non si riconosce più in questi rituali. E posso assicurare a Scopelliti una cosa, sono molti gli uomini e le donne provenienti dal centrodestra che ci chiamano. Alcuni lo fanno pubblicamente, moltissimi ancora nel silenzio di una telefonata. Ci sono amministratori, dirigenti e persone che siedono o aspirano a sedere nelle istituzioni regionali e locali che stanno guardando con grande interesse a Futuro Nazionale. È il segnale che qualcosa si sta muovendo molto più profondamente di quanto qualcuno voglia ammettere. Scopelliti dice che “Reggio Calabria non è la Sassonia” e che Vannacci “non passerà”. Perfetto. Non saranno né lui né io a stabilirlo. Lo stabiliranno i reggini il 27 e 28 settembre. Il mondo è cambiato, il tempo è passato e nessuno può pensare di vivere politicamente di rendita per ciò che è stato dieci o quindici anni fa. Noi guardiamo avanti. E continuo a dirlo senza alcuna esitazione, Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia. A decidere chi rappresenta ancora qualcosa e chi, invece, continua a considerarsi al centro della scena quando la politica è già andata avanti, saranno finalmente gli elettori».
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