Calabria snodo globale del narcotraffico, record di sequestri tra la cocaina di Gioia Tauro e le coltivazioni di cannabis
Il Report 2026 del Parlamento sulle dipendenze fotografa il ruolo centrale della regione: 4,4 tonnellate di polvere bianca intercettate
COSENZA La Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze del 2026 delinea un quadro epidemiologico e di lotta allo spaccio in profonda trasformazione. Sul fronte del contrasto al narcotraffico, le forze dell’ordine hanno condotto oltre 20mila operazioni che hanno portato al sequestro di più di 55 tonnellate di sostanze stupefacenti, oltre a 200mila piante di cannabis e circa 270 mila compresse di sostanze sintetiche. La cannabis continua a rappresentare la quota maggioritaria del materiale sequestrato con ben 40 tonnellate tra hashish e marijuana, pur mostrando un lieve calo nei consumi tra gli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Al contrario, si registra un’espansione costante e preoccupante della cocaina e del crack. Caratterizzati da livelli di purezza sempre più elevati, questi stimolanti costituiscono oggi la prima causa di accesso per i nuovi utenti dei SerD, rappresentando un terzo dei ricoveri ospedalieri e dei decessi accertati per intossicazione acuta. Nel frattempo, mentre il mercato dell’eroina mostra una progressiva contrazione, le piazze di spaccio si arricchischino di nuove sostanze con quasi cento differenti molecole sintetiche rilevate sul territorio nazionale.
Il narcotraffico e i sequestri
La Calabria resta una delle regioni da bollino rosso per quanto riguarda il traffico di droga, core business delle organizzazioni criminali. Non solo, la regione – come si evince dati dati del rapporto – è un vero e proprio crocevia delle rotte internazionali del narcotraffico ed un territorio ad alta densità di sequestri. L’infrastruttura portuale di Gioia Tauro si conferma uno dei principali hub storici per l’ingresso della cocaina ad alta purezza in Europa via mare. Assieme al porto di Livorno, lo scalo calabrese ha concentrato gran parte delle 6,7 tonnellate di cocaina intercettate nell’Italia meridionale, permettendo alla Calabria di registrare da sola il sequestro di ben 4,4 tonnellate di polvere bianca. Rapportando i volumi complessivi di sequestro in proporzione alla popolazione residente, la Calabria si posiziona ai vertici delle graduatorie nazionali con 470 chilogrammi di sostanze sequestrate ogni centomila abitanti, dati nettamente superiori alla media nazionale di 125 chilogrammi. Il primato è trainato in modo decisivo dalla cocaina, che nella regione raggiunge un picco di 318 chilogrammi sequestrati ogni centomila abitanti a fronte di una media italiana di soli 32 chilogrammi.
Non solo coca
Il territorio calabrese si distingue per le condizioni climatiche che favoriscono le coltivazioni illecite di cannabis all’aperto. La regione registra infatti una media di oltre 3mila piante di cannabis sequestrate ogni centomila abitanti e volumi di marijuana pari a 140 chilogrammi per lo stesso parametro demografico, collocandosi accanto a Sardegna e Sicilia come uno dei principali centri di produzione outdoor della penisola. Infine, i dati evidenziano la rilevanza della Calabria anche nel traffico di droghe sintetiche in dosi e compresse, dove la regione raccoglie da sola circa un quinto dell’intero quantitativo sequestrato a livello nazionale. (f.b.)
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