Sanità, crediti, partecipate, politiche di bilancio: la Regione Calabria all’esame della Corte dei Conti
In vista il giudizio di parifica del Rendiconto 2025 della Cittadella. Ecco i numeri del documento contabile
CATANZARO E’ un appuntamento solo apparentemente tecnico, ma che in realtà ha risvolti importanti. Il 29 luglio alla Corte dei Conti è in programma il giudizio di parifica del Rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio 2025. E’ uno step di evidente importanza, anche perché “anticipato” dal precedente dello scorso anno, quando la magistratura contabile approvò il documento della Giunta Occhiuto con riferimento al 2024 segnalando un miglioramento del quadro finanziario, al punto che per la prima volta dopo anni si è riscontrato un avanzo di amministrazione (oltre 52 milioni), anche se ovviamente non mancarono criticità nella valutazione della Corte dei Conti.
Il Rendiconto 2025
Ecco comunque su cosa si esprimeranno i giudizi contabili. Spese impegnate pari a oltre 8 miliardi, pagamenti pari a oltre 5,6 miliardi, e il solito “totem” sanità, visto che da sola la sanità incide per il 78% delle spese correnti impegnate: questi alcuni dei numeri del Rendiconto generale dell’esercizio 2025 della Regione Calabria per come approvato nelle scorse settimane dalla Giunta. Secondo quanto emerge dall’articolato, l’esercizio 2025 della Regione si è concluso con un risultato di amministrazione pari a 2,02 miliardi, e con un risultato economico pari a oltre 407,6 milioni. Nella relazione sulla gestione allegata al Rendiconto 2025 si dà conto poi della parte entrate e della parte spesa. Per quanto riguarda la gestione delle entrate, si specifica che «il bilancio di previsione assestato dell’esercizio 2025 pareggia in euro 10,986 miliardi. Le entrate… ammontano ad euro 9,5 miliardi: di queste sono stati regolarmente accertati 8,152 miliardi e riscossi in conto competenza 5,27 miliardi… Deve precisarsi tuttavia che la gran parte di dette entrate è destinata alla sanità, ove si consideri che al servizio sanitario nazionale è devoluta la compartecipazione all’Iva pari ad oltre 3,561 miliardi, una quota dell’Irap pari ad euro 251,9 milioni e una quota dell’Irpef pari a 211,9 milioni…». Quanto alla gestione delle spese, la relazione al disegno di legge della Giunta regionale specifica che «le previsioni definitive di spesa per l’esercizio 2025 ammontano ad euro 10,986 miliardi. Le spese impegnate dalla Regione nel corso dell’esercizio 2025, al netto delle contabilità speciali, risultano pari ad euro 8,065 miliardi mentre i pagamenti in conto competenza risultano essere pari ad euro 5,675 miliardi e costituiscono circa il 73% degli impegni assunti nel corso dell’anno… Gli impegni assunti su somme di parte corrente allocate nel bilancio di previsione 2025-2027 sono pari al 71% dell’importo totale impegnato nell’anno… Nell’ambito delle spese correnti impegnate nell’anno 2025, circa il 78% è destinato alla sanità».
La sanità
Per quanto riguarda la sanità, alcuni numeri: oltre 3,3 miliardi per la “garanzia” dei Lea, oltre 360 milioni per la mobilità passiva, oltre 13 milioni per lo smaltimento delle liste d’attesa. Sono queste le voci più consistenti delle spese sostenute dalla Regione per il comparto nel 2025. In totale, per la Calabria, con riferimento al 2025, il finanziamento è stato pari a 4 miliardi (per la precisione 4,069 miliardi): questo il plafond fissato nel Rendiconto della Regione, dal quale inoltre si conferma il “peso” preponderante della sanità sulle casse della Cittadella (un “peso” quantificato nel 78% dell’intera manovra contabile).
Altri dati
Dal Rendiconto della Regione emergono poi altri dati significativi. A esempio, sono sempre consistenti i crediti vantati dalla Cittadella nei confronti degli enti locali per quanto riguarda rifiuti e acqua: oltre 112 milioni per i rifiuti, e oltre 224 milioni per il servizio idrico. Quindi il capitolo del “sottogoverno”, in particolare delle partecipate della Regione: ci sono società strategiche, che vanno valorizzate perché rappresentano un asset significativo, ma ci sono anche società ormai diventate “scatole vuote”, inutili ma nonostante questo ancora nel portafoglio dell’amministrazione come zavorre improduttive. Il dato di sintesi – si legge in primo luogo nel Rendiconto – è che «la Regione Calabria detiene partecipazioni in dodici società partecipate/controllate e in cinque fondazioni (complessivamente diciassette partecipazioni) per un valore complessivo di euro 112.848.287,71». «L’asset delle partecipazioni regionali – prosegue il documento – è composto da “Partecipazioni in imprese Partecipate” pari ad euro 11.600.001,38, da “Partecipazioni in imprese Controllate” pari ad euro 99.528.332,33 e da “Partecipazioni in altri soggetti” pari ad euro 1.719.954,00. Queste comunque le partecipazioni “strategiche” per la Regione, quelle da mantenere perché hanno finalità di valore collettivo. Anzitutto la Sorical (risultato d’esercizio 786milaeuro), e poi Terme Sibarite (16mila euro), Sacal (1,426 milioni), Fincalabra (27mila euro), Ferrovie della Calabria (144mila euro), la Stretto di Messina (12,3 milioni) e infine la Banca popolare Etica (risultato d’esercizio 12 milioni). (a. c.)
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