Sgarbi assolto dalla Corte dei Conti: «Nessun danno allo Stato»
L’indagine sulle 121 prestazioni svolte durante il suo mandato da Sottosegretario
ROMA La Corte dei Conti ha assolto Vittorio Sgarbi in merito all’indagine sulle 121 prestazioni professionali svolte durante il suo mandato da Sottosegretario al Ministero della Cultura. La Procura contabile aveva chiesto un risarcimento di oltre 200mila euro per 121 prestazioni ritenute incompatibili con la funzione pubblica, ma i giudici hanno rigettato le accuse stabilendo che vi sia stato «nessun danno per le casse dello Stato». Il Ministero della Cultura è stato inoltre condannato a liquidare a Sgarbi 3.500 euro per le spese legali. I magistrati – si legge in un articolo pubblicato su La Repubblica – hanno evidenziato come gli interventi contestati riguardassero la storia antica — materia estranea alla delega conferita al critico d’arte — e che, partecipandovi, l’ex sottosegretario abbia unicamente «esercitato diritti e libertà fondamentali protette dalla Costituzione o dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo». La sentenza ha infine sottolineato la mancanza di prove relative a un comportamento illecito «produttivo di danno erariale», evidenziando come i pm non abbiano dimostrato che Sgarbi «avesse consapevolezza che la sua attività fosse di ostacolo all’assolvimento dei propri compiti istituzionali», soprattutto a fronte del «numero rilevantissimo di attività pubbliche connesse alla carica» effettivamente svolte nel medesimo periodo.
