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la manovra

Il Governo valuta 5 miliardi aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale

Pressing di Schillaci su Giorgetti

Pubblicato il: 29/07/2026 – 7:43
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ROMA La prossima legge di bilancio sarà un passaggio chiave per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il ministro della Salute Orazio Schillaci incontrerà il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere un rafforzamento del Fondo sanitario nazionale, con nuove risorse da destinare alle principali priorità del comparto. Tra gli obiettivi del Ministero della Salute figurano il finanziamento delle assunzioni di medici e infermieri necessari a rendere pienamente operative le Case della comunità, il potenziamento degli interventi per ridurre le liste d’attesa, il sostegno al nuovo Piano sanitario nazionale, atteso dopo l’estate, e misure per rendere più attrattive le retribuzioni del personale del Servizio sanitario nazionale.
Uno dei temi centrali del confronto riguarda il livello di finanziamento della sanità pubblica. L’obiettivo è evitare che il Fondo sanitario nazionale, oggi attestato su poco più del 6% del Pil, si riduca rispetto alla spesa sanitaria complessiva, che considerando anche le risorse aggiuntive delle Regioni e altre entrate, come i ticket, si colloca intorno al 6,3-6,4% del Pil. Un dato che assume anche un peso politico in vista delle elezioni del 2027.
Il Ministero della Salute punta a ottenere circa 5 miliardi di euro aggiuntivi all’anno nel prossimo triennio.
L’attuale programmazione porta il Fondo sanitario oltre i 143 miliardi di euro nel 2026, ma per il 2027 è previsto un incremento di appena un miliardo, che il Governo vorrebbe rafforzare con ulteriori stanziamenti.
Resta da capire quale sarà il margine di manovra del Ministero dell’Economia. Giorgetti ha comunque ribadito nei giorni scorsi che l’Esecutivo non intende ridurre le risorse destinate a sanità e istruzione. Il confronto tra i due ministri servirà quindi a delineare le disponibilità finanziarie in vista della manovra autunnale.
Tra i dossier aperti c’è anche quello legato alla sanità territoriale finanziata dal Pnrr. Le risorse europee coprono infatti la realizzazione delle nuove strutture, ma non i costi di gestione, rendendo necessario individuare fondi per il personale e per il funzionamento delle Case della comunità.
Sul tavolo anche la spesa farmaceutica e quella per i dispositivi medici. L’orientamento sarebbe quello di rivedere i tetti di spesa, considerati insufficienti rispetto ai fabbisogni, mentre sembra destinata a essere accantonata l’ipotesi di introdurre un prezzo di riferimento unico per area terapeutica, misura che aveva suscitato la contrarietà delle aziende del settore. Al suo posto si prospettano interventi più limitati e mirati per riequilibrare la spesa.

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