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Tari, Senese: «Rendere efficiente il sistema per ridurre i costi per i cittadini e aumentare i salari»

La segretaria Uil: «Investire sul lavoro nel settore rifiuti significa investire sulla qualità del servizio: è la leva più diretta per il peso su famiglie e imprese»

Pubblicato il: 05/08/2026 – 21:23
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CATANZARO A Lamezia Terme la Tari aumenta del 6,2% per le famiglie e del 17% per le imprese; a Crotone del 6,9%; a Catanzaro dell’1,63%. A Reggio Calabria le tariffe restano confermate, già tra le più alte d’Italia. Cosenza e Corigliano-Rossano registrano invece riduzioni comprese tra il 5 e il 10% grazie alle entrate garantite dalla ricognizione sull’evasione. La UIL Calabria ha analizzato le tariffe 2026 deliberate nei principali Comuni calabresi da cui emerge un quadro fortemente disomogeneo, che dimostra come l’aumento della tassa rifiuti non sia una conseguenza automatica e ineluttabile, ma il riflesso di quanto il sistema regionale riesca, o non riesca, a funzionare in modo efficiente. Per il sindacato la priorità non può essere continuare a scaricare sulle bollette dei cittadini calabresi i costi legati alle criticità logistiche e operative del sistema. Serve un salto di qualità nell’organizzazione regionale del ciclo dei rifiuti, capace di assorbire l’aumento dei costi di conferimento, trasporto ed energia senza trasferirli integralmente, anno dopo anno, sulle famiglie. «È necessario intervenire per rendere efficiente l’intero sistema, così da non scaricare sui cittadini i costi delle inefficienze strutturali, logistiche e operative radicate nel tempo e che oggi sono più evidenti a causa degli aumenti per energia e carburanti – dichiara la segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese –. Rendere efficiente il sistema regionale di gestione dei rifiuti è quindi la strada per ridurre davvero i costi a carico dei cittadini, non un obiettivo rinviabile». L’intervento proposto dal sindacato è fondato su tre pilastri. Il primo è la valorizzazione delle strutture pubbliche per il conferimento dei rifiuti quale asset strategico necessario a generare valore aggiunto per il territorio dalla risorsa di scarto. L’esempio di Catanzaro, che ha di recente visto riprendere gli interventi di ottimizzazione dell’impianto di Alli, fornisce numeri già capaci di far comprendere la rilevanza di questa misura. Il secondo è l’investimento in sensibilizzazione: se da un lato, infatti, Arrical guarda a una gestione globale che parte dalla raccolta, a monte si può migliorare la qualità dei rifiuti prodotti puntando a rafforzare la consapevolezza nei cittadini. Meno indifferenziato si produce, maggiori saranno gli effetti sulla riduzione delle tariffe. Il terzo pilastro sono i lavoratori e le lavoratrici del comparto. Per la UIL Calabria l’efficientamento del sistema passa anche dalla valorizzazione di chi ogni giorno lo fa funzionare. Politiche contrattuali che rafforzino la stabilità, la formazione e le condizioni di lavoro degli addetti alla raccolta e alla gestione dei rifiuti non sono un costo aggiuntivo, ma la leva più diretta per migliorare l’organizzazione del servizio, ridurre gli sprechi e contenere, nel tempo, la spesa complessiva che ricade sulle tariffe. «Investire sul lavoro nel settore rifiuti significa investire sulla qualità del servizio – conclude Senese –. Un sistema regionale più efficiente, sostenuto da lavoratori stabili e valorizzati, è l’unico modo per spezzare il meccanismo che oggi scarica ogni criticità sulle famiglie calabresi».

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