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intervento congiunto

Meloni e Frederiksen: «No a un’immigrazione incontrollata»

Le due uniche donne premier in Europa lanciano un messaggio preciso

Pubblicato il: 10/08/2026 – 17:12
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ROMA Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, insieme su Instagram per mandare un “messaggio congiunto all’Europa” e dire no a “un’immigrazione incontrollata” che ha “impatti negativi” sulle società. Le due premier, uniche donne in Europa alla guida dei loro paesi, come rimarcano nel messaggio, dicono di voler “condividere alcune riflessioni sul futuro dell’Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere”, come scrive poi Meloni su Facebook. “Siamo consapevoli che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione”, ammette la premier italiana riferendosi alla diversa estrazione politica della collega danese con cui “certamente non siamo d’accordo su tutto. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa”. “Non accettiamo – insistono le due premier – un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa. Nessuno può negare gli impatti negativi dell’immigrazione illegale sulle nostre società: aumento dei tassi di criminalità, crescente pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini. È particolarmente grave – sottolineano quindi Meloni e Frederiksen – quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali”. “Comprensibilmente – aggiungono -, i cittadini europei si aspettano azioni concrete dai propri rappresentanti politici. Per troppo tempo, soprattutto le persone comuni hanno pagato un prezzo troppo alto a causa di un’immigrazione incontrollata. È nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte concrete ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità. Insieme siamo riuscite a modificare gli equilibri nell’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti dei cittadini stranieri che commettono reati gravi. Di conseguenza, ora dovrebbero aumentare le espulsioni”. Per gestire l’immigrazione clandestina “bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa. Ci stiamo lavorando con impegno”. Lo sostengono la premier italiana Giorgia Meloni e quella danese, Mette Frederiksen, in un “messaggio congiunto all’Europa” sui social. “Ma questo non basta”, sottolineano. “Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa. Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo”. “Riteniamo – concludono – che questa sia la strada giusta per proteggere l’Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani condivide le proposte di Manfred Weber e del Epp: “Dobbiamo difendere insieme le nostre frontiere esterne. Potenziare Frontex come una vera agenzia europea di guardia di frontiera con uomini, mezzi e poteri adeguati. Combattere senza tregua le organizzazioni criminali”. . Per Tajani si devono realizzare hub per i rimpatri e accelerare quelli di chi non ha diritto a restare”. “Ma anche più cooperazione con i Paesi d’origine e transito”: “Scelte unilaterali di singoli Paesi non possono scaricare le loro conseguenze sui Paesi partner. L’immigrazione si governa insieme”. (Ansa)

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