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la versione della difesa

Sangineto, in attesa della convalida dei fermi dei fratelli Orsino, emergono nuovi elementi sull’omicidio di Antonio Perrotta

I due fratelli – entrati senza biglietto – avrebbero provato ad acqistare una bottiglia di champagne. Domenico Orsino avrebbe sferrato un pugno alla vittima

Pubblicato il: 13/08/2026 – 14:37
di Fabio Benincasa
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SANGINETO In attesa di conoscere la decisione del gip in merito alla possibile convalida dei fermi di indiziato di delitto disposti nei confronti di Domenico e Umberto Orsino, di 22 e 24 anni, fratelli originari di Belvedere ma residenti in Lussemburgo e accusati dell’omicidio di Antonio Perrotta, emergono nuovi dettagli sulla dinamica dell’accaduto. Dopo il pestaggio consumato all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto, il giovane era stato trasportato in ospedale a Cetraro e subito dopo trasferito in condizioni critiche – in elisoccorso – all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Il 33enne, sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico alla testa, è deceduto pochi minuti dopo. Sul caso indaga la procura di Paola guidata da Domenico Fiordalisi che coordina le indagini affidate al personale della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri.

La versione della difesa

Uno dei fratelli Orsino, Umberto, (entrambi sono difesi dall’avvocato Alessandro Gaeta) ha fornito la propria versione dei fatti. La difesa ha escluso categoricamente il pericolo di fuga dei due giovani, Umberto Orsino ha acquistato – lo scorso 27 luglio – tre biglietti con partenza il 17 agosto, uno per se e uno per i genitori. Domenico Orsino, invece, avrebbe acquisto il proprio biglietto il primo agosto. Stando alla versione dei fatti raccontata da Umebrto Orsino, i ragazzi avrebbero atteso prima di entrare in discoteca e poi un buttafuori avrebbe aperto loro l’accesso anche se in assenza di biglietto di ingresso. I due fratelli, poi, si sarebbero diretti nella zona bar per acquistare una bottiglia di champagne. E’ proprio in quel momento, che i due vengono raggiunti da alcuni buttafuori che li conducono all’uscita. Secondo la versione fornita da Umberto Orsino, lo stesso sarebbe stato raggiunto – mentre guadagnava l’uscita accompagnato dagli addetti alla sicurezza – da un pugno al capo che lo avrebbe colpito nella parte posteriore tra il collo e la nuca. Gli animi si sarebbero surriscaldati, con Antonio Perrotta – sempre secondo il racconto fornito da Umberto Orsino – che si sarebbe avvicinato ai fratelli. A quel punto, il rugbista Domenico Orsino lo avrebbe colpito con un pugno tra il naso e il mento. Dopo il colpo, i due fratelli sarebbero andati via.
Questa la versione offerta dalla difesa, per il pm – come emerso nel decreto di fermoil personale addetto alla sicurezza ha provveduto ad allontanare i due soggetti «con non poche difficoltà oltre il transennamento». Le immagini delle telecamere di videosorveglianza analizzate dagli investigatori mostrano «un turbinio di movenze tali da essere compatibili con una contesa». I successivi accertamenti svolti dai carabinieri e della polizia, hanno consentito di cristallizzare la dinamica: Perrotta viene colpito con violenza al volto, «rovinando in terra dopo aver sbattuto violentemente il capo». Soccorso dal personale della sicurezza, con mezzi di fortuna, dopo aver ripreso coscienza, viene trasportato a bordo dell’autovettura di un conoscente verso casa, ma lungo il tragitto, si sente male, e viene trasportato all’ospedale a Cetraro. Dal nosocomio poi seguirà il trasferimento all’Annunziata, fino al decesso. Oggi è stata eseguita l’autopsia sul corpo della vittima. (f.benincasa@corrierecal.it)


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