Blackout, wi-fi a singhiozzo e carenza di benzina sul Tirreno cosentino. Com’è attuale Corrado Alvaro
Lo scrittore calabrese preconizzava già nel 1954 il turismo di massa. L’esempio di San Lucido, dove in estate la popolazione si triplica
COSENZA «Pagano centinaia di euro per treni e aerei perennemente in ritardo, poi io arrivo 2 minuti dopo il previsto e mi subissano di improperi, anche se la mia tariffa è di 5 euro…»: è la trascrizione (giusto un po’ più edulcorata) dell’educato sfogo di Emilio, che guida una richiestissima Ape-navetta tra borgo e marina di San Lucido, Tirreno cosentino in purezza. Le sue parole raccontano meglio di tante alate analisi il turista di massa 2026, esigente e tendenzialmente arrogante.
Sarà magari il nervosismo legato a una rete di servizi che si sovraccarica nelle due settimane in cui si lavora («È la solita storia – fa spallucce Maurizio edicolante di seconda generazione nel centro storico – qui la stagione va dal 9 al 19 agosto») ma è un fatto che con il passare del tempo, in piccoli centri a vocazione turistica come San Lucido si conferma la tendenza: l’esplosione di B&b, residenze, pub e ristoranti non è stata accompagnata da una rete di servizi adeguata.
Niente benzina, corrente e wi-fi
La benzina verde latita nell’unico rifornimento del paese («L’altra sera sono rimasto a secco, meno male che avevo fatto scorta in due taniche» ci racconta sempre Emilio), la rete wi-fi in alcune zone è una chimera, soprattutto all’ora di pranzo e tra le 18 e le 20, e – novità dell’estate 2026 un po’ come le razze in mare al posto delle piccole e innocue meduse marroncine – una sera sì e una no anche la rete elettrica cede come nella New York di inizio XX secolo raccontata nel 1908 da Luigi Barzini jr sul Corriere della Sera, con pub e pizzerie costrette nel 2026 a rimandare a casa i clienti o comunque a metterli in standby — quindi a perderne una buona quota.
A proposito: era sempre il quotidiano di via Solferino a ospitare, il 24 agosto del 1954, il reportage di Corrado Alvaro sul turismo di massa, «un fenomeno (…) di cui ci accorgiamo ogni giorno: l’aumento della popolazione, e il numero di persone che hanno acquistato la facoltà di arrivare da tutti i punti della terra (…) in quell’angolo (…) fino a ieri romito; luoghi familiari e di culto sono divenuti meta di visitatori e spettatori» si legge nel numero da collezione di 7, il settimanale in edizione straordinaria per i 150 anni del Corsera.
«Sangineto senza wi-fi è una notizia?» aveva chiesto a inizio stagione un collega oggi in politica. A estate quasi finita si può dire che lo è doppiamente, se a essere colpita dal black-out che interessa non solo chi passa il tempo ma anche chi lavora, non è soltanto la capitale delle estati vip ma anche un centro con meno pretese eppure con presenze in continua crescita.
Questa estate, la perla del Tirreno già celebrata anche da noi e ingiustamente citata nelle cronache locali solo per indigestioni estive o mareggiate invernali ha registrato un boom di presenze senza precedenti: movida mai vista e parcheggi impossibili da trovare. Una estate inedita con un momento davvero triste quando, la sera dell’attesa per l’eclissi solare, l’eclissi stessa è stata in realtà eclissata prima da una bomba d’acqua poi dalla notizia della morte di don Pluto, al secolo Sergio Bruno, monumento vivente del posto il cui nome significa per almeno tre generazioni lido, granite, cornetti e CantaPluto, un festival tipo karaoke che ha animato svariate serate quando le bombe d’acqua estive ancora non esistevano.

Oltre l’eventificio
Qui la differenziata funziona ed è stata una notizia persino la nuova segnaletica orizzontale, con agguerritissime – e meno male! chiosa qualcuno – truppe di agenti di polizia locale mai viste, in prima linea contro la sosta selvaggia (in ogni caso persiste il rito della seggitéddra segna posto, gli autoctoni sono intoccabili e sfuggono alle leggi). C’è da dire che il comune guidato da Cosimo De Tommaso, imprenditore e artigiano delle scarpe e con la fascia tricolore per il secondo mandato consecutivo («”Sindaco, si cosparga di olio ogni mattina così le scivola tutto addosso” mi ha raccomandato una vecchina appena mi hanno rieletto…», ci racconta De Tommaso davanti alla Mandorla, epico bar locale), continua a proporre una offerta culturale che va oltre il folklore dei (pure seguitissimi) Carnevali o Notti Bianche, con esperimenti tra musica e turismo delle radici che richiamano presenze da tutta la costa e oltre. È il lato positivo – più presenze, più cose da fare – da registrare nel borgo che passa da 6mila a 15/20mila abitanti nei due mesi estivi. Se è vero che da un lato Pluto non tornerà più, dall’altro, piano piano, i servizi arriveranno… (e.furia@corrierecal.it)
LEGGI ANCHE
Odissea in Calabria, tra hybris omerica e le profezie di Ferlinghetti
