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il blitz

Gioia Tauro, sequestrato lido riconducibile agli eredi della sorella di un boss

E’ uno stabilimento balneare che ospita una pizzeria-trattoria sul lungomare cittadino

Pubblicato il: 19/08/2026 – 22:13
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REGGIO CALABRIA A Gioia Tauro (Reggio Calabria) i carabinieri hanno posto sotto sequestro uno stabilimento balneare che ospita una pizzeria-trattoria sul lungomare cittadino. I militari hanno denunciato in stato di libertà due coniugi, gestori dell’attività, accusati a vario titolo di occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, invasione di terreni demaniali aggravata e falsa attestazione a pubblico ufficiale. Da quanto si apprende, l’esercizio commerciale sarebbe riconducibile agli eredi della sorella di Pasquale De Maio, capo dell’omonima cosca attiva sul territorio di Gioia Tauro e deceduto nel 2022. Dall’ispezione dei militari è emersa una complessa situazione di illegalità: è stato infatti accertato che il locale occupava complessivamente un’area di circa 230 mq appartenente al demanio marittimo in modo del tutto abusivo. Gli approfondimenti investigativi e documentali hanno rivelato che una parte dell’area risultava occupata in totale assenza di qualsivoglia concessione o autorizzazione. Per quanto riguarda la restante porzione, l’occupazione si basava su una procedura di subingresso risultata viziata: la donna, infatti, avrebbe falsamente attestato all’Ente preposto di essere l’erede del precedente concessionario (deceduto di recente), ottenendo in questo modo illegittimamente la titolarità della concessione. Inoltre, la gestione materiale dell’attività di ristorazione era stata affidata al coniuge in aperta violazione dell’articolo 45 bis del Codice della Navigazione, normativa che impone la preventiva e specifica autorizzazione per l’affidamento a terzi dell’attività. Di fronte alla palese invasione del suolo pubblico e alle gravi irregolarità documentali, i Carabinieri hanno proceduto all’immediato sequestro penale preventivo dell’intera struttura e delle aree annesse, apponendo i sigilli al locale per impedire il protrarsi del reato. (LaPresse)

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