La procura di Paola indaga sul veivolo ritrovato, restano da chiarire dinamica dell’impatto e la causa dell’incidente
I corpi delle due vittime sono carbonizzati, si sospetta che possa essere scoppiato un incendio dopo l’impatto con il suolo
FUSCALDO Restano ancora molti gli interrogativi ai quali sarà necessario dare delle risposte. Dopo tre giorni di ricerche, questa mattina, sono stati rinvenuti i resti del velivolo con a bordo gli avvocati Carlo Arnulfo e Angela Buccico.
L’Ultraleggero è stato rinvenuto – nelle scorse ore – in località Laghicello a San Benedetto Ullano nei pressi di un piccolo invaso lacustre naturale. I corpi delle due vittime sono carbonizzati, motivo per il quale si sospetta che possa essere scoppiato un incendio dopo l’impatto con il suolo. Tutte circostanze che saranno chiarite nelle indagini avviate dalla procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi. Il procuratore, questo pomeriggio intorno alle 14, si è recato sul posto insieme al pm Luca Natalucci. Restano, dunque, da accertare le cause dell’incidente e l’esatta dinamica dell’impatto, l’unica notizia certa è il tragico epilogo della ricerca del Tecnam P2008, partito domenica 16 agosto dal campo di volo di Capo d’Orlando, in Sicilia, e diretto verso l’aviosuperficie di Sibari, nel territorio di Cassano allo Ionio.
La svolta nelle ricerche
Le attività di monitoraggio, rese particolarmente ostiche dalla natura impervia del territorio, sono proeseguite e si concluse grazie anche ai riscontri ottenuti dall’utilizzo della strumentazione IMSI Catcher, finalizzati all’individuazione della possibile area di ricerca attraverso la triangolazione dei segnali delle celle telefoniche. E’ un particolare strumento che consente di individuare un telefono cellulare attraverso il segnale della rete mobile e di restringere progressivamente la zona di ricerca. Un supporto fondamentale nelle ricerche dell’Ultraleggero anche in considerazione della particolare conformazione del territorio. Il relitto è infatti stato rintracciato in una zona caratterizzata da una fitta vegetazione e difficilmente visibile dall’alto, rendendo necessario procedere alle ricerche anche a piedi.
I dettagli del soccorso
Si sono concluse nella mattinata di oggi le complesse attività di ricerca del velivolo ultraleggero disperso nell’entroterra montuoso di Fuscaldo in provincia di Cosenza con il tragico ritrovamento dei corpi senza vita dei due occupanti, un uomo e una donna.
La svolta decisiva che ha permesso di circoscrivere l’area delle ricerche è arrivata grazie alla testimonianza di una cittadina che soltanto nella serata di ieri ha riferito di aver visto passare il velivolo a bassa quota nei pressi della propria abitazione. Sulla base di queste preziose indicazioni, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico calabrese hanno individuato un preciso cono di ricerca ed hanno immediatamente pianificato un intervento mirato, richiedendo il supporto dell’Aeronautica Militare per la mattinata odierna.
L’operazione aerea è scattata all’alba con l’imbarco di due tecnici specializzati del Soccorso Alpino a bordo dell’elicottero del gruppo SAR di Grottaglie (TA) dell’Aeronautoca Militare.
Dopo oltre un ora di volo perlustrativo, le ricerche dall’alto si sono concentrate su un canalone dove è stato inizialmente notato un piccolissimo elemento bianco e luccicante tra la fittissima vegetazione e dopo una serie di sorvoli ravvicinati in cerchio, è stato individuato un frammento di dimensioni maggiori.
A quel punto è stata presa la decisione di effettuare il verricellamento a 45 metri dal suolo
dei due tecnici del Soccorso Alpino e dell’aerosoccoritore dell’Aeronautica Militare per verificare la situazione al suolo.
Una volta scesi a terra e dopo aver percorso a piedi il fitto bosco seguendo la scia dei detriti, gli operatori hanno raggiunto il punto esatto dell’impatto, trovando l’aeromobile quasi completamente carbonizzato con vari pezzi sparsi ovunque e constatando purtroppo il decesso delle due persone a bordo.
Le squadre di terra del Soccorso Alpino, dei
Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza
sono andate poi sul sito per la messa in sicurezza del luogo del ritrovamento, in attesa di procedere successivamente alle operazioni di recupero e rimozione delle salme una volta ottenuta la formale autorizzazione da parte del magistrato.
In questi giorni di intensa operatività sul campo sono stati impegnati i tecnici delle Stazioni Alpine calabresi di Pollino, Sila-Camigliatello, Catanzaro e Aspromonte, con il prezioso supporto di una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico lucano.
L’intera operazione si è svolta sotto il costante coordinamento della Prefettura di Cosenza e in stretta sinergia con la Protezione Civile Regionale, i Vigili del Fuoco e con tutte le forze di polizia e di soccorso presenti sul posto.
Il Soccorso Alpino e Speleologico si stringe al dolore dei familiari delle vittime in questo tragico momento. (f.b.)
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