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L’appello

Femminicidi, la Chiesa si interroga: «Serve un serio esame di coscienza»

Le parole del vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino

Pubblicato il: 21/08/2026 – 12:18
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La Chiesa si interroga sui femminicidi. Troppe vite spezzate, troppi orfani che hanno visto solo violenze all’interno delle mura di casa, troppi funerali e parole che non sembrano cambiare nulla il giorno dopo. Anche il Papa, parlando del dramma delle donne uccise, ha sempre invitato a puntare, partendo non solo dalla società ma anche dalla Chiesa, ad un cambio di mentalità. “Bisogna cominciare con la formazione dei giovani”, sottolineare che “ogni essere umano merita rispetto, dignità, uomo, donna, tutti. Bisogna togliere questa violenza”, aveva detto Leone XIV in occasione della Giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne. Tra gli ultimi fatti di cronaca, l’omicidio di Ornella Forastefano, la donna uccisa la notte di Ferragosto a Trebisacce, nel cosentino. E a prendere la parola è stato il vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino. “Anche noi uomini di Chiesa siamo chiamati a un serio esame di coscienza, poiché per secoli una certa predicazione ha raccomandato alle donne la sopportazione, ha chiamato pazienza ciò che era soggezione e ha consigliato di salvare il matrimonio perfino a prezzo dell’incolumità personale. Quella pagina resta chiusa per sempre. La vita di una donna vale infinitamente più della conservazione di una convivenza violenta”, scrive in una lettera pastorale il numero due dei vescovi italiani, che in questi anni è stato il paladino di tante battaglie di civiltà. Il vescovo ricorda che la Bibbia parla di “uguaglianza di immagine, di dignità e di destino” tra uomo e donna ma anche le parole della Genesi “che l’uomo dominerà sulla donna, e conviene dire con chiarezza che quella riga descrive una ferita anziché prescrivere un ordine, poiché le generazioni che l’hanno letta come volontà divina hanno commesso un errore di cui paghiamo ancora oggi il prezzo”. Da qui il richiamo alla necessità di un serio esame di coscienza per gli uomini di Chiesa. Un appello alla responsabilità era arrivato anche dal vescovo di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, intervenuto le scorse settimane con un messaggio di cordoglio dopo la morte di Luigia Fortunato, la 39enne uccisa con almeno dieci coltellate dal marito Sami Khemaies nella casa dove abitavano a Loreto: “La morte di Luigia grida alla coscienza di ciascuno di noi. Non siamo di fronte solo a un atto criminale, ma a un dramma umano, culturale ed educativo che ci interroga profondamente come credenti e come cittadini”.


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