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brutale aggressione

Quattro anni fa l’aggressione a Davide Ferrerio, il ricordo di mamma Giusy: «una spedizione punitiva che in una società civile non è ammissibile»

Il comune di Crotone conferisce la Menzione Speciale per la concessione delle benemerenze civiche al giovane bolognese

Pubblicato il: 21/08/2026 – 13:13
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CROTONE La Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”, in una atmosfera di profonda commozione e partecipazione, la cerimonia di conferimento della Menzione Speciale prevista dal Regolamento Comunale per la concessione delle benemerenze civiche a Davide Ferrerio, a quattro anni dalla tragica aggressione subita nell’agosto 2022. Alla presenza della mamma Giusy e del fratello Alessandro, l’Amministrazione Comunale ha voluto rinnovare la propria vicinanza alla famiglia e custodire, attraverso un riconoscimento istituzionale, la memoria di una vicenda che ha profondamente segnato la comunità crotonese. La Menzione Speciale nasce dalla volontà di ricordare non soltanto la tragedia che ha colpito Davide, ma soprattutto il futuro che gli è stato ingiustamente sottratto: i suoi sogni, le sue passioni, gli affetti e tutte quelle esperienze di vita che avrebbe dovuto ancora vivere. «Alla cerimonia ha partecipato monsignor Pino Caiazzo, oggi vescovo di Cesena, da sempre vicino alla famiglia: «questa vicenda, come per tutti i crotonesi, mi ha profondamente colpito. Conosco Giusy, la mamma, da quando era ragazza. Abbiamo condiviso in tutto questo tempo, il loro dolore. L’amore che il papà, la mamma, il fratello Alessandro che hanno per Davide è grande. Non lo lasciano un momento. Ed è un amore che sta aiutando tanto Davide. Quanto avvenuto è gravissimo perché non si coglie l’altro come persona. Il riconoscimento di oggi è importante perché è significativo: bisogna seminare vita».

Il ricordo di mamma Giusy

La mamma Giusy, commossa, ha ricordato i tragici momenti dell’agosto 2022 ma soprattutto la dolcezza del suo Davide, la sua bellezza esteriore ed interiore: «lo guardavo mentre si preparava per uscire, ignaro del tranello che era stato teso, una spedizione punitiva che in una società civile non è ammissibile. E quando l’ho visto, dopo l’aggressione, le ultime parole che mi ha detto sono state “ti voglio bene, mamma”. Davide è sempre con noi, io ci parlo continuamente. E’ nel mio cuore». E come è stato detto nel corso della cerimonia Davide è nel cuore di tutta la comunità cittadina.
Alessandro il fratello nel ringraziare l’amministrazione e la città di Crotone ha ricordato il fratello, il suo migliore amico: «ricordo quando venivamo a Crotone, in piazza della Resistenza, parlavamo molto. Chi ha avuto la fortuna di conoscere Davide sa che è un ragazzo meraviglioso, con una nobiltà d’animo e una sensibilità fuori dal comune. Ed anche se sono passati quattro anni il dolore resta invariato. Lui è sempre con me».

L’aggressione

A distanza di quattro anni, la vicenda di Davide resta una ferita aperta. È il ricordo di una violenza assurda, che ha spezzato la vita del giovane bolognese, allora 20enne, massacrato di botte a Crotone l’11 agosto del 2022 per uno scambio di persona e da allora in stato di coma irreversibile a causa delle gravissime lesioni cerebrali riportate. Le investigazioni hanno permesso di trarre in arresto l’autore materiale dell’aggressione, e successivamente anche di individuare altri tre complici tra cui una minorenne.

Il processo

«Passalacqua ha colpito con l’intento di uccidere». Lo mettono nero su bianco i giudici della Cassazione, prima sezione penale, scrivendo così la parola “fine” per una parte dell’aggressione di Crotone dell’agosto 2022, quella che riguarda Nicolò Passalacqua, che ha pestato Davide Ferrerio lasciandolo privo di sensi in mezzo alla strada. Passalacqua è stato condannato a 12 anni e 8 mesi per tentato omicidio (qui la notizia), condanna diventata definitiva con la sentenza della Cassazione che ha rigettato il ricorso della difesa del giovane. Uno solo il colpo dell’aggressore alla vittima, la tesi difensiva, Davide finì in coma a seguito dell’impatto col terreno e a causa della fragilità delle sue ossa (il ragazzo bolognese sarebbe affetto da osteogenesi imperfetta). Una tesi rigettata dalla Corte, la violenza di quell’unico pugno, la condotta prima dell’aggressione, le ammissioni di Passalacqua subito dopo (“ero accecato dall’ira” raccontò agli inquirenti). (f.b.)

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