Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:00
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

operazioni in mare

Migranti, Sea Watch fermata dal Viminale

Per 45 giorni la nave della ong battente bandiera tedesca resterà ferma

Pubblicato il: 23/08/2026 – 20:00
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo


Quarantacinque giorni di fermo per aver violato “ancora una volta gli obblighi di legge previsti per le operazioni in mare”. Il Viminale ferma Sea Watch 5, la nave della ong battente bandiera tedesca, dopo il salvataggio dello scorso 13 agosto di 6 persone avvenute in acque internazionali e lo sbarco degli stessi avvenuti il 18 agosto nel porto di Napoli. Oltre al fermo ci sono anche “7.500 euro di multa”, come chiarisce il titolare del ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi. “L’imbarcazione, battente bandiera tedesca, non ha rispettato ancora una volta gli obblighi di legge previsti per le operazioni in mare”, scrive su X il ministro parlando di una grave violazione delle normative: “le attività di ricerca e soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong”. A chiarire l’accusa è la stessa organizzazione non governativa. “Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero: giovedì 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, abbiamo informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un’autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal ‘loro territorio'”, si legge nel comunicato della ong. “Sono queste le ‘autorità competenti’ a cui si riferisce il ministro Piantedosi? – si chiede ancora Sea Watch – Le stesse a cui l’Italia ha versato un miliardo di euro in navi, fondi e addestramento, per poi vederle usare regolarmente per catturare e uccidere persone in mare, e riportarle nei lager gestiti dai trafficanti?”. Secondo l’ong “l’Italia e l’Europa hanno dato, e continuano a dare, legittimità e protezione a questi criminali, trasformando il Mediterraneo in un far-west. Non sono fantasie: a questi fatti corrispondono nomi e cognomi precisi. Non ci siamo dimenticati di personaggi come Bija, Almasri e Saddam Haftar: criminali internazionali accusati, tra gli altri reati, di traffico di esseri umani, con cui il Governo italiano ha stretto, e continua a stringere, accordi”. Infine l’affondo. “Noi – afferma ancora Sea Watch – non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il Governo italiano può dire lo stesso?”.

Argomenti
Categorie collegate

x

x