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Diabete di tipo 2, dal 2000 aumentati di quasi dieci volte i casi tra i giovani sotto i 20 anni

L’incidenza tra i 10 e i 19 anni è schizzata da 2,37 casi per 100 mila giovani a 22,30

Pubblicato il: 24/08/2026 – 10:25
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ROMA Il diabete di tipo 2 non è più una patologia esclusiva dell’età adulta o avanzata. Tra il 2002 e il 2023, i nuovi casi tra i giovani sotto i 20 anni sono aumentati di quasi dieci volte, evidenziando una preoccupante accelerazione nell’ultimo decennio. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla Colorado School of Public Health, che verrà presentato al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) a Milano dal 28 settembre a 2 ottobre. L’analisi condotta sul Registro del Colorado mostra che l’incidenza del diabete di tipo 2 tra i 10 e i 19 anni è schizzata da 2,37 casi per 100mila giovani nel 2002 a 22,30 per 100mila nel 2023, con una crescita annua che si è fatta ancora più ripida a partire dal 2014. Al contrario, il diabete di tipo 1, storicamente la forma infantile per eccellenza, ha registrato solo un lievissimo incremento, passando da 25,07 a 27,39 casi per 100mila.

Un trend in crescita

«Una generazione fa, il diabete di tipo 2 in un adolescente era così raro che molti pediatri potevano non vederne mai un caso in tutta la carriera», spiega Tessa Crume, coordinatrice dello studio: «Oggi ha superato la forma classica dell’infanzia. Non si tratta di un’anomalia locale, ma di un trend in cui questa patologia avanza a una velocità più che doppia rispetto al tipo 1». I ricercatori avvertono che l’aumento dell’obesità infantile rende oggi difficile distinguere ad occhio nudo le due forme. Per evitare diagnosi errate e impostare la cura corretta servono test specifici per gli autoanticorpi e l’insulino-resistenza. Il pericolo maggiore riguarda tuttavia le conseguenze a lungo termine sulla salute dei ragazzi. «Il diabete di tipo 2 in un giovane è una malattia molto più aggressiva rispetto al medesimo quadro in un adulto», sottolinea Crume: «Le cellule del pancreas cedono più in fretta, la glicemia è più difficile da controllare e le complicanze a reni, occhi, cuore e sistema nervoso possono comparire nel giro di pochi anni. Un ragazzo a cui viene diagnosticata la malattia a 14 anni rischia danni gravi già nella prima età adulta». Poiché i cambiamenti dello stile di vita si sono dimostrati meno efficaci negli adolescenti rispetto agli adulti, gli esperti chiedono un supporto concreto alle famiglie con pasti scolastici più nutritivi e un facile accesso ad alimenti sani.

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