Regione Calabria, le “pagelle” dei settori. L’agricoltura svetta, più indietro sanità e welfare
L’ultima Relazione sulla Performance sugli obiettivi strategici fotografa risultati diversi tra le sette aree esaminate
CATANZARO La performance complessiva della Regione Calabria nel 2025 raggiunge l’82,25%, ma dietro il dato generale emergono differenze marcate tra le sette aree strategiche prese in esame. Agricoltura e forestazione centrano il 100% degli obiettivi programmati, mentre sanità e welfare si fermano rispettivamente al 66,33% e al 67,42%. È quanto emerge dalla “Relazione sulla Performance 2025”, approvata in una delle ultime sedute dalla Giunta regionale. Il documento rendiconta i risultati degli obiettivi contenuti nel Piao 2025-2027, approvato dalla Giunta regionale con la deliberazione numero 114 del 25 marzo 2025. L’indice generale viene calcolato come media ponderata del grado di raggiungimento degli obiettivi strategici, misurati attraverso gli indicatori di impatto. La relazione precisa che una rimodulazione approvata con la deliberazione numero 653 del 5 dicembre 2025 ha modificato le formule di calcolo di alcuni indicatori nelle aree sanità e ambiente. L’intervento si è reso necessario perché l’irreperibilità dei dati di consuntivazione impediva di completare il monitoraggio degli indicatori originariamente previsti.
Sanità e Welfare
Ecco in sintesi i punti più significativi che emergono dalla relazione. La sanità, con una performance del 66,33%, è l’area con il risultato più basso. Il tempo medio di risposta alle richieste di intervento sanitario di emergenza-urgenza è passato da un valore iniziale di 27 a 26, a fronte di un target fissato a 24. Il grado di realizzazione dell’indicatore è quindi del 33,33%. Differenti gli esiti dei programmi di screening oncologico. L’estensione dello screening della cervice uterina è salita dal 74,30% al 93,84%, raggiungendo pienamente l’obiettivo. Non centrati, invece, i target relativi al colon-retto e alla mammella. Nel primo caso il valore è sceso dall’86,90% all’84,34%; nel secondo dal 69,20% al 67,40%. Entrambi gli indicatori registrano una percentuale di realizzazione pari a zero. Il report attribuisce la flessione alla riorganizzazione dei percorsi aziendali, alla carenza di personale tecnico-sanitario specialistico e alle difficoltà logistiche presenti nelle aree interne. È stato invece raggiunto al 100% l’obiettivo relativo al Percorso attuativo di certificabilità: tutte le aziende sanitarie e ospedaliere regionali hanno ottenuto il parere positivo dell’organo di revisione sui bilanci pregressi e correnti. Per il welfare, la percentuale complessiva si attesta al 67,42%. Nel 2025 sono stati liquidati 26.419.281,67 euro su un totale di risorse spendibili pari a 29.806.316,61 euro, con una capacità di spesa dell’88,64%, in miglioramento rispetto al valore iniziale dell’82,57%, ma ancora distante dal target del 100%. Le risorse disponibili derivano principalmente dal Fondo nazionale Politiche sociali e dal Fondo regionale Politiche sociali. Quest’ultimo è stato programmato con una dotazione di 15 milioni di euro, dei quali 13,5 milioni destinati agli Ambiti territoriali sociali per interventi rivolti a famiglie, minori e anziani autosufficienti. Il 10% è stato riservato a progetti innovativi e attività formative. Il Fondo nazionale ha invece assegnato alla Calabria circa 16,1 milioni, con almeno la metà delle risorse vincolata all’area famiglia e minori. Positivo il risultato dei controlli sugli enti del Terzo settore iscritti al Runts. La quota di organizzazioni sottoposte a verifica ha raggiunto il 69,76%, superando sia il valore iniziale del 53,63% sia il target fissato al 58,99%.
Occupazione e istruzione
La performance dell’area occupazione, istruzione, innovazione e ricerca – si evidenzia poi nella relazione – arriva al 92,74%. Il numero di disoccupati che nel corso del 2025 ha avviato un’attività aprendo una partita Iva è stato pari a 166, contro un obiettivo di 130. Ancora più ampio lo scostamento relativo ai rapporti di lavoro stabili: sono stati 549 i contratti a tempo indeterminato sottoscritti da disoccupati, rispetto a un target di 300, determinato anche sulla base dei 281 inserimenti registrati nell’anno precedente. Secondo la relazione, il risultato è legato al rafforzamento della domanda di lavoro stabile da parte delle imprese, alla maggiore efficacia delle politiche attive e agli incentivi alle assunzioni. Tra gli strumenti richiamati figura “Dunamis Calabria”, finanziato con circa 27 milioni di euro del Programma Fesr-Fse+ 2021-2027 e destinato alle imprese che assumono lavoratori disoccupati svantaggiati, molto svantaggiati e persone con disabilità. Non è stato pienamente raggiunto, invece, l’obiettivo del programma “Vivi e Scopri la Calabria”. Gli studenti coinvolti sono stati 4.274, a fronte dei 5mila programmati, con una realizzazione dell’85,48%. L’iniziativa dispone di 12 milioni di euro distribuiti nel triennio 2025-2027 e prevede percorsi didattici di 40 ore dedicati alle produzioni tipiche, alla cultura, all’artigianato, al turismo sostenibile e al patrimonio paesaggistico e architettonico regionale.

Ambiente
Sul fronte del territorio, dell’ambiente e dei rifiuti, la performance si ferma al 79,17%. Nel 2025 cinque Comuni hanno approvato un Piano strutturale comunale o associato, facendo salire dell’8,77% il dato iniziale rappresentato da 57 enti già dotati del nuovo strumento urbanistico. Il target dell’8% è stato quindi superato. L’ingegnerizzazione delle reti idriche raggiunge una percentuale del 19,14%, molto vicina all’obiettivo del 20%. Su 5.176,84 chilometri di reti urbane inseriti nei progetti definitivi approvati, risultano ingegnerizzati 990,94 chilometri. Il grado di realizzazione dell’indicatore è pari al 95,70%. Più distante l’obiettivo sulla riduzione dei rifiuti urbani residui trattati negli impianti. Il volume è sceso da 310.276,64 a 302.916,45, ma non ha raggiunto il target di 290mila. La percentuale di realizzazione dell’indicatore è del 36,30%. Il report ricorda inoltre che la raccolta differenziata in Calabria nel 2024 aveva raggiunto il 58,05%, con una crescita di 1,76 punti percentuali, rimanendo però sotto l’obiettivo regionale del 75% fissato per il 2025 e il target nazionale del 65%.
Infrastrutture
L’area dedicata a infrastrutture, sviluppo economico, turismo e cultura raggiunge l’88,13%. Il risultato migliore riguarda il traffico aeroportuale: nel 2025 i passeggeri transitati nei tre scali calabresi sono stati 4.367.864, superando il target di 4.091.309 e il valore iniziale di 3.611.041. Meno positivo il giudizio delle imprese beneficiarie degli interventi per servizi avanzati, internazionalizzazione, impianti e macchinari e Fondo competitività. La quota di risposte corrispondenti a un livello alto di soddisfazione si è fermata al 44,83%, contro un target del 70%. La percentuale di realizzazione è del 64,04%. Superato, invece, l’obiettivo relativo alle biblioteche: quelle pubbliche e private beneficiarie di contributi rappresentano il 63,42% delle strutture presenti nel Sistema bibliotecario regionale, rispetto a un target del 50%.
Agricoltura
Agricoltura e forestazione – emerge dalla relazione – rappresentano l’unica area con una performance complessiva del 100%. I giovani agricoltori che hanno avviato un’attività grazie agli incentivi regionali sono stati 332, superando il target di 300 e il valore iniziale di 200. La superficie forestale pianificata ha raggiunto complessivamente 27.161,56 ettari. Al dato iniziale di 21.111,55 ettari si sono aggiunti nel corso del 2025 altri 6.050,01 ettari, andando ben oltre il target di 21.216,56. Il dato riguarda le superfici per le quali è stata completata e depositata la progettazione del Piano di gestione forestale, indipendentemente dall’approvazione formale. Centrato anche l’obiettivo relativo agli incendi boschivi di grandi dimensioni. Gli eventi che hanno interessato superfici superiori a 50 ettari sono scesi da 49 a 13, mentre il target prevedeva una riduzione fino a 40. La capacità amministrativa chiude, infine, con l’81,93%. La spesa rendicontata nell’ambito dei programmi comunitari raggiunge l’83,4% dell’obiettivo collegato alla regola europea N+3. Più basso il dato sulla formazione: soltanto il 44,33% del personale neoassunto è stato coinvolto in percorsi specifici, a fronte di un target del 100%. La relazione riconduce il divario alla mancata coincidenza tra i tempi delle assunzioni e la programmazione dei calendari formativi. A superare ampiamente le previsioni è invece l’alfabetizzazione digitale. I cittadini formati sono stati 77.150, contro un obiettivo di 50mila e un valore iniziale di 13.898. Raggiunto al 100% anche l’indicatore sulla protezione dei dati personali: il “Privacy Maturity Check” assegna all’Ente un voto complessivo di 60, superiore al target fissato a 50.
La conclusione
Nel complesso, la relazione restituisce quindi una performance regionale superiore all’80%, sostenuta soprattutto dai risultati di agricoltura e forestazione, occupazione, aeroporti, biblioteche e formazione digitale. A frenare l’indice sono soprattutto sanità e welfare, insieme ai ritardi nella riduzione dei rifiuti residui, nella soddisfazione delle imprese beneficiarie e nella formazione del personale neoassunto. (c. a.)
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