“L’ho imposto io”. Cannizzaro svela il piano Roscioli e lancia Reggio come laboratorio politico nazionale
Il segretario regionale di Forza Italia spiega la candidatura per le suppletive del 27 e 28 settembre
REGGIO CALABRIA Non usa perifrasi, non lascia spazio ai dietrologi: “A Roscioli l’ho imposto io”. Con questa frase, pronunciata a microfoni accesi nella sede della segreteria, il sindaco di Reggio Calabria e segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro toglie ogni alone di mistero attorno alla candidatura più discussa delle suppletive del 27 e 28 settembre. Una strategia costruita nell’ombra per mesi, confessa lui stesso, e rivelata solo ora: dimissioni calcolate al giorno, un candidato scelto ai vertici nazionali del partito e un obiettivo dichiarato senza mezzi termini, trasformare Reggio Calabria in un laboratorio politico osservato da tutta Italia.
Nessuna paura di Futuro Nazionale
Cannizzaro non si scompone di fronte alla mossa di Futuro Nazionale, che ha scelto di candidare per la Camera l’ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Domenico Giannetta. “Lo sapevamo che sarebbe accaduto”, ha detto il segretario regionale di Fi incontrando i giornalisti, rilanciando subito l’obiettivo politico dell’intera operazione: “Da Reggio vogliamo lanciare un vero esperimento politico per dimostrare al Paese che il centrodestra può tranquillamente vincere anche senza le follie di Vannacci, che oggi sembra un fenomeno in ascesa, ma vi posso assicurare non è così”.
La tempistica calcolata
Cannizzaro rivela per la prima volta i dettagli tecnici dietro le sue dimissioni da parlamentare. “Io avrei potuto tranquillamente evitare anche le suppletive […] avrei potuto posticipare di qualche settimana le mie dimissioni in Parlamento e non si sarebbe votato alle elezioni suppletive perché tecnicamente non ci sarebbero state le condizioni”, spiega il sindaco. Una scelta volutamente calibrata: “Invece volutamente, io ho esercitato fino a quando ho potuto il ruolo di parlamentare […] per poi volutamente, strategicamente dimettermi per consentire al governo di emanare il decreto per indire le elezioni”.
Perché Roscioli e non un nome locale
Il punto centrale del ragionamento di Cannizzaro riguarda il profilo scelto per sostituirlo a Roma. Il sindaco, dimessosi dalla Camera dopo l’elezione a sindaco della città, tiene a sottolineare che la scelta di Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e molto vicino alla famiglia Berlusconi, è stata soltanto sua:: “Solitamente in questi casi cosa si fa? Si va alla ricerca di un personaggio che dal punto di vista dell’immagine possa richiamare un’attenzione magari anche nazionale. Noi non abbiamo fatto questo, io non ho fatto questo”. La scelta è ricaduta invece su un uomo di macchina: “Io ho preteso, chiaramente condivisa con il partito nazionale, che a sostituire il sottoscritto in Parlamento fosse un uomo che risiede a Roma, che conosca bene le attività parlamentari, che conosca bene tutti gli uomini e le donne del governo”. Un identikit che punta tutto sull’operatività: “Non stiamo candidando con tutto rispetto uno scappato di casa o un nome qualunque, stiamo candidando l’amministratore di Forza Italia”.
“L’ho imposto io”
Alla domanda su un possibile parallelo con il “caso Minicucci” — una candidatura calata dall’alto — Cannizzaro non usa mezzi termini e rivendica in prima persona l’operazione: “Scrivetelo anche a titolo di giornale: a Roscioli l’ho imposto io. A Roscioli l’ha imposto il sindaco Cannizzaro, lo ha voluto fortemente”. E aggiunge, sul peso politico che gli consente questa scelta: “Chiunque non avrebbe potuto imporre un nome al sottoscritto, siamo stati noi a proporlo condiviso da tutta la strategia e da tutto l’apparato”. Sul coinvolgimento diretto di Roscioli, il sindaco racconta un aneddoto inedito: “Quando io chiamai Fabio e lo raggiunsi al partito nazionale […] e gli proposi questa cosa lui inizia a ridere pensando che fosse una provocazione, uno scherzo”. Poi “Lui ci ha pensato, per dire la verità 48 ore, si è confrontato anche con la struttura”.
Reggio “laboratorio politico nazionale”
Cannizzaro insiste molto sul valore simbolico dell’operazione, che a suo dire ha già raggiunto l’obiettivo di riportare la città al centro del dibattito nazionale: “Oggi il Reggio dopo tantissimi anni rientra anche in un dibattito politico nazionale […] stamattina Reggio il sottoscritto è su tutti i giornali nazionali”. E ancora: “Abbiamo inteso immaginare questa strategia per far sì che il Reggio possa diventare anche un laboratorio politico”.
L’affondo sul campo largo e su Frank Benedetto
Il sindaco riserva parole dure per il candidato del campo progressista, il primario ospedaliero e già capogruppo Pd al Comune Frank Benedetto, presentato come figura civica. Cannizzaro lo definisce senza mezzi termini “uomo di Oliverio” (Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, ndr) e ne ricostruisce il passato politico: “Lui è stato consigliere comunale della Margherita, poi è stato nominato da Oliverio, commissario al GOM di Reggio Calabria, al quale non mi pare che abbia lasciato un buon ricordo, perché sono seguite le sue dimissioni a causa di uno scandalo importantissimo”. Sulla sua presentazione come civico, il commento è tagliente: “Presentarlo come civico mi sembra anche una presa in giro agli elettori reggini, sicuramente un bravo medico e, nulla di personale, sul piano politico indicarlo a rappresentare Reggio e l’area metropolitana a Roma mi sembra anche un po’ eccessivo”.
La stoccata a Vannacci
Non manca un passaggio sul generale Roberto Vannacci, descritto come un fenomeno mediatico privo di reale radicamento: “A me Vannacci quando parla fa paura, fa paura ai bambini, fa paura alle famiglie”. Cannizzaro rivendica la linea europeista del proprio schieramento: “Noi invece vogliamo un’Europa perché siamo atlantisti, siamo coloro i quali abbiamo rivendicato l’europeismo e l’abbiamo portato avanti”. E chiude il capitolo: “Chi sta con Vannacci non può stare all’interno della coalizione del centro-destra”.
Nessun “straniero” alle prossime politiche
Cannizzaro coglie l’occasione per anticipare la linea che Forza Italia adotterà alle prossime elezioni politiche in Calabria, smentendo le voci su una possibile candidatura di Claudio Lotito: “Alle prossime elezioni politiche del 2027 a Reggio Calabria e in tutta la Calabria per Forza Italia non sarà candidato nessuno, e dico nessuno, che proviene da un’altra regione, non esiste. Questo è un episodio che è funzionale ad un progetto politico che io sto portando avanti”.
La presentazione di Roscioli nei prossimi giorni
Cannizzaro annuncia infine i tempi della presentazione ufficiale del candidato: “Roscioli già nei prossimi giorni, non escludo già i primi giorni della prossima settimana dove vi presenteremo il candidato e quindi il futuro deputato che sostituisce Cannizzaro solo per 4-5 mesi”. (pa.su.)
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