Un’estate senza tregua, l’esplosione di Mileto e la lunga scia di dolore nel Vibonese
Le vittime della strada, la tragica morte del piccolo Alessio Pio e di Domenico Campana. La comunità si ritrova ancora una volta col fiato sospeso per i tre feriti di ieri sera
VIBO VALENTIA Per la provincia di Vibo Valentia, quella che sta per concludersi, è stata un’estate da dimenticare. Tante, troppe le tragedie che si sono abbattute negli ultimi tre mesi sul territorio vibonese: una scia di morti sulla strada, il grave incidente nautico nel porto di Vibo Marina, per ultimo l’esplosione al B&B Villa Mery avvenuta ieri sera a Mileto. Tre i feriti, tutti appartenenti alla stessa famiglia, ricoverati in prognosi riservata con ustioni oltre il 30% del corpo: grave, soprattutto, la piccola di 10 anni coinvolta nell’esplosione, trasferita a Bari in condizioni quasi disperate. Chi è intervenuto sul posto si è trovato di fronte a una scena drammatica: feriti ustionati, sangue a terra, le fiamme che divampavano nell’edificio in parte anche crollata. A causare l’esplosione una bombola di gas, ma saranno le indagini, condotte dai Carabinieri su incarico della Procura di Vibo Valentia, ad accertare la dinamica ed eventuali responsabilità. Nel frattempo, un’intera comunità attende con il fiato sospeso, unita nel dolore per la famiglia e nella speranza per la piccola.
Dalla strada il bilancio più pesante
Quello di Mileto, però, è solo l’ultimo dramma, in ordine cronologico, che ha colpito la provincia vibonese di recente. Negli ultimi tre mesi una drammatica scia di tragedie si è verificata lungo la Costa degli Dei e nell’entroterra. Il bilancio più pesante arriva dalla strada: da giugno ad agosto sono cinque le vittime dell’asfalto. Il 20 giugno in uno scontro con il suo furgone a Nicotera Marina ha perso la vita Salvatore Cavallaro, commerciante del luogo di 53 anni. Un mese dopo, il 28 luglio, Andrea Minasi viene investita in pieno centro a Vibo mentre attraversava la strada: morirà, a 23 anni, dopo 9 giorni di agonia in ospedale. Il 2 agosto, a bordo della sua moto viene investito e ucciso Carmelo Purita, 27enne di Zungri, travolto da un veicolo guidato da un uomo senza patente e ubriaco. Il 9 agosto è stata invece la domenica più tragica: a poche ore di distanza, sulla stessa strada, la ex Statale 522 tra Pizzo e Tropea, avvengono due gravi incidenti. Nel primo muore una donna di 77 anni, originaria del Cosentino, mentre a perdere la vita nel secondo, dopo giorni di ricovero, è Gabriele Alviano, soccorritore del 118 che non è riuscito a sopravvivere alle ferite troppo profonde causate dallo scontro.
La tragedia nel porto e quella del piccolo Alessio Pio
Sangue non solo sulle strade, ma anche in mare: il 14 agosto poco fuori il Porto di Vibo Marina in uno scontro tra un gommone e un’imbarcazione a noleggio muore Domenico Campana, giovane originario di Mirto Crosia. Troppo gravi le ferite riportate, soprattutto, alla testa e al fianco sinistro, come rivelerà l’autopsia. Si trovava a bordo della barca con i suoi amici quando un altro natante, guidato da un 37enne di Bologna (indagato per omicidio nautico), è piombato sull’imbarcazione squarciando la parte laterale e travolgendo il gruppo di giovani. Ma la sequenza di tragedie non si è limitata solo alla strada o al mare. Tra le più dolorose e quella che ha suscitato più scalpore, la morte del piccolo Alessio Pio di Zungri: a soli 18 mesi il bambino è rimasto vittima di una grave infezione sistemica che non gli ha lasciato scampo. Anche su questo caso la Procura di Vibo Valentia ha avviato subito le indagini, in particolare per il timore che la situazione potesse degenerare coinvolgendo anche altri bambini, ma per fortuna senza particolari conseguenze.
L’accoltellamento a Vibo e l’esplosione a Mileto
Pochi giorni fa, in pieno centro vibonese, ha suscitato clamore l’accoltellamento ai danni di Antonio Reggio, noto professore di 90 anni colpito più volte, secondo l’accusa, dalla badante ucraina e ricoverato in gravi condizioni a Catanzaro. Fermata dalla Polizia, il movente sarebbe riconducibile ad una “operazione” effettuata per togliere un animale dallo stomaco. L’ennesimo, drammatico, episodio in una tragica estate che per il Vibonese sembra non finire più. Tanto lavoro, soprattutto, per la Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore ff Concettina Iannazzo: sarà compito dei magistrati vibonesi fare chiarezza in ogni singolo episodio, cercando di restituire giustizia e verità alle famiglie delle vittime. Con la speranza che questa lunga scia di dolore nel Vibonese possa essere giunta al termine. (m.russo@corrierecal.it)
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