Giuseppe Scorza, l’autopsia conferma: era lui l’obiettivo dei killer
Oggi pomeriggio, alle 17, si terrano i funerali del 35enne assassinato a Lauropoli. Migliorano le condizioni di Renato Elia, ferito nell’agguato
CASSANO ALLO IONIO L’obiettivo dei killer era Giuseppe Scorza. A confermarlo, l’esito dell’esame autoptico eseguito sul corpo del giovane di Cassano allo Ionio, assassinato lo scorso 28 agosto a Lauropoli da un commando composto da due persone a bordo di una moto. L’autopsia è stata eseguita, ieri pomeriggio, a Catanzaro, dall’equipe guidata dalla dottoressa Isabella Aquila. Ad uccidere Scorza sarebbero stati una serie di colpi sparati dall’esterno verso l’interno del magazzino adibito a ufficio, a distanza ravvicinata con un mitra, da uno dei killer: ancora senza volto e senza nome. Gli autori del delitto, infatti, avevano il volto coperto da un casco integrale. Oggi pomeriggio, alle 17, si terrano i funerali di Scorza.
Le indagini proseguono
Nell’agguato, costato la vita al 35enne, è rimasto ferito l’incensurato 50enne Renato Elia, sottoposto ad operazione chirurgica per l’asportazione della milza dopo la scarica di proiettili rifilata dai killer. Le sue condizioni sono in miglioramento e la sua testimonianza potrebbe aiutare gli investigatori impegnati nelle indagini. I carabinieri della compagnia di Cassano allo Ionio, coordinati dalla Procura di Castrovillari guidata da Alessandro D’Alessio, stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere della videosorveglianza presenti nella zona a caccia di indizi utili a rintracciare i killer. Il fascicolo è destinato a passare alla Dda di Catanzaro, il sostituto procuratore Alessandro Riello si occuparà del caso. Lo stesso pm della Distrettuale Catanzarese aveva ricostruito le complesse fasi che avevano portato all’omicidio del padre di Giuseppe Scorza, Maurizio, freddato insieme alla compagna Hanene Hedhli, il 4 aprile 2022 a Castrovillari. I cadaveri della coppia vennero ritrovati in una strada di campagna, in contrada Gammellone del Comune di Castrovillari. Quello della donna era adagiato sul sedile anteriore, lato passeggero, mentre quello di Scorza era stato posizionato all’interno del bagagliaio, accanto a un agnello sgozzato. Una chiara esecuzione, proprio come quella che ha visto protagonista Giuseppe Scorza, caduto come il padre sotto una raffica di colpi destinati a definire i contorni di un sanguinoso regolamento di conti. (f.b.)
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