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la tragedia

Piacenza, muore durante una consegna un corriere calabrese: proteste e verifiche sul lavoro

Pasquale Andriotta aveva 42 anni. Sindacati e M5S Stelle chiedono accertamenti, l’azienda precisa che il suo contratto sarebbe stato trasformato a tempo indeterminato

Pubblicato il: 01/09/2026 – 21:25
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PIACENZA È stato colto da un malore ieri mentre effettuava una consegna, proprio nel giorno in cui i suoi colleghi erano in sciopero per denunciare carichi di lavoro e condizioni ritenute troppo pesanti. Pasquale Andriotta, 42 anni, corriere di origini calabresi, iscritto alla Cgil e padre di tre figli, è morto nella mattinata del 31 agosto in vicolo del Guazzo, a Piacenza. Andriotta lavorava per Afs Service, società operativa nell’ambito dell’appalto Brt di Piacenza-Caorso. Quel giorno una parte dei driver era in sciopero, dopo lo stato di agitazione proclamato dalla Filt-Cgil e dalle Rsa. Il 42enne, invece, era alla guida del suo furgone e stava svolgendo il turno di consegne. Dopo la tragedia, la Filt-Cgil aveva riferito che il contratto a tempo determinato di Andriotta sarebbe scaduto proprio il 31 agosto e che il lavoratore avrebbe manifestato ai colleghi il timore di non vederselo rinnovare. Il sindacato ha però precisato di non voler stabilire alcun legame tra la morte e l’attività lavorativa: saranno gli accertamenti a chiarire le cause del malore. La Filt ha comunque chiesto di fare luce sulle condizioni nelle quali si stava lavorando quella giornata, ponendo una serie di interrogativi sull’organizzazione del servizio. Quanti lavoratori erano rimasti in turno? Quante consegne erano state assegnate? L’assenza di chi aveva aderito allo sciopero aveva comportato un aumento dei carichi per gli altri? E quali misure erano state adottate per affrontare le temperature elevate?

La versione di Afs Service

Sul contratto del 42enne è poi intervenuta Afs Service, fornendo una ricostruzione diversa da quella inizialmente riferita dal sindacato. L’azienda ha espresso «profondo dolore» per la morte di Andriotta e ha spiegato che il lavoratore, considerato un valido dipendente, era già destinato a essere stabilizzato. Il 24 agosto, riferisce la società, gli era stata comunicata l’imminente trasformazione del contratto a tempo indeterminato, con decorrenza dal primo settembre. La trasformazione avrebbe previsto anche un aumento di livello e una mansione superiore. Secondo Afs, era già stata effettuata la comunicazione Unilav relativa al passaggio a tempo indeterminato e le formalità necessarie, compresa la visita medica, erano praticamente concluse. La società ha quindi definito «fuorvianti» alcune ricostruzioni circolate dopo il decesso e ha invitato ad attenersi agli elementi oggettivi che emergeranno dagli accertamenti, riservandosi eventuali iniziative legali a propria tutela. Afs Service ha inoltre fatto sapere di essere impegnata nelle verifiche e negli adempimenti necessari per ricostruire l’accaduto. L’amministratore unico, conclude l’azienda, ha garantito personalmente il proprio sostegno alla famiglia del lavoratore, con un impegno economico e morale.

L’interrogazione del Movimento 5 Stelle

La vicenda è arrivata anche in Parlamento. La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e al ministro della Salute, esprimendo cordoglio alla compagna, ai tre figli e ai familiari di Andriotta. L’atto chiede di chiarire le condizioni operative del sito piacentino e, in particolare, di verificare quanti colli, consegne e fermate fossero stati assegnati al lavoratore il 31 agosto. Vengono inoltre richiesti accertamenti sui tempi di lavoro, sulle pause e sull’eventuale redistribuzione dei carichi dei dipendenti che avevano aderito allo sciopero. Un capitolo riguarda anche le condizioni climatiche. Quel giorno le temperature avrebbero raggiunto circa 34 gradi, con condizioni considerate particolarmente gravose per chi deve continuamente scendere e risalire dal mezzo e movimentare le merci. L’interrogazione richiama più in generale le criticità della logistica dell’ultimo miglio e della filiera degli appalti e subappalti, compreso il tema della precarietà dei rapporti di lavoro. Ascari ha chiesto l’intervento dell’Ispettorato nazionale del lavoro per controlli mirati sul sito di Caorso e verifiche più ampie nel comparto delle consegne, su carichi, pause, straordinari, sistemi digitali di controllo delle prestazioni e tipologie contrattuali.

La protesta e l’incontro in Prefettura

Nel frattempo i lavoratori hanno scioperato e manifestato. Una delegazione della Filt-Cgil, insieme ai dipendenti e ai rappresentanti di Uil, Usb e Sicobas, è stata ricevuta in Prefettura a Piacenza. Durante l’incontro sono state mostrate immagini che, secondo i sindacati, documenterebbero le condizioni del magazzino Brt di Caorso: pacchi accumulati in diversi punti, anche in prossimità delle uscite antincendio, spazi di lavoro congestionati e assenza di un sistema di climatizzazione, nonostante le temperature elevate di questi giorni. La Filt-Cgil ha spiegato di aver portato all’attenzione della Prefettura una situazione che, secondo il sindacato, viene denunciata da tempo e che riguarda più in generale il sistema degli appalti, ma che a Caorso avrebbe raggiunto livelli «non più sostenibili». La richiesta è quella di effettuare controlli puntuali sulle condizioni di sicurezza e sull’organizzazione del lavoro. Il sindacato ha richiamato anche la carenza di personale ispettivo dell’Ispettorato territoriale del lavoro, chiedendo per questo il coinvolgimento di tutte le istituzioni competenti. Dalla Prefettura, riferisce la Cgil, è arrivato l’impegno a farsi carico delle segnalazioni presentate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. Saranno ora gli accertamenti a stabilire le cause della morte di Andriotta e a verificare le condizioni nelle quali si svolgeva il lavoro nel sito di Caorso. (redazione@corrierecal.it)

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