Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:35
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

l’inchiesta di milano

Nell’ufficio dell’ex autista del gip anche armi e “Gratta e Vinci”

È già accusato di favorire la ’ndrangheta

Pubblicato il: 01/09/2026 – 20:35
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

MILANO E’ accusato anche di peculato, per una sfilza di banconote, tra cui vecchie lire ma pure quasi 50mila euro, e per centinaia di schedine del “Gratta e vinci”, e di detenzione illegale di armi, tra cui pistole e revolver sempre trovate nel suo ufficio, l’ormai ex autista e funzionario amministrativo dell’ufficio gip di Milano finito già a luglio al centro di un’inchiesta del pm Stefano Ammendola e dei carabinieri della sezione polizia giudiziaria per tentata truffa e falso con l’aggravante mafiosa. Secondo le indagini, infatti, il dipendente amministrativo, 54 anni, avrebbe tentato di far arrivare quasi un milione di euro, somma che era stata confiscata in un procedimento, ad un uomo della ‘ndrangheta, precisamente della “cosca Condello“, anche lui indagato. E il 27 agosto c’è stata una seconda attività di perquisizione e acquisizione da parte degli investigatori nell’ufficio dove lavorava, posto sotto sequestro a luglio, al settimo piano del Palazzo di Giustizia milanese. Gli ultimi accertamenti, come anticipato dal tg di Antenna3 e come risulta dai nuovi atti, hanno portato alle altre contestazioni su «sospette operazioni di accumulo e peculato» portate avanti nel tempo dall’ex autista (trasferito ad altro incarico in un altro ufficio in Lombardia) che «si occupava – scrive la Procura – degli adempimenti relativi alle archiviazioni, ai corpi di reato e ai beni in sequestro» già dal 2007. Nel suo ufficio sono state recuperate decine di banconote, anche da 5mila o 100mila lire, ma pure «246 banconote da 100 euro», oltre, ad esempio, a «174 schedine “turista per sempre”». In più armi, alcune «clandestine prive di matricola». Poi, tutta una serie di documenti, come «ricevute relative alla compravendita» di orologi di lusso (Rolex e Omega) o di gioielli da parte di «compro-oro». Si tratta, secondo i pm, di una presunta «monetizzazione e reimpiego» di «beni di ingente valore sottratti» dall’ex autista «ai plichi di custodia e ai corpi di reato dell’Ufficio». (Ansa)

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x