Trasporti, la Calabria cambia modello: via libera alla riforma del Tpl
La IV Commissione approva la legge Ferrari dopo il confronto con sindacati, enti locali. Il Piano dei trasporti rinviato a settembre
REGGIO CALABRIA La Calabria prova a cambiare passo sul trasporto pubblico locale. La IV Commissione consiliare “Ambiente e Territorio”, presieduta da Sergio Ferrari, ha approvato a maggioranza la proposta di legge sulla disciplina dei servizi di Tpl, mentre sul Piano regionale dei trasporti è stato deciso un breve rinvio in vista del voto definitivo previsto entro la prima decade di settembre. Due provvedimenti strettamente collegati. Da una parte c’è il nuovo Piano che disegna la mobilità calabrese dei prossimi decenni, con oltre 30 miliardi di euro di investimenti e interventi su ferrovie, strade, aeroporti e porti. Dall’altra la riforma del Tpl, che punta a cambiare la governance dei servizi e a superare l’attuale frammentazione.
Il nuovo modello del Tpl
La proposta di legge Ferrari prevede la soppressione di Art-Cal e la nascita di Amcal, Agenzia della Mobilità della Calabria, che opererà come società a partecipazione interamente pubblica. Il nuovo sistema sarà organizzato attraverso un unico bacino regionale, con l’obiettivo di rendere più omogenea la programmazione e integrare trasporto ferroviario e servizi su gomma. Alla Regione Calabria resteranno le funzioni di programmazione e indirizzo, mentre Amcal avrà compiti legati all’organizzazione dei servizi, alle procedure di affidamento e al controllo. La riforma introduce inoltre strumenti per una maggiore integrazione tariffaria e digitale e prevede la possibilità di ricorrere a servizi a chiamata nelle aree interne, dove la domanda di trasporto è più debole. Il testo arriva al voto dopo un confronto articolato con sindacati, associazioni dei consumatori, imprese di trasporto ed enti locali.
Tra gli altri sono intervenuti i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal, Federconsumatori e i Comuni di Reggio Calabria e Crotone.
Numerosi gli emendamenti esaminati e approvati a maggioranza, con il recepimento di alcune indicazioni dei dipartimenti regionali e dell’area legislativa. Il consigliere Laghi ha annunciato l’astensione su un emendamento, sollevando dubbi su possibili profili di competenza con la normativa statale. Nel corso dell’iter sono stati approvati 21 emendamenti, che hanno modificato e integrato diversi articoli della proposta. Ferrari rivendica il metodo seguito dalla Commissione: «La seduta è la dimostrazione concreta della validità di un metodo. Una riforma di questa portata non poteva e non doveva essere il frutto di un lavoro chiuso nelle stanze del palazzo. Fin dall’inizio ho preteso che la Commissione creasse le condizioni per un confronto vero, sistematico e trasparente con le rappresentanze sindacali, le categorie economiche, i consumatori e gli enti locali. Non ci siamo limitati all’esame formale del testo: abbiamo riaperto i termini, riascoltato i territori e strutturato 21 emendamenti che hanno integrato, arricchito e reso pienamente condivisa la legge». «Abbiamo voluto fortemente una riforma che rispondesse a una priorità assoluta: rimettere il cittadino al centro del sistema della mobilità. Non parliamo solo di una nuova governance con l’avvio di Amcal, ma di servizi più efficienti, di tutele reali per le fasce deboli, di salvaguardia occupazionale per i lavoratori del settore e di una vera integrazione digitale ed economica delle tariffe». La proposta è stata quindi approvata a maggioranza nel suo complesso. Ferrari è stato nominato relatore in Consiglio regionale e il provvedimento si prepara ora al passaggio in Aula.
Il Piano dei trasporti
Prima della riforma del Tpl, la Commissione ha affrontato l’aggiornamento del Piano regionale dei trasporti, arrivato alla quinta seduta di esame. Il documento guarda al 2045 e punta a ridisegnare il sistema della mobilità regionale attraverso una serie di interventi infrastrutturali per un valore complessivo superiore ai 30 miliardi di euro, oltre 20 dei quali risultano già coperti da risorse. Tra le priorità indicate ci sono l’Alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria, il potenziamento della Statale 106, la rete ferroviaria ionica, la Metropolitana regionale e il rafforzamento dei collegamenti tra porti, aeroporti, rete ferroviaria e l’integrazione tra ferro e gomma. Nel corso dell’audizione il dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture, Claudio Moroni, ha sottolineato che la capacità di spesa sarà decisiva per trasformare le risorse in opere e ha richiamato anche la necessità di mettere al riparo gli ingenti investimenti dal rischio di infiltrazioni criminali. Dalla Commissione è arrivata inoltre la conferma degli interventi sulla linea ferroviaria Sibari-Crotone. Moroni ha spiegato che i lavori sulla porzione nord partiranno a settembre, con la previsione di ripristinare la circolazione a dicembre. Confermata anche la chiusura della tratta Lamezia Terme-Catanzaro per consentire gli interventi programmati. Sul Piano è intervenuta anche la consigliera del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, chiedendo quali saranno le priorità qualora le risorse disponibili non siano sufficienti a coprire l’intero programma. La risposta è stata affidata al criterio delle cosiddette “invarianti”, considerate il presupposto indispensabile per l’attuazione del Piano. La Commissione ha quindi deciso di rinviare il voto, lasciando spazio agli ultimi contributi degli enti coinvolti. L’obiettivo è arrivare al licenziamento definitivo del Piano entro la prima decade di settembre, prima dell’esame dell’Aula. «Sul fronte del Piano Regionale dei Trasporti vigileremo con determinazione – ha concluso Ferrari –. La Commissione svolgerà un monitoraggio costante e stringente sull’avanzamento dei lavori e sulla spesa delle risorse. Con oltre 30 miliardi di investimenti complessivi, la Calabria si gioca una partita decisiva per colmare i propri divari storici. Dobbiamo essere concreti ed operativi, non possiamo permetterci di attendere: entro la prima decade di settembre licenzieremo definitivamente il Piano in Commissione, per poi passare all’approvazione in Consiglio, consegnando ai calabresi uno strumento moderno, dinamico e capace di garantire il diritto alla mobilità in ogni angolo della nostra regione».
LEGGI ANCHE: Trasporto pubblico, Scutellà: «La riforma è una farsa, il centrodestra fa melina»
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
