La sfida della Calabria alla mala depurazione, Occhiuto e Ferro: «Ottimi risultati, ma c’è tanto da fare»
La discussione sul mare, stimolata dal libro scritto dal biologo marino Silvio Greco e dall’ex procuratore di Vibo Camillo Falvo
CATANZARO La discussione sul mare, stimolata dal libro scritto dal biologo marino Silvio Greco e dall’ex procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo, ospita il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto che ha gioco facile nel richiamare l’impegno della Regione, i risultati conseguiti, il modello Calabria. «A certificare i risultati raggiunti è un libro scritto da Silvio Greco, che contiene l’esperienza del procuratore Camillo Falvo: insieme alla Regione hanno dimostrato che la mala depurazione si può combattere», sostiene ai nostri microfoni il governatore della Calabria. «Certo – prosegue – ci vuole coraggio perché la Regione ci ha messo la faccia pur essendo competenza dei comuni, interessati alla gestione dei depuratori. Un bravo procuratore della Repubblica ha svolto un’azione di stimolo che ha dato dei risultati importanti e anche il mondo scientifico ha dato un contributo decisivo. E’ bello che la Calabria sia un modello anche in tema di rispetto dell’ambiente».


I problemi persistono
Al netto di un bilancio positivo, lo stesso Occhiuto richiama la persistenza dei problemi unitamente alla stoccata all’indirizzo di quanti – quanche anno fa – ironizzavano sulla sua presenzaa bordo di battelli. «Sono tanti i problemi da affrontare e da risolvere. Nelle ultime ore, due operazioni condotte dalle forze dell’ordine hanno interessato soggetti che avevano scaricato in maniera illecita nel mare. C’è tanto ancora da fare, ma il lavoro svolto in questi anni è sotto gli occhi di tutti».
Il gioco di squadra
«La presentazione di questo libro dimostra la validità di quel gioco di squadra che vede coinvolti tutti gli attori principali», dice al Corriere della Calabria la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro. «L’ambiente non l’abbiamo ereditato dai nostri avi, ma preso in prestito dai nostri figli e deve essere un monito per tutti i 365 giorni dell’anno: quando le spiagge si svuotano e quando la tutela del territorio deve essere ancora più importante». La sottosegretaria, poi, commenta il report “Mare Monstrum“. «Il tema delle ecomafie riguarda soprattutto la ‘ndrangheta e la mafia in generale, attraverso la speculazione e con la complicità anche di determinate, hanno guadagnato soldi sulla pelle dell’ambiente. Su questo fronte le forze dell’ordine sono attente e ovviamente non ci gireremo dall’altra parte, lo Stato arriva prima di loro». (f.b.)
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