Cosenza Calcio, anche i tifosi del Crotone contro il Consiglio di Stato: «Mai esistita una rivalità con i cosentini»
In merito al ricorso accolto sullo stadio Marulla, la Curva Sud pitagorica parla di «motivazione ridicola, strumentale e inaccettabile. Nessuno sporchi questo legame»
CROTONE Dopo la presa di posizione del gruppo ultrà “Anni Ottanta Cosenza”, che nella giornata di ieri hanno contestato pubblicamente la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato dal Cosenza Calcio sulla concessione dello stadio Marulla e sulla disputa delle gare interne della squadra silana allo Scida di Crotone, oggi intervengono anche gli ultras pitagorici. Una posizione che, di fatto, conferma quanto già evidenziato dai tifosi cosentini: tra le due tifoserie non esiste alcuna rivalità storica, al contrario di quanto è stato riportato nel documento del Consiglio di Stato.
I tifosi del Crotone hanno affidato il loro pensiero a una nota dal titolo “Nessuna rivalità da inventare“, nella quale prendono posizione in maniera netta sulla vicenda: «Apprendiamo che, nel ricorso presentato dal Cosenza Calcio per tornare a giocare nella propria città, sarebbe stata richiamata una presunta rivalità tra le due tifoserie. Una rivalità che non è mai esistita. Tra i gruppi organizzati di Cosenza e Crotone c’è sempre stato un rapporto di amicizia vero, limpido e trasparente. La Curva Sud Crotone rispetta la Curva cosentina, i suoi tifosi e i suoi ultras, ma soprattutto la sua storia e chi, ogni giorno, difende e onora quei colori. Utilizzare una rivalità inesistente come motivazione ci appare ridicolo, strumentale e inaccettabile. Non permettiamo a nessuno di sporcare questo legame per giustificare scelte che nulla hanno a che vedere con il mondo delle curve. Siamo felici che il Cosenza possa tornare a casa, perché ogni tifoseria merita di sostenere la propria squadra nel proprio stadio. Siamo contenti per chi vive quella maglia, non certo per una società che dimostra di non conoscere e di non rappresentare chi la sostiene veramente. Noi siamo orgogliosi di aver colorato la Calabria di rossoblù per tantissimi anni. Lo abbiamo fatto con sacrificio, appartenenza e amore. E continueremo a farlo». (redazione@corrierecal.it)
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