Nuova fiammata dei prezzi: inflazione, caro carburante e caro energia logorano i bilanci delle famiglie – I DATI
Alla scadenza del decreto di riduzione delle accise sale ancora il prezzo dei carburanti. Ed intanto arriva la stangata d’autunno
Le famiglie sono sotto assedio. Non si arresta la corsa dei prezzi di beni e servizi. In attesa del dato definitivo sull’inflazione ad agosto, nelle stime preliminari dell’ISTAT, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra in un solo mese un aumento dello 0,5% rispetto a luglio 2026 e del 3,3% rispetto ad agosto 2025 sul 2,9% di luglio. L’inflazione acquisita per il 2026 è del 2,9% per l’indice generale e del + 1,9% per la componente di fondo. L’incremento risente delle tensioni internazionali sui prezzi dei beni energetici, sia non regolamentati (il cui tasso passa da +11,4% a +16,9%) sia regolamentati (da +14,8% a +18,8%).
Con l’inflazione a questi livelli le ricadute per ogni famiglia, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ammonteranno a +1.089,00 euro annui. Aumenti che si sommano a quelli subiti negli ultimi anni. In questo scenario, le famiglie, con stipendi e pensioni ferme, con nuove ondate di rincari all’orizzonte, dovranno fare i conti con gli effetti dei mutamenti climatici in bolletta e nello scaffale dei beni alimentari. Non saranno poche le famiglie costrette a tagliare ancora sul consumo energetico e alimentare, beni vitali e irrinunciabili divenuti per molti inaccessibili.
Sul versante carburanti la Calabria si conferma l’anomalia nazionale con prezzi in costante aumento. Dopo una prima riduzione di soli 0,004 cent a litro nel giorno successivo al decreto di proroga di sconto delle accise sul gasolio, il prezzo medio del gasolio su strada, in modalità self, è progressivamente aumentato sino a 2.181 euro/L, la benzina a 2.071 euro/L e il GPL a euro 0,800 di oggi (4 settembre 2026). (tab. 1)

Ma non è solo caro carburante: tra settembre e ottobre è in arrivo una stangata da capogiro sommando le spese per le bollette di acqua, luce, gas, telefonia, TARI, per l’acquisto di libri e materiale scolastico, per la salute, l’alimentazione, la benzina, il condominio, il riscaldamento, la palestra per chi ne fa uso. Stante i dati rilevati dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, fatta salva ogni variante territoriale e familiare, le famiglie avranno a che fare con una media di aumenti del 7,8% su un valore di spesa a famiglia di circa 6.257,76 euro sui due mesi di settembre e ottobre ovvero, di 3.129 euro mensili. (tab. 2)

Un vero salasso se si considera che stipendi e pensioni sono fermi ed il potere d’acquisto sempre più ridotto. A fronte dello stress a cui sottoposte le famiglie ed a cui saranno maggiormente esposte a inizio autunno con l’accavallarsi di spese, si attendono dal Governo misure proporzionate alla dimensione della crisi che rischia di erodere ogni bilancio familiare. Non servono misure spot o di pochi giorni. Servono misure di più ampio respiro se si considera che all’orizzonte gli scenari internazionali anziché dipanarsi sembrano aggrovigliare maggiori fili in conflitti sempre più estesi e dagli sbocchi imprevedibili. È necessario e urgente che il Governo ponga al centro della propria azione l’emergenza rincari a cui esposte le famiglie attivando misure concrete a sostegno del potere di acquisto, quali:
- L’adozione di un taglio congruo delle accise, di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non per pochi giorni di proroga in un meccanismo perverso che accentua fenomeni speculativi di pressione al rialzo dei prezzi.
- Una rimodulazione delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali che indurrebbe un risparmio che l’O.N.F. ha calcolato pari a oltre 530 euro annui a famiglia.
- Un bonus energia consistente ed esteso a una platea di famiglie più ampia.
- La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per sostenere i nuclei più vulnerabili.
- Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.
- Una riforma fiscale equa tesa a sostenere i redditi bassi e medi più duramente colpiti dai rincari.
- La definizione della tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche al posto della paventata anticipazione fiscale sulla tassazione dovuta dalle aziende petrolifere.
Mimma Iannello Presidente di Federconsumatori Calabria Aps: «Il Paese, la Calabria sono stretti da mesi nella morsa del caro carburante e del carovita. Le famiglie non potranno reggere all’infinito l’aggressione a cui sottoposti i propri già esigui bilanci. Aumenti che tra settembre e ottobre subiranno una maggiore concentrazione per il concomitare di scadenze, apertura delle scuole e spese ordinarie per carburante, energia, gas, alimentazione. Sono chiari gli scenari internazionali, i venti di guerra che agiscono sui rincari di carburante ed energia, le spinte a creare nuove dipendenze petrolifere, sono chiare le dinamiche finanziarie che generano utili miliardari per le compagnie petrolifere ed energivore, chiari i fattori di produzione e, ad esempio, la ridotta capacità di raffinazione del petrolio in Italia e in Europa. È chiaro ogni altro elemento, come il carico fiscale, o la perdita di potere di acquisto delle famiglie, che generano nell’insieme aumenti a catena sulla spesa dei consumatori. Proprio per questo, è altrettanto chiara l’assenza di visione strategica del Governo e dell’Europa a tutela degli interessi dei propri cittadini che chiedono un’economia di pace e condannano quella del riarmo che alimenta conflitti e scarica effetti in termini di vite, distruzione di territori e rincari a cascata per imprese e famiglie. Non si può stare appesi a decreti su decreti di proroga sul carburante, a misure estemporanee che nella nostra regione, peraltro, anziché produrre vantaggi generano nuovi aumenti. Siamo un’anomalia che dev’essere indagata sotto ogni profilo che può comportare condotte speculative e illecite. A livello regionale Federconsumatori Calabria ritiene necessario un confronto di merito con la Regione e gli Enti Locali sugli effetti del quadro macro economico nazionale, nonché dei mutamenti climatici, sulle politiche dei servizi pubblici, della tassazione regionale e locale e dei sostegni possibili alle famiglie. Inoltre, nel percorso avviato dall’amministrazione comunale di delocalizzazione del mega deposito di carburante della Meridionale Petroli dall’area portuale di Vibo Valentia che occupa 26 mila mq di demanio marittimo, si guarda con attenzione alle scelte che verranno assunte e che devono prevedere la sottoscrizione di clausole di compensazione e salvaguardia ambientale e sociale che si traducano in vantaggio anche sui costi del carburante per i consumatori. Inoltre, chiediamo alla Guardia di Finanza, già in prima fila sulla vigilanza del fenomeno, e ad ogni autorità preposta, maggiori controlli in conseguenza di denunciati episodi di adulterazione del carburante con ciò che ne comporta in termini di esercizio di attività illecita e di causato danno per le autovetture dei consumatori frodati». (redazione@corrierecal.it)
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