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LA SCOPERTA DELLA GDF

Reddito di cittadinanza con tre false identità, oltre 9mila euro spesi in pasticceria: denunciato nel Vibonese

Tre carte d’identità per ottenere il sussidio. L’indagato è imparentato con esponenti di una ’ndrina del Vibonese

Pubblicato il: 05/09/2026 – 8:18
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VIBO VALENTIA Un sistema basato su tre false identità per ottenere il reddito di cittadinanza, con parte delle somme poi utilizzate per effettuare 22 pagamenti, per oltre 9mila euro, in una nota pasticceria del Vibonese. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia al termine di un’attività di analisi e approfondimento sui percettori del sussidio. Gli accertamenti sono partiti dall’esame delle informazioni presenti nelle banche dati in uso alle Fiamme Gialle, che avevano fatto emergere alcune anomalie nei requisiti dichiarati da beneficiari residenti nella provincia. Le successive indagini condotte dai finanzieri del Gruppo di Vibo Valentia hanno consentito di accertare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che un uomo avrebbe percepito il reddito di cittadinanza presentando domande attraverso tre differenti false identità. Gli approfondimenti svolti presso gli istituti di credito hanno poi permesso di individuare le carte sulle quali venivano accreditati i sussidi e di ricostruirne i movimenti. Proprio dall’analisi dei flussi finanziari sono emersi 22 pagamenti, per un totale superiore a 9mila euro, effettuati a favore di una pasticceria locale. Un dettaglio che, secondo la Guardia di Finanza, ha contribuito a risalire all’effettivo titolare delle tre carte e a ricostruire il meccanismo utilizzato per ottenere indebitamente il beneficio economico. Alla base del sistema ci sarebbe stata la creazione di tre carte d’identità false, utilizzate per presentare le richieste. L’uomo, riferiscono gli investigatori, è già noto alle forze dell’ordine ed è imparentato con esponenti di una potente ’ndrina attiva nel Vibonese. Al termine delle indagini è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Su richiesta degli inquirenti, il Tribunale ha inoltre disposto un sequestro preventivo per oltre 12.500 euro, già eseguito su beni mobili e immobili riconducibili all’indagato. L’attività è stata coordinata dalla Procura di Vibo Valentia e rientra nei controlli della Guardia di Finanza contro le frodi ai danni della spesa pubblica e l’indebita percezione di sussidi destinati alle persone in condizioni di necessità. (redazione@corrierecal.it)

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