Il Governo Meloni scopre il segreto dell’immortalità (dimenticando a cosa serve)
A Palazzo Chigi hanno finalmente risolto il più grande enigma della Repubblica Italiana: la stabilità biologica
A Palazzo Chigi hanno finalmente risolto il più grande enigma della Repubblica Italiana: la stabilità biologica. Mentre le scorse legislature consumavano presidenti del Consiglio in un batter d’occhio, il Governo Meloni celebra traguardi di longevità che un tempo erano riservati solo alla monarchia britannica o a determinate specie di tartarughe delle Galápagos. I politologi sono sbalorditi. Le coalizioni non si sfaldano, i decreti scorrono e, soprattutto, i ministri resistono a qualsiasi tipo di intemperie. L’obiettivo ultimo della politica italiana sembra essere stato finalmente raggiunto: durare. Rimanere lì. Mettere radici sotto il marmo dei palazzi romani. Poco importa cosa si faccia durante questa permanenza; l’importante è poter aggiornare il contatore dei giorni consecutivi al potere. La longevità è diventata il valore supremo. “Visto quanto duriamo nonostante il complottismo degli avversari?”, ha annunciato con voce fiera durante l’ultimo show a Bari Giorgia Meloni. Peccato che, nel feticismo del calendario, si sia persa per strada una vecchia e polverosa virtù: la coerenza. Nel gran ballo della durata, la coerenza è il partner che viene regolarmente lasciato al tavolo da solo. Prendiamo il caso di Daniela Santanchè: in un qualunque universo parallelo dominato dalla coerenza politica, un ministro del Turismo travolto da inchieste per falso in bilancio, truffa all’Inps e bancarotta fraudolenta avrebbe preparato gli scatoloni in un quarto d’ora. E invece no. La coerenza vorrebbe che chi professava “legge e ordine” facesse un passo indietro di fronte ai magistrati; la logica della longevità, invece, richiede di restare saldamente ancorati alla poltrona istituzionale, dimostrando che il turismo più resiliente d’Italia è proprio quello nei palazzi del potere. Discorso analogo per Andrea Delmastro. Chi si ricordava la destra inflessibile, custode intransigente dei segreti dello Stato e della sacralità delle istituzioni? Quella coerenza è evaporata la sera in cui i verbali riservati sul caso Cospito sono diventati materiale da conversazione. Ma anziché l’autocritica, la longevità ha prodotto il miracolo successivo: le barricate della maggioranza a Montecitorio per blindare le chat del sottosegretario ed evitare che i magistrati potessero ficcarci il naso. Se il prezzo per durare è smentire la propria vocazione giustizialista, lo si paga volentieri, un voto segreto alla volta. Per ciò che concerne la cultura, poi, che come si sa, non ha confini, l’ex ministro Gennaro Sangiuliano ha preso questa massima un po’ troppo alla lettera, ridisegnando più volte la mappa del mondo a colpi di scivoloni geografici. Il viaggio nella sua personalissima cartografia è iniziato con lo spostamento di Times Square da New York a Londra, lasciando sbigottiti i turisti di entrambe le metropoli. Non pago di aver ridotto le distanze transatlantiche, l’ex inquilino del Collegio Romano ha poi deciso di riscrivere la storia e la geopolitica continentale: durante un evento pubblico, ha infatti collocato la nascita di Cristoforo Colombo nel 1492 (confondendo l’anno di nascita con la scoperta dell’America) e sostenuto che il navigatore genovese volesse raggiungere le Indie basandosi sulle teorie di Galileo Galilei, nato però ben 72 anni dopo la partenza delle tre caravelle. Infine, per chiudere in bellezza, ha trasformato il Ministero della cultura in una telenovela, con tanto di ferite sulla fronte e ammissioni di colpe in prima serata.
Certo, a volte la foga di durare si scontra con la fragilità dell’ego, ed è lì che la commedia si fa sublime. Una parabola ben diversa da quella dell’altro celebre Giuliano della storia repubblicana, l’Amato “Dottor Sottile”, che alle prime frizioni con la premier sull’intelligenza artificiale ha preso cappello e se n’è andato dalla Commissione algoritmi. Ma quella era un’altra epoca, un’epoca in cui ci si dimetteva per divergenze di visione, non per l’intervento della Corte dei Conti. Altra geniale idea del Governo più longevo della storia è quella di aver introdotto il Black Friday nella pubblica amministrazione: oggi lo spreco di denaro pubblico lo paghi un terzo, e il restante 70% lo offre gentilmente il contribuente. La fisica, d’altronde, ce lo insegna: per non cadere, bisogna assecondare il vento. Se ti impunti a voler essere coerente con quello che hai promesso agli elettori – che si tratti di blocchi navali, tagli delle accise, modifica della Fornero o trasparenza totale – rischi di creare attrito. E l’attrito logora chi ce l’ha. La politica moderna ha così sostituito i programmi con i calendari. Non si misura più l’efficacia di una visione, ma la resistenza dei materiali. Il cittadino ideale non si chiede più “Cosa stanno facendo per il Paese?”, ma guarda il telegiornale tifando affinché il governo non accosti mai ai box, anche se ha finito le gomme ed è senza benzina da diverse edizioni della legge di bilancio. Chiedere coerenza oggi è da romantici. La coerenza richiede memoria, coraggio e la disponibilità a perdere il posto pur di non perdere la faccia. La longevità richiede solo un buon sarto per cambiare casacca all’occorrenza e un’ottima postura per non farsi venire il mal di schiena a furia di stare seduti.
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