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la delibera

I conti in tasca alla Regione. Oltre 8 miliardi di spesa: la sanità da sola ne assorbe il 78%

Il Rendiconto 2025 approvato dalla Giunta dopo la parifica della Corte dei Conti fotografa la gestione finanziaria dell’ente. Pesano il sistema sanitario e i trasferimenti statali

Pubblicato il: 07/09/2026 – 15:01
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CATANZARO Oltre otto miliardi di euro di spese impegnate, altrettanti di entrate accertate e una voce, la sanità, che continua a dominare il bilancio regionale. È questa una delle fotografie più significative che emerge dalla Relazione sulla gestione allegata al Rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio 2025, approvato dalla Giunta regionale dopo la recente parifica della Corte dei Conti e trasmesso al Consiglio regionale.

Le entrate

Il dato dal quale partire è quello delle entrate. Nel corso del 2025 la Regione ha accertato circa 8,15 miliardi di euro, a fronte di una previsione definitiva, al netto delle contabilità speciali, che supera i 9,5 miliardi. Le riscossioni in conto competenza si sono invece fermate a circa 5,28 miliardi. A questi vanno aggiunti gli incassi relativi ai residui attivi degli esercizi precedenti, che portano il totale delle riscossioni dell’anno a circa 6,72 miliardi di euro. La differenza tra accertamenti e riscossioni rappresenta uno degli elementi da tenere sotto osservazione nella lettura dei conti. Le somme accertate, infatti, rappresentano crediti che la Regione ha maturato, ma non necessariamente risorse già disponibili nelle casse dell’ente. È proprio qui che entra in gioco la consistenza dei residui attivi, cioè delle somme ancora da riscuotere.

Entrate tributarie motore del bilancio

A fare la parte del leone sono le entrate tributarie, che nel 2025 hanno prodotto accertamenti per circa 4,88 miliardi di euro. Si tratta di una quota pari a circa il 60% degli accertamenti complessivi, al netto delle contabilità speciali. Ma anche in questo caso il dato va letto attraverso la lente della sanità. Una parte consistente della fiscalità regionale è infatti destinata al finanziamento del Servizio sanitario regionale. Tra le principali componenti figurano oltre 3,56 miliardi di euro derivanti dalla compartecipazione all’Iva, più di 251 milioni dalla quota Irpef e circa 212 milioni dalla quota Irap destinati al comparto sanitario. Il bilancio regionale, dunque, appare fortemente condizionato dalla necessità di garantire il finanziamento della sanità. Una caratteristica che si ritroverà, ancora più evidente, quando si passa dall’analisi delle entrate a quella delle uscite. Interessante anche il capitolo relativo al recupero dell’evasione fiscale. Nel 2025 sono stati registrati accertamenti e riscossioni legati alle attività svolte attraverso la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. Per l’addizionale regionale Irpef gli accertamenti collegati a tale attività ammontano a circa 5,75 milioni di euro, mentre per l’Irap si arriva a circa 21,4 milioni. A questi si aggiungono le somme recuperate attraverso gli agenti della riscossione. Un capitolo specifico riguarda poi la tassa automobilistica. Gli avvisi di pagamento relativi all’anno tributario 2022 hanno generato accertamenti per oltre 45 milioni di euro, con una parte già effettivamente riscossa.

Trasferimenti, Europa e Pnrr

Non ci sono soltanto le tasse. Una componente importante delle entrate regionali arriva dai trasferimenti correnti, che nel 2025 hanno prodotto accertamenti per circa 1,16 miliardi di euro. Qui si incrociano diverse fonti di finanziamento: risorse destinate alla sanità, programmazione comunitaria e nazionale, trasferimenti statali per il trasporto pubblico locale, lavoratori socialmente utili e Centri per l’impiego. All’interno di questo quadro si inserisce anche il Pnrr, che continua a rappresentare una fonte importante di finanziamento. Nel corso del 2025 sono stati accertati circa 78 milioni di euro di risorse Pnrr nell’ambito dei trasferimenti correnti. Ancora più rilevante è il capitolo delle entrate in conto capitale, quelle destinate soprattutto agli investimenti. Gli accertamenti del relativo titolo superano 1,39 miliardi di euro, con una quota consistente riconducibile ai trasferimenti dell’Unione europea e dello Stato collegati alla programmazione comunitaria e nazionale. Anche qui il Pnrr ha un ruolo significativo: gli accertamenti destinati a spese in conto capitale raggiungono circa 143 milioni di euro, dei quali quasi 79 milioni riferiti al perimetro sanitario.

La spesa: 8,07 miliardi di impegni

Se il lato delle entrate racconta la capacità della Regione di procurarsi e accertare le risorse, quello delle spese restituisce invece la fotografia delle priorità dell’ente. Nel 2025 le spese impegnate hanno raggiunto circa 8,07 miliardi di euro. I pagamenti effettuati in conto competenza sono stati pari a circa 5,68 miliardi, cui si aggiungono quasi 1,49 miliardi di pagamenti relativi ai residui. La struttura della spesa è fortemente concentrata sulla componente corrente. Gli impegni del Titolo I ammontano a circa 5,73 miliardi di euro, pari a circa il 71% del totale degli impegni, al netto delle contabilità speciali. Ed è qui che emerge il dato politicamente e finanziariamente più rilevante dell’intero Rendiconto: circa il 78% della spesa corrente impegnata nel 2025 è destinato alla sanità. In altre parole, su ogni 100 euro impegnati dalla Regione per la spesa corrente, circa 78 vengono assorbiti dal comparto sanitario. Il numero restituisce in maniera plastica quanto il sistema sanitario condizioni le possibilità di manovra del bilancio regionale. La Regione deve infatti garantire il finanziamento delle funzioni sanitarie, lasciando alle altre politiche regionali una quota molto più ridotta delle risorse disponibili.

Investimenti: la partita dei fondi europei

Il quadro cambia quando si guarda alle spese in conto capitale. Nel 2025 gli impegni del Titolo II hanno raggiunto circa 1,58 miliardi di euro. Qui assumono un peso determinante le risorse della programmazione europea e nazionale. Circa il 55% degli impegni è collegato a programmi quali Por, Fsc, Pac e Psc. Un altro 19% circa riguarda investimenti finanziati con risorse statali. Sono risorse che, almeno sulla carta, rappresentano la principale leva attraverso la quale la Regione può finanziare infrastrutture, opere pubbliche, sviluppo economico e interventi sul territorio senza gravare esclusivamente sulla fiscalità ordinaria. Ma anche in questa componente del bilancio torna la sanità: circa il 9% della spesa in conto capitale è infatti collegato alla copertura dei disavanzi del comparto sanitario. Il Pnrr rappresenta un altro tassello importante. Nel 2025 risultano investimenti per oltre 147 milioni di euro riconducibili al Piano nazionale di ripresa e resilienza, con circa 79 milioni destinati alla sanità. (a. cant.)

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