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tra passato e presente

Il centrosinistra e le primarie. Quando la Calabria divenne “laboratorio” nazionale

La nostra regione fu una delle prime nelle quali venne utilizzato lo strumento per designare il leader della coalizione. L’esperienza del 2004 con Loiero (e il bis nel 2014)

Pubblicato il: 08/09/2026 – 18:22
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CATANZARO E’ il 28 novembre 2004, la location è il Centro agroalimentare nell’area ex Sir di Lamezia Terme, pronto ad accogliere migliaia di militanti e iscritti ai partiti del centrosinistra per le primarie organizzate per scegliere il candidato presidente della Regione alle elezioni che si sarebbero tenute di lì a sei mesi. In questi giorni nei quali è particolarmente attivo il dibattito sulle primarie come strumento per selezionare il leader della Calabria i corsi e ricorsi storici assegnano alla Calabria il ruolo di regione laboratorio a livello nazionale, una delle prime nelle quali si sperimentò – appunto a fine novembre 2024 – questo metodo. Corsi e ricorsi storici come quelli dell’Agi, che delinea la parabola – per la verità «discendente», secondo l’agenzia – delle primarie ricordando che queste affondano le loro «radici nei primi anni Duemila, nel 2005, quando Romano Prodi e Arturo Parisi, ideatori dell’Ulivo e dell’Unione scelsero i gazebo per scegliere i candidati alle elezioni regionali di primavera, rispettivamente Agazio Loiero per la Calabria e Nichi Vendola per la Puglia». 

L’esperienza del 2004

Per la verità in Calabria nel 2004 non ci furono gazebo bensì una grande convention nel cuore della regione. Tutto in una domenica, al Centro agroalimentare di Lamezia Terme. Una sfida inizialmente a tre che poi si ridusse a un duello, per la verità senza storia visto l’esito già scontato alla vigilia. Sul piano politico allora non c’era il Pd a dominare il fronte progressista ma la “Fed”, l’alleanza tra i partiti principali del centrosinistra che erano i Ds, la Margherita e i socialisti dello Sdi. Agazio Loiero, volto storico della Dc calabrese e italiana e tra i futuri “padri fondatori” del Psi, è il candidato dell’asse Ds-Margherita, a lui si oppone per i socialisti Cesare Marini, altro volto storico del garofano calabrese. Il terzo candidato alle primarie è l’allora rettore dell’Università della Calabria, Giovanni Latorre, sostenuto dal movimento dei Prof e in corsa quale alternativa civica a quelle – politicissime – di Loiero e Marini. Le votazioni saranno precedute da un lungo dibattito, con tratti anche drammatici soprattutto quando Marini decise di ritirarsi dalla corsa con un intervento pieno di orgoglio socialista avendo riscontrato l’inossidabilità dell’accordo tra Ds e Margherita. Per Loiero dunque le porte del trionfo, che vennero suggellate dall’82% dei consensi alle primarie e poi dalla vittoria a valanga alle Regionali contro lo sfidante del centrodestra Sergio Abramo.

L’esperienza del 2014

Ma quelle del 2004 non furono le uniche primarie in Calabria. Il copione infatti venne ripetuto una decina di anni dopo, inizi di ottobre 2014, quando il centrosinistra ricorse ai gazebo – stavolta in senso letterale – per scegliere il candidato presidente della Regione tra gli sfidanti Mario Oliverio (volto storico della sinistra calabrese, all’epoca Pd), il giovane astro nascente Gianluca Callipo (sindaco di Pizzo, Pd, area Renzi) e Gianni Speranza (già sindaco di Lamezia Terme e anch’egli volto storico della sinistra calabrese). Un “triello” anche qui senza storia, con il netto successo di Oliverio che fu l’anticamera del suo trionfo alle Regionali di qualche settimana dopo. Un elemento da annotare: quando il centrosinistra in Calabria ha utilizzato le primarie per scegliere il candidato presidente della Regione ha poi finito sempre per centrare il bersaglio grosso. Dal 2014 a oggi non l’ha più fatto e il centrodestra ha sempre sbaragliato il campo… In generale, comunque, per il centrosinistra – nella ricostruzione dell’Agi – in 20 anni le primarie hanno perso progressivamente partecipazione: dai 4,3 milioni del 2005 agli appena 1,09 milioni del 2023. Dopo l’entusiasmo iniziale con Prodi, Veltroni, Bersani e Renzi, lo strumento si è indebolito insieme al Pd, tra sconfitte elettorali, scissioni e crisi interne. Ora il centrosinistra valuta nuove primarie per scegliere il candidato premier, ma resta incerto se e come si faranno. (a. c.)

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