‘Ndrangheta, l’interesse di La Rosa per un immobile a Roma e i 200 mila euro in contanti. «Lo sai chi è lui?»
Alessandro, figlio del presunto boss Francesco “u bimbu”, avrebbe fiutato l’affare per un investimento nella capitale. «Così faccio soldi puliti»
CATANZARO Un prestito da quasi 20 mila euro, l’asta per un immobile sito nel centro di Roma e l’interesse del figlio del presunto boss intenzionato a «fare soldi puliti». Danilo Abramo, l’imprenditore catanzarese coinvolto nell’inchiesta della Guardia di Finanza scattata ieri, avrebbe coltivato anche rapporti con la cosca La Rosa di Tropea e in particolare con Alessandro La Rosa, figlio del presunto boss Francesco “u bimbu”, condannato in primo grado a 20 anni nel processo Olimpo. A indicare la sua presunta caratura criminale sarebbe stato lo stesso Abramo in una conversazione intercettata con un suo collaboratore: «Lo sai chi è lui no?….Mancuso, Limbadi…è il figlio di Francesco La Rosa, u bimbu». Per l’imprenditore sono scattati ieri mattina gli arresti domiciliari, insieme all’avvocato Gennaro Pierino Mellea e a Roberto Mercurio. Tra le accuse, anche l’aver agevolato alcune cosche di ‘ndrangheta. Disposta invece la custodia cautelare in carcere per Alessandro La Rosa, ritenuto dagli inquirenti esponente come il padre dell’omonima ‘ndrina facente riferimento ai Mancuso di Limbadi.
Il prestito da 20 mila euro
Nel delineare i rapporti tra Abramo e La Rosa, gli inquirenti partono da un “prestito” che quest’ultimo avrebbe garantito all’imprenditore catanzarese per assicurarsi un immobile all’asta sito nel centro di Pisa. Una cifra di circa 20 mila euro che, per l’accusa, è «di più che probabile provenienza illecita considerata l’appartenenza di La Rosa all’omonimo clan». In un’intercettazione, Abramo rassicura i suoi soci riguardo la cifra mancante, che sarebbe stata garantita da «quello di Tropea», aggiungendo che «non c’è problema, l’ha promesso». Negli stessi giorni, rilevano gli investigatori tramite accertamenti bancari, Abramo avrebbe effettuato quattro versamenti dal valore di 16 mila euro, presumibilmente – è l’ipotesi – proprio la cifra data da La Rosa.
Il possibile investimento nel centro di Roma
Il figlio del boss avrebbe poi manifestato la volontà di investire in un immobile a Roma, in modo da aprire un B&B e garantirsi l’entrata di “soldi puliti”. «Io voglio comprare nel centro di Roma… così poi faccio soldi puliti…» è la frase chiave emersa dalle intercettazioni. Nel corso degli incontri sarebbero così emerse due occasioni di acquisto, un immobile sito nei pressi del Colosseo e uno in zona Tiburtina. Nel secondo caso, Abramo e La Rosa avrebbero discusso dell’investimento durante un incontro risalente ad ottobre del 2022: il figlio del presunto boss si sarebbe detto anche disponibile a mettere 200 mila euro in contanti per portare a termine l’acquisto, così come Abramo avrebbe pensato di intrecciare l’affare con uno relativo alla vendita di un suo capannone. «Ti posso dare sia contanti tutti e 200 e sia..». Una frase che, secondo gli inquirenti, dimostrerebbe la grande quantità di denaro a disposizione e «l’esigenza di riciclare» il denaro proveniente da attività illecite. Gli affari, comunque, per motivi non noti agli inquirenti, non sono stati poi portati a termine. (m.russo@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
