Reggio, l’altare della Graziella resta a metà: restauro a rischio e ponteggi verso lo smontaggio
Fondi insufficienti dopo la scoperta di una preziosa decorazione in foglia d’oro: l’appello dell’Associazione Ulysses al Comune
REGGIO CALABRIA Un gioiello del tardobarocco reggino rischia di restare a metà. È l’allarme lanciato questa mattina dall’Associazione Ulysses e dalla Parrocchia S. Maria di Loreto, che hanno voluto fare il punto sullo stato dei lavori di restauro dell’altare seicentesco della Chiesa della Graziella, nel quartiere Sbarre (in foto di copertina prima dell’intervento). Una situazione che si trascina ormai da quasi un anno: il cantiere è fermo, e la prospettiva concreta è quella di dover smontare i ponteggi, con il rischio di vanificare il lavoro fatto finora e di dover sostenere in futuro nuovi costi solo per rimontarli. A fare il punto sono stati l’architetto Pina Vitetta, vicepresidente dell’Associazione Ulysses, che segue il recupero dell’altare e dell’intera chiesa, insieme a Chiara Campanella, giovane restauratrice della ditta Desta Industrie che ha lavorato materialmente sull’altare.
I fondi non bastano: la scoperta che ha complicato tutto
Alla base dello stallo – hanno spiegato i promotori – c’è un problema economico: i fondi stanziati dalla Fondazione Carical coprono il 70% di quanto sarebbe servito, mentre le raccolte promosse dalla Parrocchia di Loreto – che ha in gestione la chiesa insieme all’Associazione – non sono bastate a coprire l’importo residuo. Un divario che si è aperto proprio durante i lavori, quando è emersa una decorazione in foglia d’oro di grande pregio, capace di rendere l’altare ancora più prezioso ma anche di renderne più costoso il restauro.
Da qui la volontà, ribadita oggi, di riportare al suo massimo splendore questo pezzo di arte barocca, definito un unicum nel complesso della chiesa. Un edificio che il Comune di Reggio Calabria acquisì negli anni Duemila utilizzando i fondi del Decreto Reggio, e che negli anni successivi è stato oggetto di un intervento sulla copertura, oltre che di un ampliamento dei locali attigui destinati ad attività per il quartiere: anche questi ambienti, hanno ricordato i promotori, necessitano ora di manutenzione.

La chiesa va restaurata nel suo complesso
E’ stato reso noto che l’Associazione ha lavorato con la Soprintendenza affinché il Ministero stanziasse 200.000 euro, la cui progettazione è già in corso, per intervenire sull’intero edificio e non lasciare l’altare come un intervento isolato: un accorgimento necessario, è stato spiegato, perché l’opera restaurata potrebbe comunque subire danni dall’umidità di risalita e dalle manutenzioni mai eseguite sul resto della struttura. «Al di là di polemiche che non vogliamo fare, perché non ci interessano», hanno chiarito i promotori, «questo è un bene comunale, quindi un bene di qualunque tipo di amministrazione, un bene dei cittadini». Per questo, hanno insistito, i lavori vanno ripresi il prima possibile: togliere ora le impalcature significherebbe dover sostenere in futuro il costo di rimontarle.
L’appello alla nuova amministrazione
L’auspicio è che la nuova amministrazione comunale – con cui, hanno riferito i promotori, è già stato avviato un dialogo tramite l’assessorato al Patrimonio – possa provvedere nei tempi più brevi possibili a reperire la somma necessaria a completare l’altare, quantificata in circa 15.000 euro. Per il resto dell’intervento sul complesso, sarà invece la Soprintendenza a gestire il prosieguo dei lavori e la spesa dei 200.000 euro ottenuti dal Ministero, definiti dai promotori come «faticosamente chiesti e ottenuti».
Non solo l’altare: un progetto di servizi per il quartiere
I promotori hanno tenuto a precisare che l’obiettivo non è mai stato quello di risanare soltanto la componente architettonica e artistica, ma di restituire al quartiere e alla città un luogo a norma, utilizzabile anche nelle sue sale adiacenti. A questo proposito hanno richiamato la recente convenzione tra Comune e Parrocchia di Loreto – aggiornata e rifirmata anche grazie al lavoro dell’Associazione – che specifica i compiti di manutenzione di ciascun ente e che lega al progetto un piano di attività socioculturali. Attività che, una volta ripristinate le condizioni di sicurezza, potrebbero portare la chiesa ad ospitare una piccola biblioteca di quartiere, eventi culturali e corsi di formazione. «Non ci saremmo mossi e non ci saremmo dispiaciuti dei ritardi solo per l’altare», hanno concluso i promotori, «ma perché è un intero progetto di servizi al quartiere che verrebbe meno».
Un patrimonio riconosciuto
La Chiesa della Graziella non è un edificio qualunque: è riconosciuta dal Ministero della Cultura fin dal 1980. Non è un caso isolato di attenzione verso l’edificio: già nel giugno 2025 il Comune aveva rinnovato per i prossimi trent’anni la concessione gratuita della chiesa e degli spazi annessi alla parrocchia di Santa Maria di Loreto, dando il via libera a un percorso pensato da don Umberto Lauro, cappellano della Graziella, e da don Stefano Ripepi, parroco di Loreto, per trasformare il complesso in un punto di riferimento stabile per il quartiere Sbarre, tra laboratori artistici e culturali e una biblioteca di quartiere. Un disegno che rende ancora più urgente evitare che l’altare resti a metà.
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