“Amano la Calabria più di noi”: la Consulta riapre il dialogo con dieci milioni di emigrati
Dopo sette anni di stop, l’organismo torna in presenza a Reggio Calabria: tra investimenti promessi e legami mai spezzati
REGGIO CALABRIA Arrivano da ogni angolo del pianeta, i rappresentanti della Consulta dei Calabresi nel Mondo che in questi giorni hanno riempito le sale istituzionali della Regione. Più di 35 delegati, scelti secondo la normativa regionale del 2018 a rappresentare comunità calabresi presenti in ogni continente, dall’Europa alle Americhe, dall’Australia a tutto il resto del mondo. Dietro di loro, un popolo molto più grande: circa 450 mila calabresi oggi iscritti all’AIRE, ma se si contano i discendenti di seconda e terza generazione la cifra sale fino a 10-11 milioni di persone. Una Calabria fuori dalla Calabria, più numerosa di quella dentro i suoi confini. l loro arrivo segna un momento che non capitava da sette anni: il ritorno in presenza di un organismo consultivo pensato per tenere vivo, attraverso un dialogo stabile e strutturato, il rapporto tra la Regione e chi quella terra l’ha lasciata senza mai davvero abbandonarla. Già ieri la Consulta con i suoi rapprentanti era stata protagonista della sessione inaugurale alla Cittadella regionale di Catanzaro, aperta dal vicepresidente della giunta Filippo Mancuso e curata, nel suo insediamento, dal consigliere regionale Orlandino Greco, delegato dal presidente Roberto Occhiuto ai rapporti con i Calabresi nel Mondo.
Reggio Calabria suggella il rapporto
Oggi i lavori si sono spostati a Reggio Calabria, nell’aula “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella sede del Consiglio regionale, moderati dal giornalista e portavoce Francesco Chindemi — un passaggio che ha un peso simbolico preciso: dalla sede della giunta a quella legislativa, come per suggellare istituzionalmente, con un gesto che vale quanto le parole, il legame tra chi è rimasto e chi da altrove non ha mai smesso di sentirsi calabrese. A inquadrare il senso tecnico e istituzionale della giornata è Cosimo Caridi, dirigente del Settore Calabresi nel Mondo, Relazioni Internazionali e Turismo delle Radici del Dipartimento Turismo della Regione: “Con la giornata odierna viene celebrata la ricostituzione della Consulta regionale dei calabresi nel mondo, che ieri ha avuto una prima giornata tenutasi alla Cittadella regionale a Catanzaro, nella sede della giunta regionale; oggi invece si suggella questo rapporto di questi rappresentanti dei calabresi nel mondo con il luogo legislativo per le elezioni del territorio regionale, che è il Consiglio regionale di Reggio Calabria”. Caridi precisa che i componenti sono individuati secondo il dettato normativo delle leggi del 2018, e rappresentano tutti i continenti, sia i Paesi europei che quelli extraeuropei. L’obiettivo, spiega Caridi, è “rinsaldare il legame tra i tanti calabresi che sono nel mondo”: diverse centinaia di migliaia sono oggi iscritti all’AIRE, l’elenco dei residenti all’estero, ma si calcola che tra i 7 e gli 8 milioni siano i discendenti di seconda e terza generazione partiti dalla Calabria per andare a vivere in altre nazioni, “dove però hanno sempre rappresentato degnamente i nostri valori”. La Consulta, ricorda Caridi, è un organo consultivo presieduto dal presidente della giunta regionale, con la funzione di aiutare l’esecutivo a mettere in atto politiche a sostegno di questo rapporto — “sia in entrata che in uscita”, precisa: da un lato creando le condizioni per attrarre un turismo di ritorno, il turismo delle radici; dall’altro, come sta facendo l’esecutivo guidato dal presidente Occhiuto, costruendo un rapporto per l’attrazione degli investimenti, “perché ci sono molti calabresi nel mondo che hanno fatto successo, sono imprenditori di successo, magari guidano anche grossi gruppi imprenditoriali finanziari e non, e quindi hanno una volontà e una capacità, purché noi creiamo le condizioni idonee per investire in Calabria”. Sullo stesso passaggio, dalla sede legislativa, si sofferma anche il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo che attribuisce il merito dell’operazione a Greco ma non solo a lui: “anche di tutti noi consiglieri regionali”, precisa, come se il ritorno in presenza di questo organismo fosse un risultato collettivo prima ancora che politico. Due giornate fitte, spiega Cirillo, in cui i confini tra gli argomenti si sfumano l’uno nell’altro: si parla di cultura e subito dopo di economia, di radici e un attimo dopo di turismo, perché in fondo sono la stessa cosa vista da angolazioni diverse. Non è un caso, sottolinea, che si insista tanto sull’aspetto economico: dietro molti consultori ci sono imprenditori, alcuni di peso internazionale, che grazie a questo dialogo ritrovato tornano a guardare alla Calabria non solo come luogo della memoria ma come terreno di investimento — un percorso avviato dal presidente Occhiuto già nella prima legislatura e che la seconda sta provando a consolidare, in una regione sempre più attraente agli occhi di chi cerca dove investire, come raccontano ormai anche le testate internazionali. C’è quasi una tenerezza, nelle parole di Cirillo, quando dice che questi calabresi lontani “forse amano ancora di più di noi la nostra regione”. Lo si intuisce dal modo in cui ne parlano nei Paesi dove vivono, fuori dai confini italiani, e dalla voglia — non semplice disponibilità, proprio voglia — di portare investitori qui, in questa terra che hanno lasciato ma mai smesso di sentire propria. Anche il turismo delle radici, aggiunge il presidente, prosegue il suo corso sostenuto da progetti che non si possono permettere di restare a metà: se la Calabria vive storicamente di turismo e agricoltura, il turismo delle radici ne è diventato un pilastro a sé. Il cambio di passo, conclude Cirillo, è ormai un fatto acquisito, visibile “sotto gli occhi di tutti i calabresi” — quelli di qui e quelli, molti di più, sparsi nel mondo
Investire sui giovani, per non perdere la prossima generazione
Ad allargare lo sguardo su un terreno più intimo, e insieme più politico, è l‘assessore regionale all’Istruzione, allo Sport e alle Politiche Giovanili Eulalia Micheli, che sceglie di partire da una domanda semplice solo in apparenza: cosa significa essere calabresi per un ragazzo nato altrove, cresciuto tra racconti di famiglia e una terra mai vista? Non basta la nostalgia a tenere insieme un’identità, dice in sostanza l’assessore: serve una comunità capace di generare relazioni vere. Un ragazzo che arriva in Calabria per la prima volta può partire mosso da semplice curiosità e ripartire con una consapevolezza nuova — un legame che prima esisteva solo per sentito dire, tramandato attraverso racconti e affetti familiari, e che improvvisamente diventa esperienza diretta. Micheli entra nel concreto: ci sono già programmi di scambio attivi tra le scuole calabresi e quelle delle comunità calabresi all’estero, pensati perché studenti di mondi diversi possano conoscersi, lavorare fianco a fianco, studiare la stessa storia da prospettive diverse. E ci sono i percorsi universitari, con le occasioni per far conoscere gli atenei calabresi, i centri di ricerca, le imprese del territorio. Un segnale arriva già dai numeri: nelle università calabresi si registra un’inversione di tendenza sui programmi Erasmus, con un numero crescente di studenti stranieri che scelgono proprio gli atenei della regione — molti dei quali, sottolinea l’assessore, proprio in virtù di un legame familiare con la Calabria. “Si torna per conoscere”, riassume Micheli, “conoscere per comprendere e comprendere per appartenere a qualcosa”. Dietro queste parole, assicura l’assessore, non c’è un concetto astratto ma scelte già in campo: oltre 61 milioni di euro destinati a interventi che riguardano direttamente le scuole calabresi, gli studenti e le opportunità educative, insieme a investimenti significativi sul potenziamento delle competenze linguistiche. L’idea è che chi arriva possa scoprire una lingua che non conosceva, una tradizione mai vissuta prima, un ateneo in cui studiare, un territorio in cui investire, una persona con cui costruire insieme un progetto. Una visita, in questa prospettiva, può diventare un legame; un legame può diventare un’opportunità; un’opportunità può trasformarsi in una nuova storia calabrese. “Perché la Calabria che vogliamo raccontare ai nostri giovani nel mondo”, conclude Micheli, “non è soltanto quella da cui sono partiti i loro nonni, è quella che oggi li aspetta con qualcosa da conoscere, da vivere e da costruire insieme”.
La voce del governo: i risultati per gli italiani all’estero
Al centro della giornata, tra l’altro, il ruolo delle istituzioni a sostegno delle comunità all’estero. A intervenire su questo fronte, portando il punto di vista dell’esecutivo nazionale, è stato l’onorevole Simone Billi, presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo, che ha voluto ricordare una serie di risultati concreti ottenuti dall’attuale governo di centrodestra per i connazionali residenti all’estero: dalla possibilità di rinnovare la Carta d’identità elettronica anche in Italia, alla CIE con validità permanente per gli over 70; da SPID e PosteID gratuiti al codice fiscale online, fino all’integrazione dell’AIRE nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Billi ha citato anche il rafforzamento del personale della rete consolare — con contrattisti, amministrativi e funzionari — gli interventi sulle pratiche di cittadinanza, compresi quelli avviati a Roma, e la riduzione da 48 a 36 mesi dei termini per alcuni procedimenti di cittadinanza, oltre al riacquisto della cittadinanza stessa. Ha ricordato inoltre il potenziamento della rete consolare a Madrid, Bruxelles ed Edimburgo, la possibilità di estendere da 6 a 9 anni la permanenza del personale scolastico degli enti gestori, e la deroga ai 18 mesi di permanenza alla Farnesina per i neoassunti, pensata per garantire più personale nei Consolati. “Posso assicurare che abbiamo una maggioranza forte e un governo che ha lavorato su due fronti”, ha detto Billi. Il primo, quello della stabilità e della credibilità internazionale del Paese — “condizioni fondamentali per creare maggiore ricchezza e migliori servizi per i cittadini” — richiamando il miglioramento del rating, la riduzione dello spread, i conti pubblici sotto controllo, l’occupazione ai massimi e la disoccupazione in forte calo. Il secondo fronte, quello della riduzione delle tasse e del sostegno al lavoro: la riduzione dell’IRPEF da quattro a tre aliquote, il taglio del cuneo fiscale, la detassazione dei premi di risultato, gli esoneri per le madri lavoratrici, la super-deduzione per le imprese che assumono e il regime forfettario esteso fino a 85mila euro. Billi ha collocato questi risultati dentro un contesto internazionale definito “molto difficile, segnato dalle guerre”, e su pesanti eredità sui conti pubblici, richiamando in particolare l’impatto del Superbonus, stimato in circa 200 miliardi di euro complessivi, con un peso ancora nell’ordine di 10 miliardi nel 2025 a fronte di una manovra finanziaria complessiva di circa 20 miliardi. “Abbiamo risolto tutti i problemi? No”, ha ammesso, “ma abbiamo ottenuto risultati concreti e posto le basi per un futuro più solido”. L’obiettivo dichiarato è consolidare questo percorso nella prossima legislatura, “dopo la vittoria del centrodestra alle politiche del 2027”. Chiudendo il suo intervento, Billi ha voluto sottolineare di rappresentare “con stima e orgoglio anche i tantissimi calabresi che vivono all’estero e che mantengono ogni giorno un legame fortissimo con la Calabria e con l’Italia”.
Le somme di Greco: “Un’emozione che lascia il segno”
A tirare le fila della due giorni, chiamato a bilanciare un ritorno atteso sette anni, è lo stesso Orlandino Greco. “È stato entusiasmante, è stato emozionante”, racconta, “vedere i rappresentanti della Calabria che dal mondo intero sono venuti qua a testimoniare un amore smisurato verso la propria terra e soprattutto un rinnovato impegno per le politiche verso i calabresi nel mondo, ma per le politiche e per la Calabria in generale”. Un’emozione che Greco dice di aver letto negli occhi dei partecipanti, molti dei quali — tra cui numerosi giovani consultori — hanno scoperto per la prima volta, attraverso i video proiettati durante i lavori, luoghi e immagini della terra d’origine. Nel corso della due giorni, ricorda Greco, si è discusso di rientro e ripopolamento della Calabria, ragionando sulle condizioni per favorire il trasferimento di residenza di calabresi all’estero verso la regione d’origine; del ruolo di associazioni e federazioni dei calabresi nel mondo; e del tema dell’export, definito “il veicolo più importante” attraverso cui le comunità all’estero possono generare valore per il territorio. “Una bella Calabria”, commenta, “una Calabria accogliente, ospitale, orgogliosa della propria storia, delle proprie origini e soprattutto fiduciosa del proprio futuro”. Interpellato su un possibile ruolo dei calabresi all’estero come ambasciatori del Made in Calabria, Greco non ha dubbi: “In assoluto già loro lo sono”, ricorda, richiamando l’istituzione della figura dei testimonial, personalità di rilievo che con le proprie azioni parlano di Calabria nel mondo. Le comunità all’estero, aggiunge, rappresentano già la maggior parte delle associazioni e federazioni attive, veicolano i prodotti calabresi “con grande determinazione” e ne fanno conoscere le bellezze non solo in ambito italiano, ma nei rispettivi contesti sociali e professionali dei Paesi in cui vivono. A fronte di una popolazione regionale di circa un milione e 800mila abitanti, ribadisce Greco, sono circa 450mila i calabresi iscritti all’AIRE, ma il numero complessivo dei calabresi nel mondo — prima, seconda e terza generazione — supera i 10 milioni: “Numeri importanti, che sono un veicolo straordinario per dimostrare quanto la nostra terra sia meravigliosa”. E alla domanda su cosa la Regione chieda ai calabresi all’estero, e cosa questi ultimi chiedano a loro volta, Greco risponde con una frase che pesa più di un bilancio di fine lavori: “Loro non chiedono niente, loro chiedono di potersi impegnare per contribuire a migliorare ancora di più la propria terra”. Da parte della Regione, conclude, “chiediamo di continuare ad amarla, di lavorare insieme a noi per sviluppare ancora di più l’accoglienza turistica, per sviluppare ancora di più la conoscenza delle bellezze inesplorate della nostra terra e soprattutto per essere veicolo delle nostre eccellenze, dei nostri prodotti, della nostra cultura, delle nostre intelligenze e soprattutto della nostra storia e delle nostre tradizioni”.
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