Mastella torna al centro e guarda alla Calabria: «Avviamo un processo costituente» – VIDEO
Il leader di Noi di Centro a Rende. Principe: «Ci manca la Prima Repubblica». Caruso: «Il centro può sostenere una coalizione progressista, riformista e moderata»
RENDE Clemente Mastella torna a giocare la sua partita al centro e questa volta sceglie Rende e la Calabria per proseguire nel suo personalissimo tour in tutta Italia. Il leader di Noi di Centro chiama a raccolta sindaci e vecchi amici coinvolgendoli in un campo politico dove lo spazio per i centristi è stretto ma, evidentemente, ancora contendibile. Più che una semplice visita, la tappa di Rende segna l’inizio di un percorso che Mastella intende proseguire con la bussola orientata verso il centro trasformando la presenza sul territorio in consensi. In molti sono convinti del fatto che senza centro non si vinca, ma in Italia dar vita ad un’area moderata equidistante dagli estremi pare compito assai arduo. «Si fa, ma si fa male, però rimane l’assioma che senza il centro non si vince, da una parte e dall’altra, sia pensando agli equilibri politici e sia al dato aritmetico: dobbiamo andare al di là di questi termini valoriali, recuperare alcuni elementi che sono fondamentali mitigando asprezze e litigi».
Il centrosinistra “sbiadito” e l’avanzata di Vannacci
Mastella definisce i contorni del perimetro entro il quale Noi di Centro intende condividere valori e progetti politici ed affonda il colpo quando tratteggia il profilo del campo largo. «Un centrosinistra sbiadito, francamente non mi piace, non mi convince, peraltro vedo che questo “centro largo” o “campo largo” è animato da quattro personaggi ma in realtà sono tre i partiti, quindi anche questa cosa è un po’ singolare». Se Sparta piange, Atene non ride. Nel centrodestra, il confronto è serrato, le alleanze traballano, il futuro è decisamente più nebuloso rispetto a qualche mese fa. E poi c’è Vannacci. «A differenza della Francia e della Germania, la destra in Italia è contesa da Vannacci, dalla Lega in caduta libera e dalla stessa Fratelli d’Italia. Futuro Nazionale non arriverà mai al di là del 10%, però è una cifra notevole, i risultati si vedranno già nelle elezioni suppletive di Reggio Calabria».
Alleanze e alleati
Ma chi sono i possibili alleati di Mastella? «Sento Renzi, ma sento anche altri, in realtà sono in Calabria per avviare questo processo costituente volto alla ricreazione del centro e anche in Calabria guardiamo a sinistra, non posso guardare da un’altra parte», anche se – ribadisce il primo cittadino beneventano – «nel centrosinistra, le cose non vanno benissimo, agli elettori non frega nulla delle primarie, di chi vince e chi vede, alla gente interessa il costo in aumento delle bollette».
L’incontro con Principe e Caruso
Tra i sindaci che hanno accolto l’invito istituzionale di Mastella, ci sono Sandro Principe e Franz Caruso. I primi cittadini di Rende e Cosenza partecipano al tavolo dei lavori e condividono pensieri e preoccupazionio espresse dall’ex ministro e ispiratore di numerosi partiti centristi. C’è ancora spazio per il centro? Chiediamo a Principe. «E’ una domanda complicata, a mio avviso la crisi delle democrazie europee dipende da due fattori: la crisi della cultura cattolico-popolare e della cultura social-democratica, se andate a vedere in tutti i paesi in cui queste culture che hanno fondato l’Europa, hanno portato la democrazia, il welfare. In tutti i paesi europei a democrazia parlamentare c’è una discesa verticale di queste due culture». Per il sindaco di Rende, quella di oggi deve essere definita una «democrazia dell’alternativa, si possano comporre poli contrapposti con estremi sia per la parte del centrosinistra che del centrodestra, ma con gli estremi non si governa». Partendo da questa analisi, «ho accolto volentieri, l’invito di Clemente Mastella, grande esponente della Democrazia Cristiana che ci manca, come ci manca il partito socialista, parliamo di un uomo che ha dato un grande contributo ai successi della Prima Repubblica, che spesso voi giornalisti vituperate». Nel commento conclusivo, Principe riporta indietro la memoria. «30 anni fa cosa c’era in Italia? C’era la vituperata da voi, non da noi, Prima Repubblica».
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In un mondo che oscilla tra due estremi, il centro assume un ruolo determinante, dice ai nostri microfoni il sindaco di Cosenza, Franz Caruso. «In un mondo al contrario, il centro può essere un’opzione politica a sostegno di una coalizione progressista, riformista, alternativa alla destra che oggi governa il Paese e vuole imporsi anche nel resto d’Europa». E’ una forza moderata. «Quella del cattolicesimo democratico, del socialismo riformista, dell’ambientalismo progressista che può ritrovarsi in quella parte moderata della politica che è necessaria per consentire ad una coalizione di affermarsi». Il primo cittadino bruzio è sicuro: «Gli estremi in Italia non vincono, oggi governano, ma a vincere non era stata una coalizione estremista, si sta dimostrando tale nei fatti, dobbiamo creare le condizioni per proporre una soluzione alternativa, progressista, moderata». (f.benincasa@corrierecal.it)
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