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La cerimonia

Siracusano: «I borghi calabresi devono tornare a vivere e ripopolarsi»

La sottosegretaria all’intitolazione di un viale di San Giovanni di Gerace all’ex sindaco Fortunato Cavaleri

Pubblicato il: 12/09/2026 – 22:15
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REGGIO CALABRIA “Negli ultimi decenni molti piccoli borghi, soprattutto quelli collinari e montani, hanno dovuto fare i conti con un progressivo e significativo spopolamento. Ultimamente, però, è cresciuta l’attenzione verso queste realtà, anche da parte del governo nazionale, nella consapevolezza delle straordinarie potenzialità che questi territori esprimono. I nostri piccoli centri rappresentano uno straordinario patrimonio di storia, cultura, tradizioni, identità e bellezza, ma anche una grande opportunità sul piano turistico ed economico. Sono realtà che dobbiamo custodire, ma soprattutto sostenere e valorizzare, creando le condizioni perché possano tornare a essere luoghi vivi, attrattivi e capaci di offrire nuove opportunità”. Così Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, in occasione dell’intitolazione di un tratto del viale di circonvallazione di San Giovanni di Gerace (Reggio Calabria) all’avvocato Fortunato Cavaleri. “Questa giornata – ha dichiarato – rappresenta un’occasione preziosa per ricordare la figura dell’avvocato Fortunato Cavaleri, sindaco di San Giovanni di Gerace negli anni Cinquanta, e, attraverso la sua memoria, accendere anche i riflettori sulle realtà dei nostri borghi collinari e dei nostri piccoli centri. L’intitolazione di un viale all’avvocato Cavaleri, che ha rappresentato per la vostra comunità un importante punto di riferimento istituzionale e civile, non è soltanto un omaggio al passato, ma anche un’occasione per riflettere sul presente e, soprattutto, sulle prospettive future di questi territori”. “L’auspicio – ha osservato Siracusano – è che borghi unici come San Giovanni di Gerace, e tanti altri in Calabria e in tutto il nostro Paese, possano lentamente rinascere, ripopolarsi e ritrovare una rinnovata dinamicità, senza perdere le proprie radici e la propria identità”.


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