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Carburanti

Benzina da record: giovedì il nodo sugli aiuti

Per il Codacons l’attuale intervento non è più sufficiente

Pubblicato il: 12/09/2026 – 21:30
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ROMA La benzina tocca un nuovo record storico. Il prezzo medio del self service sulla rete autostradale è arrivato a 2,192 euro al litro, superando il picco di 2,184 euro toccato il 14 marzo 2022. Sulla rete ordinaria la verde si ferma a 2,100 euro, mentre il gasolio sale rispettivamente a 2,285 euro in autostrada e 2,208 sulla rete stradale. Numeri che sollecitano un intervento, anche alla luce dell’impennata di questi giorni del prezzo del petrolio, sui livelli massimi di sempre, lasciando prevedere ulteriori rincari. La premier Giorgia Meloni, dopo il Cdm di giovedì scorso che ha prolungato lo sconto fino al 17 settembre, ha assicurato che “nuovi provvedimenti” sui carburanti sono “in arrivo la prossima settimana”. La premier ha quindi promesso “un provvedimento facile, immediato per i cittadini che non crei confusione” dicendosi ottimista che i primi della settimana prossima, o comunque al massimo durante la settimana prossima, arriveremo con il provvedimento”. Il Consiglio dei ministri è già previsto per lunedì, ma è convocato per deliberare le esequie di Stato per Emma Bonino e Raffaele Costa. Un nuovo Cdm è quindi atteso entro giovedì. Il governo si trova davanti al rebus delle coperture e, parallelamente, alla necessità di individuare un intervento politicamente sostenibile, visti di dubbi emersi in maggioranza sul ricorso a bonus basati su soglie Isee. L’ipotesi di fondo resta quella di concentrare gli aiuti sulle categorie maggiormente esposte, archiviano misure generalizzate considerate troppo onerose per i conti pubblici. In questo modo però, senza più il taglio delle accise, per la generalità degli automobilisti il gasolio si avvicinerebbe alla soglia dei due euro e mezzo. La richiesta di estendere lo sconto anche alla benzina arriva con forza dalle associazioni dei consumatori. Per il Codacons, l’attuale intervento non è più sufficiente e occorrono “provvedimenti straordinari” che includano anche la benzina. L’Unione nazionale consumatori chiede inoltre “controlli a tappeto” contro eventuali speculazioni, con verifiche sui prezzi comunicati ed esposti alla pompa. Il quadro europeo mostra, intanto, quanto il problema italiano sia legato sia all’andamento del mercato sia alla struttura fiscale dei prezzi dei carburanti. Secondo un’analisi dell’Adusbef, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il gasolio in Italia è aumentato del 26%, pari a circa 44 centesimi al litro, contro una media europea del 30%. Per la benzina l’incremento italiano è stato invece del 23%, superiore al 21% medio dell’Ue. Ma in Italia le imposte incidono per il 51,1% sul prezzo finale della benzina, contro una media europea del 47,6%. Sul diesel la quota italiana è intorno al 43%, a fronte del 39,7% nell’Ue. Dati che alimentano la pressione per una riduzione più strutturale del carico fiscale, andando oltre le soluzioni temporanee.


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