Il rebus Vannacci sulle suppletive di Reggio Calabria
La candidatura di Giannetta scompagina gli equilibri del centrodestra e accende la sfida con Forza Italia. Il voto del 27 e 28 settembre può diventare un banco di prova per la coalizione
CATANZARO Seppure non dovesse rivelarsi un test a valenza nazionale, come molti commentatori si sforzano di dimostrare da quando il fattore Vannacci è pesantemente intervenuto nella questione delle suppletive di Reggio, scompaginando probabilmente un copione già scritto, certo è che il voto in agenda il 27 e 28 settembre nel collegio di Reggio Calabria e provincia, per aggiudicarsi il seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro, promette di trascinarsi dietro conseguenze non indolori per il futuro stesso della coalizione di centrodestra che ormai da ben più di un lustro regge le sorti della Calabria. E questo, a maggior ragione, nell’anno che precede l’appuntamento con le politiche del 2027, in primavera o in autunno che dir si voglia. A darne chiara dimostrazione è stato lo stesso governatore Roberto Occhiuto, con la reazione immediata e veemente all’annuncio, in pieno agosto, della candidatura di Domenico Giannetta. Fino ad allora considerato un moderato, Giannetta ha improvvisamente, o quasi, smesso il doppiopetto di capogruppo di Forza Italia alla Regione per indossare la casacca futurista, adottando, solo in qualche raro passaggio per la verità, anche la terminologia ruvida e militaresca dell’ex generale e dei suoi accoliti, anche calabresi. Una scelta, non del tutto inaspettata forse – e se così non fosse la questione sarebbe ancora più grave per il suo ex partito – che ha scombussolato in parte gli equilibri e i piani del centrodestra, aprendo la strada a tutta una serie di interrogativi sugli assetti futuri della coalizione.
Le fibrillazioni in Forza Italia
A questo si è aggiunta una serie di adesioni sparse e di fughe in avanti verso FN da parte di esponenti forzisti con persistente mal di pancia, che hanno aumentato il grado di tensione all’interno dell’intero centrodestra calabrese. Situazioni di malessere che, evidentemente, serpeggiavano da tempo all’interno del corpaccione azzurro, lo stesso che solo qualche mese addietro aveva fatto parlare di una Calabria sempre più regione guida del forzitalismo italiano. Il fenomeno Vannacci, e il vannaccismo in salsa calabra, è stato solo in parte mitigato dalla notizia dei 70 tesserati che, appena annunciata la loro adesione a FN, si sarebbero già chiamati fuori, tra conferme e smentite. Al momento, comunque, il confronto è fatto soprattutto di slogan e proclami da una parte e dall’altra. «Siamo noi l’unica novità», assicura il generale, che proclama: «Possiamo vincere, abbiamo un candidato fortissimo e reggino, al contrario del centrodestra che propone un romano, che lo Stretto l’ha visto solo in cartolina». Da Forza Italia si tende invece a minimizzare, mentre anche FdI e Lega, oltre ad alcuni esponenti di primo piano della destra reggina come Giuseppe Scopelliti, confermano il loro sostegno al candidato Fabio Roscioli, tesoriere azzurro e uomo dell’entourage di Marina Berlusconi. «Alle suppletive – si sottolinea da quelle parti – conta l’appartenenza, non l’opinione». Il Reggino, e le ultime tornate elettorali, così come persino il risultato del referendum, lo avrebbero dimostrato secondo gli azzurri, «è una roccaforte per Forza Italia. Soprattutto per la capacità di mobilitare la partecipazione dell’elettorato territoriale».
Aspettando Giorgia
Certo, siamo soltanto alle prime schermaglie di una campagna elettorale che si preannuncia tosta. E c’è anche un terzo incomodo da non sottovalutare: il candidato del centrosinistra, il cardiologo Frank Benedetto. Una sfida che vedrà impegnati direttamente anche i big nazionali, a partire dalla premier Giorgia Meloni e dal leader dei berlusconiani Antonio Tajani. «Noto una tentazione diffusa di rincorrere Vannacci. Ma lo reputo un errore strategico», ha tagliato corto il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale di Forza Italia, in prima linea nella disfida con l’ex generale della Folgore. «Il centrodestra – ha aggiunto – non ha bisogno di Vannacci. Ha una risorsa fondamentale per vincere: Giorgia Meloni. In campagna elettorale è formidabile».
Aspettando Giorgia. (redazione@corrierecal.it)
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