Papa Leone, stop alla spending review. Aumentano del 10% gli stipendi dei cardinali
Il provvedimento firmato il primo settembre
ROMA «Quelle misure di contenimento salariale adottate dal mio predecessore furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia e possono ora essere superate». Con queste parole Papa Leone XIV ha revocato il taglio agli stipendi dei cardinali introdotto da Francesco nel 2021, restituendo il 10% delle retribuzioni sottratto durante la fase più dura dell’emergenza Covid. Il provvedimento, firmato il primo settembre, è stato reso pubblico oggi, nel giorno del 71° compleanno del Pontefice. La decisione chiude una delle misure simbolo dell’austerity dell’epoca di Papa Francesco, durante la pandemia, per mettere in sicurezza i conti della Santa Sede e tutelare i posti di lavoro. La scelta era maturata mentre la pandemia aveva fatto crollare numerose entrate, dal turismo religioso alle visite ai Musei Vaticani, fino alle altre attività che alimentano le risorse della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. La stretta non riguardava però soltanto i cardinali. Francesco aveva disposto una decurtazione dell’8% per i dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e degli enti collegati inquadrati nei livelli C e C1, cioè le fasce dei capi e dei segretari dei Dicasteri, mentre per chierici e religiosi era prevista una riduzione del 3%. Era stato inoltre congelato per tutto il personale il meccanismo degli scatti biennali di anzianità; per i dipendenti laici il blocco interessava dal quarto livello in su, lasciando fuori le retribuzioni più basse. Ora Leone XIV considera superata quella fase emergenziale.
