Legge elettorale, l’affondo di Irto: «La truffa del centrodestra. Niente preferenze e donne escluse»
Il senatore e segretario del Pd calabrese boccia il testo varato dal Senato: «Non ha niente a che fare con la democrazia»
LAMEZIA TERME «È una legge truffa. Cucita su loro misura perché hanno paura di perdere alle elezioni. Una leggina elettorale che non ha niente a che fare con la rappresentanza e la democrazia. Non rimette le preferenze, lascia i capilista bloccati, esclude le donne e i fuorisede». Lo scrive sui social Nicola Irto, senatore e segretario regionale del Pd, commentando il via libera della legge elettorale a Palazzo Madama (ora il testo torna alla Camera per il passaggio finale). Secondo Irto con la legge varata oggi dal Senato i partiti del centrodestra «hanno sequestrato il Parlamento, mentre le famiglie affrontano il carovita, i giovani vanno via e il Paese è letteralmente fermo».
Il no al subemendamento Pd
Irto era il primo firmatario del subemendamento del Pd sulle preferenze libere sul quale il governo si era rimesso al voto dell’aula e che è stato successivamente “cassato” dalla maggioranza di centrodestra dopo aver creato qualche tensione nella coalizione di governo. «Giorgia Meloni – aveva detto in quell’occasione Irto – ha perso l’occasione di dare una legge elettorale dignitosa e democratica agli italiani. Con i loro listini bloccati, stanno dicendo agli italiani “non siete liberi di scegliere”. Ma questo dice anche quello che questo governo è: un monumento ingessato della totale incoerenza». «Le preferenze sono state una battaglia storica di Giorgia Meloni e i suoi. Ma questo è l’ennesimo slogan di quartiere di questa destra: le preferenze valgono solamente quando fanno comodo ai loro annunci. Finché non arriva il momento di applicarli davvero», aveva poi aggiunto Irto in un’intervista a Qn. (c. a.)
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