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Scuola, prima campanella per 240mila studenti: la Calabria fa i conti con il calo demografico

Al via oggi il nuovo anno scolastico 2026/2027. La Cisl denuncia anche il taglio di 55 cattedre di potenziamento

Pubblicato il: 15/09/2026 – 11:40
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CATANZARO Sono 240.859 gli studenti calabresi tornati questa mattina tra i banchi per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. Numeri importanti, che però raccontano anche l’altra faccia della scuola calabrese: quella di una popolazione studentesca destinata progressivamente a ridursi sotto il peso del calo demografico. La provincia con il maggior numero di alunni resta Cosenza, con 84.439 studenti, seguita da Reggio Calabria con 68.996, Catanzaro con 44.166, Crotone con 23.385 e Vibo Valentia con 19.873. Nel dettaglio, 145.099 studenti frequentano gli istituti comprensivi, mentre 86.034 sono iscritti alle scuole secondarie di secondo grado. Altri 5.995 frequentano gli istituti omnicomprensivi e 3.731 i convitti nazionali.

Il peso del calo demografico

Dietro la fotografia del primo giorno di scuola c’è però un dato destinato a pesare sempre di più sull’organizzazione della rete scolastica regionale. Tra il 2025 e il 2028, infatti, la popolazione calabrese tra zero e 19 anni è prevista in diminuzione del 5,9%. Il calo più consistente riguarda i bambini tra i 5 e i 9 anni, per i quali la contrazione prevista supera il 10%: -10,18%, più di uno su dieci. È proprio nella fascia della scuola primaria che il fenomeno appare più marcato. A Catanzaro la diminuzione attesa è dell’11,65%, a Cosenza dell’11%, a Reggio Calabria del 9,08%, a Crotone del 9,06% e a Vibo Valentia dell’8,48%. Un andamento che, nel medio periodo, rischia di tradursi in meno classi, accorpamenti e un’ulteriore razionalizzazione degli istituti, soprattutto nelle aree interne e nei territori già maggiormente segnati dallo spopolamento.

Le emozioni del primo giorno

Per gli studenti, intanto, la prima campanella resta soprattutto il momento del ritorno in classe. All’Istituto tecnico industriale “Ercolino Scalfaro” di Catanzaro c’è chi racconta di essere «in ansia ed emozionato» per l’inizio di una nuova esperienza e chi spera semplicemente di ottenere risultati migliori rispetto all’anno precedente. Tra le materie che preoccupano maggiormente compaiono matematica, italiano e le discipline dell’indirizzo informatico. Opinioni diverse anche sul divieto di utilizzare gli smartphone durante le lezioni. Per alcuni studenti si tratta di una misura giusta, per altri di un limite poco utile considerati i diversi utilizzi del telefono anche in ambito scolastico. Ma al di là di ansie, aspettative e nuove regole, il primo giorno conserva il suo significato più semplice: ritrovare compagni e professori e ricominciare. Sul fondo, però, resta il dato più pesante: ogni anno, in Calabria, quella prima campanella suona per una platea sempre più ridotta.

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