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la lettera

Crotone, inchiesta “Teorema”: Rosaria Luchetta scrive al ministro Nordio: «Ho chiesto di essere sentita, nessuno mi ha ascoltata»

L’indagata è stata posta agli arresti domiciliari dal 17 aprile 2026. «Nessuno può privare un cittadino di parlare o difendersi»

Pubblicato il: 16/09/2026 – 9:58
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CROTONE Rosaria Luchetta, indagata dalla procura di Crotone nell’inchiesta denominata “Teorema” e posta agli arresti domiciliari dal 17 aprile 2026 ha deciso di prendere carta e penna e inviare una missiva all’attenzione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Presidente del Tribunale Penale di Crotone e al Presidente del Tribunale Penale di Catanzaro. Nella lettera, l’indagata dice: «ho mantenuto il silenzio perché sono rispettosa della Giustizia e del lavoro della magistratura, ma ho subito un grave torto, avevo
chiesto di essere risentita dalla Procura, ma nessuno mi ha voluto sentire.
Vengo a scoprire grazie al nostro avvocato Sabrina Rondinelli, solo il 16 luglio, che gli altri coindagati sono stati risentiti anche più giorni, come se la voce degli altri sia più importante della mia e di quella di mio marito Luca Bisceglia anche lui indagato. Nessuno può privare un cittadino di parlare o difendersi è questo diritto è stato negato». «Mi dispiace dirlo – aggiunge l’indagata – ma da questa vicenda ho compreso che ci sono stati arresti di serie A e arresti di serie B, questo uno Stato di Diritto non se lo può permettere. Veniamo a sapere che le dichiarazioni degli altri coindagati ora sono nel nostro fascicolo come capi di accusa, allora perché non hanno risposto alla nostra istanza di riascoltarci? Perché questo giudizio di condannarci prima del tempo?». «Sono mamma di due bambine, sto perdendo la quotidianità delle mie figlie, I’inizio della loro scuola, i loro momenti, ma non ne voglio perdere ancora – conclude Luchetta – chiedo pertanto una verifica di quanto detto e mi affido per le mie bambine alla Giustizia che ponga fine a questo grave errore nei nostri confronti». (f.b.)

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