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«Ora basta, la provincia di Vibo è sempre penalizzata». Alla Cittadella la protesta dei vibonesi sulla sanità – FOTO

Comitati e sindaci vibonesi di fronte la Regione chiedono il reinserimento nella rete dell’Emodinamica H24 e protestano contro la ripartizione «vergognosa» dei fondi

Pubblicato il: 17/09/2026 – 14:05
di Marco Russo
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CATANZARO «Quanto vale la vita di un calabrese per lo Stato italiano?». Una domanda impressa su uno dei tanti striscioni che stamattina hanno accompagnato la protesta indetta dai comitati civici di fronte la Cittadella regionale. A sostenere la manifestazione, che fa seguito alle forti polemiche provocate dalla delibera n.400 della Giunta regionale sull’Emodinamica calabrese, l’osservatorio civico Città Attiva, i comitati San Bruno, Costa degli dei e Sulla Nostra Pelle. Decine le persone che si sono riunite di fronte gli uffici della Regione, alzando la voce contro le gravi criticità della sanità vibonese. Le associazioni avevano invitato anche sindaci e istituzioni: un appello, però, accolto solo da pochi primi cittadini, nonostante nell’ultima Conferenza avessero affiancato i cittadini nel manifestare il proprio dissenso contro la soluzione dell’emodinamica itinerante. Tra questi il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, di Serra San Bruno Alfredo Barillari, di San Nicola da Crissa Giuseppe Condello, di Monterosso Calabro Antonio Lampasi.

«La provincia più penalizzata»

Sono due, in particolare, le delibere al centro della protesta: quella sul Piano di riparto del fondo sanitario regionale e quella relativa all’Emodinamica vibonese. «Vibo Valentia viene costantemente penalizzata» è l’accusa mossa da Daniela Primerano, rappresentante dell’osservatorio civico Città Attiva. «Ancora una volta con l’ultimo Piano di riparto del fondo sanitario si conferma il trattamento penalizzante riservato alla nostra provincia. Noi facciamo il confronto, solo per numero di abitanti, con Crotone: rispetto all’Asp crotonese riceviamo 100 milioni di euro in meno, circa 500-600 euro in meno pro-capite. È una ripartizione vergognosa». Meno fondi, spiegano le associazioni, meno servizi: il risultato è una mobilità sanitaria che pesa sulle casse dell’Asp vibonese per altri 30 milioni di euro. «Una vera e propria discriminazione. Loro si giustificano dicendo che quei 100 milioni in più dipendono da una concentrazione maggiore di sanità convenzionata, ma questa è una follia. Significa che la sanità pubblica non può garantire lo stesso del privato».

«Perché Vibo è l’unica esclusa?»

Forti critiche, soprattutto, per la delibera n.400 che prevede l’Emodinamica itinerante per Vibo Valentia. «L’Emodinamica a Vibo è stata sempre prevista nella rete, dal 2016 al 2024. Ci devono spiegare cos’è cambiato nel 2026 per ritenere che Vibo non abbia più bisogno di un’Emodinamica H24». Proteste condivise anche dal sindaco del capoluogo Enzo Romeo, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni ai cittadini in protesta, criticando ancora una volta l’alternativa del servizio itinerante: «Un servizio non può essere itinerante, serve un’Emodinamica H24. I calabresi non sono cittadini di serie b».

«I servizi sulla carta vengano tramutati in fatti»

Presente anche il primo cittadino di Serra San Bruno Alfredo Barillari, che invoca risposte dalla Regione di fronte le proteste per l’Emodinamica. «Si tratta di un servizio che deve essere presente in tutte le province. Ma io sono qua anche per l’ospedale di Serra San Bruno, dove sulla carta sono previsti servizi che ora non ci sono e devono essere tramutati in fatti. Ci sono state tante iniziative positive, come quella dei medici cubani che hanno salvato dalla chiusura alcuni ospedali, ma dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione senza mai mollare».

Chiesta la riammissione nella rete dell’Emodinamica

Al termine della manifestazione, le associazioni hanno presentato un documento nel quale chiedono espressamente «che venga rivista la delibera di Giunta regionale, con il reinserimento nella rete dell’unica provincia rimasta esclusa». «La dignità dei vibonesi vale quanto quella degli altri calabresi». La protesta, dunque, continuerà con i cittadini che promettono: «Siamo pronti a incatenarci». (m.russo@corrierecal.it)

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