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Gianni Amelio torna a Cosenza per presentare il suo film “Nessun Dolore”

Il regista sarà al Cinema Italia – A.Tieri lunedì 28 settembre per incontrare gli spettatori

Pubblicato il: 17/09/2026 – 13:48
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Il regista Gianni Amelio torna a Cosenza in occasione dell’uscita del suo ultimo film, “Nessun Dolore”, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e nelle sale dal 24 settembre con 01 Distribution. Lunedì 28 settembre, alle ore 18.15, al Cinema Italia – A. Tieri incontrerà gli spettatori in sala: la proiezione sarà preceduta da un talk aperto al pubblico, moderato dalla giornalista Barbara Marchio. Ad accogliere il regista Giuseppe Citrigno, presidente Anec Calabria e amministratore di CGC Sale cinematografiche.
A oltre trent’anni di distanza da “Lamerica”, Gianni Amelio affronta in una prospettiva aggiornata quello stesso dramma, torna a parlare di migranti con la storia di Davide, venditore di libri in piazza, che si ritrova improvvisamente responsabile di un bambino nordafricano e poi di un’intera comunità di invisibili, fino a un’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Che cosa è cambiato da allora, chi è “l’immigrato”? Qualcuno da accogliere, o da respingere? Un nuovo amico, o un estraneo pericoloso? Negli ultimi decenni – spiega il regista – il nodo non si è sciolto, anzi il problema si è esasperato, non si vede in prospettiva una ragionevole soluzione. Ma forse la “soluzione” non c’è, o non la si vuole cercare. Forse va trovata nella ragione e nel cuore di ciascuno di noi. Se non abbiamo già perduto, tra le tante occasioni, quella di riconoscerci come essere umani: cosa difficile e rischiosa». La pellicola, che vede tra i protagonisti Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, resta negli occhi e nella testa dello spettatore, è un film profondo, ricco di momenti di riflessione. Per spiegare il titolo “Nessun Dolore”, il regista sottolinea che «c’è un momento della vita in cui il dolore è talmente insostenibile che non lascia scelta. O si muore, oppure quella sofferenza diventa il punto di partenza per una nuova vita».

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