Cosenza, Coppitelli: «Penso di poter migliorare questa squadra, altrimenti sarei andato via»
Il tecnico alla vigilia della sfida con la Scafatese: «So che il 99,9 per cento delle persone mi direbbe di mollare, ma devo restituire qualcosa al ds, ai giocatori, alla città e al club»
COSENZA «Io sono qui perché il mio lavoro me lo impone e perché sono un uomo». Federico Coppitelli si presenta così (la conferenza stampa è stata postata in diretta sui canali sociale de ildot.it) alla vigilia della sfida contro la Scafatese, in programma domani allo Scida di Crotone. Il Cosenza arriva alla gara con un solo punto conquistato nelle prime cinque giornate e soprattutto con il peso della pesante sconfitta di Giugliano. Un momento delicatissimo, nel quale il tecnico rossoblù sceglie di metterci la faccia. La prima domanda riguarda la nota diffusa dalla società nei giorni scorsi. Coppitelli non si sottrae e parte proprio dalle difficoltà emerse nelle ultime settimane. «Io rappresento il volto della squadra, ma dietro di me ci sono i ragazzi, lo staff, la direzione e tutti quelli che lavorano per aiutare la squadra a fare una buona prestazione il giorno della partita. Indipendentemente dalle situazioni di cui abbiamo già parlato e che sono state ammesse anche nel comunicato della società, la sconfitta di martedì ci lascia dolore».
Il riferimento è naturalmente alla gara di Giugliano. «Ci siamo un po’ sgretolati dopo il loro 3-2. È una sconfitta che ha delle motivazioni che vanno ricercate in ciò di cui abbiamo parlato più volte e tornarci sopra sarebbe frustrante. Abbiamo confermato di non avere ancora la tenuta mentale per poter reagire, seppure siamo costantemente messi a dura prova».
Coppitelli non vuole però ridurre tutto a una singola partita. «Possiamo fare molte analisi sulla partita, ma andremmo a ripetere discorsi già fatti. Si dice sempre che il calcio non è una scienza esatta, ma non è neanche improvvisazione. Le squadre si radunano il 15-20 luglio con un obiettivo. Se inserisci con grande ritardo dei giocatori, c’è la possibilità che la condizione fisica, soprattutto quando giochi tre partite in una settimana, non sia quella corretta».
E poi ci sono gli aspetti legati a una rosa giovane. «Stanno venendo alla luce problematiche legate alla personalità, alla giovane età e tante altre piccole cose che hanno a che fare con il calcio, ma anche con la situazione del momento. Mi aspetto di migliorare, ovviamente, altrimenti sarei andato via».
Il tecnico ammette di vivere con particolare amarezza la situazione. «Quando questi miglioramenti passano da questi bocconi amari, per chi fa calcio come me, che viene dal campo di terra per arrivare al Cosenza, che per me è un traguardo, perché è una piazza e un nome che vedevo sulle figurine, rode un po’. Penso, e allargo il discorso alla squadra e a tutti noi che lavoriamo, di non meritarlo. Anche perché poi non siamo stati neanche fortunati».
Il riferimento è alle partite nelle quali, secondo Coppitelli, il Cosenza avrebbe potuto ottenere qualcosa in più. «Non penso sia una bestemmia dire che con il Potenza potevamo anche vincere, o con la Cavese. Io adesso ho una grande voglia di riscatto. È ovvio che bisogna responsabilizzare i tanti ragazzi giovani in organico senza, al tempo stesso, schiacciarli con un peso che non sono in grado di reggere».
«Tra me e Lucioni rapporto bellissimo»
Coppitelli smentisce poi le voci di un possibile litigio con il direttore sportivo Guido Lucioni. «In questo momento il rapporto tra me, il direttore e la squadra è la cosa più bella che c’è. Questo aspetto ci dà la fiducia di poter crescere. C’è una stima umana oltre che professionale con il direttore». Il silenzio dopo la partita di Giugliano, spiega, non era legato a tensioni interne. «Dopo la partita c’era amarezza, ecco perché non abbiamo parlato con la stampa. Nessun altro problema. Noi stiamo cercando di lavorare notte e giorno per migliorare, perché purtroppo questa è la realtà».
Il tecnico individua poi quello che considera il principale problema del Cosenza. «Se devo indicare il primo problema, tra i tanti di cui abbiamo già parlato altre volte, io continuo sul ritardo. Siamo in ritardo sull’organizzazione e sulla struttura del gruppo squadra. Sulle altre difficoltà non mi voglio più esprimere, guardo solo al lavoro che posso fare io».
E non nasconde quanto sia difficile la sua posizione. «Questa è una squadra che ha bisogno di essere migliorata. Io so che il 99,9 per cento delle persone mi direbbe di andare via. Se non lo faccio è perché nella mia mente competitiva penso di poter restituire qualcosa al direttore, che comunque mi ha scelto, ai giocatori che hanno creduto nel progetto e per portarli qui abbiamo dovuto , far valere il nostro lato umano, alla città e al club». Poi la frase che sintetizza la sua scelta: «Penso ci sia uno spiraglio per poter migliorare questa squadra».
Iliev e la sfida con la Scafatese
C’è spazio anche per una riflessione su Iliev, protagonista in negativo a Giugliano. «Credo che sia un ottimo portiere, ma in questa situazione un po’ di tempesta un giovane come lui, mentalmente, può farsi travolgere». Domani, intanto, c’è la Scafatese. Il Cosenza cerca una reazione e Coppitelli ha annunciato che almeno la struttura difensiva non dovrebbe cambiare. (redazione@corrierecal.it)
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