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la ricostruzione

Diamante, il sindaco Ordine e la “denuncia” sui social di un’aggressione

Il primo cittadino riporta i fatti accaduti tra l’11 e il 12 scorsi. Un giovane lo avrebbe spinto facendolo cadere sulle scale

Pubblicato il: 18/09/2026 – 9:45
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COSENZA Il sindaco di Diamante, Achille Ordine, ha deciso di rendere pubblica la propria versione dei fatti dopo la diffusione di alcune ricostruzioni, a suo dire, distorte, relative a un episodio avvenuto nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre, al termine delle iniziative legate al Peperoncino Festival. Secondo quanto raccontato dal primo cittadino, intorno alle 2.15, mentre si trovava nei pressi di Piazza Di Maio, vicino alla Cantina Messicana, avrebbe notato una discussione tra una ragazza e un ragazzo. Ordine si sarebbe fermato per alcuni secondi per verificare che la situazione non fosse pericolosa, per poi riprendere a scendere verso il Lungofiume. A quel punto, sempre secondo il suo racconto, avrebbe visto arrivare sulle scale, in maniera concitata, il fidanzato della ragazza coinvolta nella discussione, un giovane di Diamante che il sindaco afferma di conoscere personalmente. «Vedendolo arrivare con quell’agitazione gli dico semplicemente: “Calma”», scrive Ordine. Subito dopo, sostiene il sindaco, il giovane lo avrebbe spinto con entrambe le mani, facendolo cadere sulle scale. La caduta, racconta, non gli avrebbe provocato conseguenze fisiche grazie alla prontezza con cui sarebbe riuscito ad attutirla con le mani. Alcune persone presenti sarebbero quindi intervenute per fermare il ragazzo, mentre Ordine avrebbe scelto di allontanarsi senza chiamare immediatamente le autorità. Il mattino seguente, però, il sindaco riferisce di aver ricevuto numerose telefonate dopo che la notizia dell’episodio si era diffusa. Tra le voci circolate ci sarebbe stata anche quella secondo cui Ordine sarebbe finito in pronto soccorso e, successivamente, quella secondo cui sarebbe stato lui ad aggredire il giovane. «Una ricostruzione che arriva persino a mia nipote», racconta il sindaco, spiegando di aver poi informato le autorità sull’accaduto. Nel pomeriggio, Ordine riferisce inoltre di aver ricevuto la telefonata del padre del giovane, che gli avrebbe chiesto scusa per quanto accaduto. Un gesto che il sindaco dice di aver apprezzato, sottolineando però di non aver ricevuto analoghe scuse dal diretto interessato. È proprio la diffusione di una versione dei fatti nella quale gli sarebbero state attribuite responsabilità nell’aggressione ad aver spinto Ordine a intervenire pubblicamente. «Nulla può giustificare la violenza», afferma, ribadendo che una parola come «calma» non può essere considerata una provocazione o una giustificazione per un gesto violento. Il sindaco precisa infine di aver scelto di non sporgere querela, spiegando di voler privilegiare la pacificazione e di considerare il proprio ruolo pubblico come una responsabilità ulteriore nel contribuire a evitare l’escalation dei conflitti. «La violenza non è mai una soluzione. La violenza è la resa della ragione», conclude Ordine, richiamando l’importanza di saper riconoscere i propri errori e chiedere scusa: «Il vero coraggio non è colpire più forte. È avere la forza di non colpire affatto». (f.b.)

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